Sessa Cilento, Gabriele Falcione: “I conti non tornano…”

di Arturo Calabrese

Gabriele Falcione, consigliere di minoranza di Sessa Cilento, parla di una situazione molto critica nella gestione finanziara dell’ente pubblico cilentano.

Bilancio dei quattro anni di amministrazione: quale valutazione ne dà?

“Il bilancio è assolutamente negativo, soprattutto sul piano della gestione finanziaria dell’ente. Negli ultimi anni si è passati da un disavanzo a un presunto avanzo di amministrazione di circa 9.000 euro nel 2025, una cifra del tutto irrilevante rispetto alle reali potenzialità del Comune e alle condizioni di partenza. In realtà, quel dato è solo formale: analizzando nel dettaglio i numeri, l’ente si trova in una situazione di disavanzo molto più consistente”.

Nel recente Consiglio comunale Lei ha sollevato criticità: quali?

“Ho evidenziato che l’avanzo dichiarato non rappresenta la reale situazione finanziaria. L’ente versa in gravi difficoltà e diversi elementi contabili non restituiscono una fotografia corretta. In particolare, ho richiamato il tema della gestione del canone RAI, legato al servizio elettrico comunale. Si tratta di somme incassate per conto dell’Agenzia delle Entrate che avrebbero dovuto essere trattate come partite di giro, quindi senza impatto sul bilancio”.

Cosa sarebbe accaduto invece nella gestione di queste somme?

“Da una prima comunicazione risultava che alcune somme erano depositate sui conti correnti postali e al momento dell’effettivo incasso sarebbero state trattate come partite di giro e quindi riversate all’agenzia. Nel 2025, sono state prelevate e non sono state riversate all’agenzia dell’entrate ma registrati come entrate extra tributarie. Questo avrebbe avuto due conseguenze gravi: da un lato un’alterazione del risultato di amministrazione, dall’altro la mancata iscrizione del debito verso l’Agenzia delle Entrate. Inoltre, tali somme sarebbero state utilizzate per finanziare la spesa corrente dell’ente, cosa non corretta”.

Ha parlato anche di altri meccanismi contabili utilizzati per mantenere gli equilibri di bilancio…

“Sì. Gli equilibri sarebbero stati ottenuti anche attraverso operazioni contabili discutibili, come l’accertamento di circa 272mila euro legati alla gestione del servizio elettrico, in assenza di un vero titolo contrattuale che ne garantisse la certezza del credito. Si tratta, a mio avviso, di soluzioni temporanee che non risolvono i problemi strutturali ma servono solo a “coprire” gli equilibri di bilancio”.

Quali altri problemi gestionali evidenzia?

“Negli anni si è registrato un forte ricorso a debiti fuori bilancio, mancata gestione tempestiva dei procedimenti amministrativi e numerosi contenziosi, spesso non affrontati adeguatamente. Solo tra interessi, spese legali e sanzioni si parla di circa 50mila euro, a cui si aggiunge la gestione della vertenza De Feo, costata circa 150mila euro”.

Un altro tema riguarda l’organizzazione interna degli uffici…

“Oggi il Comune non ha un responsabile finanziario interno stabile e la funzione è svolta dal vicesindaco, una soluzione possibile nei piccoli enti ma comunque delicata. Inoltre è stato affidato un servizio esterno di supporto contabile a una società che costa circa 50mila euro l’anno. A fronte di questa spesa, il servizio è presente solo in modo saltuario negli uffici e lavora spesso da remoto. A mio avviso si tratta di una scelta poco efficiente: un funzionario interno a tempo pieno costerebbe probabilmente meno e garantirebbe maggiori responsabilità e controllo”.

Quali altre spese ritiene critiche?

“Sì, anche altri servizi esterni, come la gestione della contabilità IVA, costano circa 5 mila euro l’anno. Nel complesso si tratta di una serie di spese che, sommate, incidono significativamente sul bilancio e che avrebbero potuto essere ridotte”.

Ci sono anche dei fondi non utilizzati, è vero?

“La precedente amministrazione guidata da Giovanni Chirico ha lasciato a quella attuale un finanziamento di 2 milioni di euro per le aste torrentizie. Non è dato che fine hanno fatto quei fondi”.

Qual è, in sintesi, la situazione finanziaria?

“La situazione è complessa e presenta diverse criticità strutturali. Oltre alla gestione corrente, resta aperto anche il tema di una possibile ingiunzione legata alla cassa conguagli del servizio energetico, che potrebbe arrivare a cifre molto elevate. Se questi debiti dovessero concretizzarsi, l’ente si troverebbe in seria difficoltà. Il problema principale è che molte di queste situazioni non sono state affrontate negli anni e potrebbero ricadere sulle amministrazioni future”.
Pensando al futuro amministrativo?
“È necessario creare un governo di solidarietà per risanare Sessa Cilento, solo così si potrà iniziare a lavorare seriamente. Serve un’amministrazione per un ampio di risanamento che sia composta da novità e da esperienza perché i tempi a venire saranno difficile”.

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