La Procura Roma ha ritirato la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno 1980. La decisione è stata presa a seguito della mossa della Francia, che ha annunciato l’intenzione di collaborare alle indagini dopo 46 anni di sostanziale silenzio e reticenza.
Lo Voi: «Nuovo filone con nuove prospettive»
«Si apre un nuovo filone con nuove prospettive», ha spiegato il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, nel motivare il ritiro della richiesta di archiviazione durante l’udienza che davanti al gip Livio Sabatini: «Dopo le notizie arrivate dalla Francia, che si è detta pronta a collaborare, procediamo in tal senso». La nuova inchiesta sulla strage di Ustica è stata avviata nel 2008, dopo le dichiarazioni dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che indicava nei francesi i responsabili dell’abbattimento del DC9 Itavia che, partito da Bologna e diretto a Palermo, precipitò invece nel Mar Tirreno.
L’annuncio di Parigi a 46 anni dalla strage
Parigi ha annunciato la disponibilità al trasferimento all’Italia di tutta la documentazione relativa alla strage del 27 giugno 1980, costata la vita alle 81 persone a bordo del DC9 Itavia. Nel corso dei decenni, la magistratura italiana ha inviato numerose rogatorie internazionali a diverse nazioni (tra cui appunto la Francia) per ottenere i tracciati radar e i registri di volo di quella notte. Finora, i tentativi di ottenere piena collaborazione si erano scontrati con forti reticenze. Il governo italiano si era formalmente opposto alla richiesta di archiviazione presentata originariamente dai pubblici ministeri, unendosi alla storica battaglia dell’Associazione Parenti delle Vittime.
