Leonardo Maria Del Vecchio è passato al contrattacco dopo la proposta – rifiutata – da 30 miliardi di euro) del magnate ceco Michal Strnad: Lmdv ha infatti proposto agli altri sette soci di Delfin di rilevare le loro quote con un’offerta interamente finanziata da un «primario istituto di credito internazionale».
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Lmdv: «È l’offerta più seria che io abbia mai fatto»
A renderlo noto è stato lo stesso Leonardo Maria Del Vecchio, tramite una lettera pubblicata sul QN (di cui è editore). «È l’offerta più seria che io abbia mai fatto», scrive il quartogenito del fondatore di EssilorLuxottica Leonardo Del Vecchio, che al momento ha in mano (come gli altri sette eredi) il 12,5 per cento della cassaforte di famiglia. «Da quando nostro padre è scomparso, ho sentito il peso di custodire ciò che ha costruito. Non sempre l’ho fatto nel modo giusto», prosegue Lmdv nella missiva, prodigo di ammissioni di colpa: «In questi anni ho cercato soluzioni diverse e talvolta ho scelto la strada dello scontro. Lo riconosco: ci sono stati errori, anche di tono, e non ne vado fiero».

L’autocritica sul passato e lo stop ai contenziosi
«All’inizio ho cercato di dare stabilità, impegnandomi direttamente in EssilorLuxottica e difendendo l’assetto che si era costruito nelle ore successive alla sua morte. In seguito, ho provato a rafforzare quell’equilibrio acquistando le quote di chi era più lontano dalla gestione», continua Leonardo Maria Del Vecchio, evocando i dissidi tra gli eredi: «Quando ho capito che quella strada non portava da nessuna parte, ho fatto un passo indietro». E poi: «Negli ultimi mesi ho scelto un’altra direzione: ridurre i conflitti e riaprire il dialogo». Nella lettera, Lmdv conferma inoltre di aver «dato mandato di rinunciare alle azioni legali» promosse nei confronti di alcuni familiari: «Non è stato semplice, ma era necessario».
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L’offerta recapitata agli altri sette soci Delfin
Così sull’offerta recapitata agli altri otto eredi di Leonardo Del Vecchio: «Ho proposto sia un acquisto totale e immediato delle quote, sia altre forme di acquisizione più diluite nel tempo, lasciando a ciascuno la libertà di scegliere». Sul piatto una proposta da circa 3,7 miliardi di euro a ciascun socio: l’operazione sarebbe sostenuta da un finanziamento da 22 miliardi di euro concesso dalla banca statunitense Citi. La cifra servirebbe in realtà ad acquistare sei quote, escludendo quella della madre Nicoletta Zampillo, e a portare Del Vecchio jr all’87,5 per cento del capitale di Delfin. Il piano richiede l’adesione di almeno cinque soci, che con Lmdv comporrebbero una maggioranza di sei su otto. «Il veicolo che acquisirà le quote avrà regole di governance rafforzate, fissate in uno statuto vincolante. Accanto a me siederanno in consiglio due persone con una lunga esperienza manageriale, finanziaria e legale che avranno pareri vincolanti sulle decisioni finanziarie più rilevanti. È la condizione perché questa proposta sia credibile per la mia famiglia, per i mercati e per le persone che lavorano nelle società che nostro padre ha fatto crescere», spiega poi l’imprenditore nella lettera al QN: proposto agli altri soci un incontro entro il 7 novembre, «tutti insieme o singolarmente, per presentare il progetto nel dettaglio».
