Mattarella ospite della Cgil, i malumori leghisti le altre pillole del giorno

Se da una parte Giorgia Meloni si affida alle tv e alle kermesse di partito per diffondere il verbo del suo governo, dall’altra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, mette un freno agli entusiasmi elettorali della destra. Ad Amatrice per l’inaugurazione dell’anno scolastico, il capo dello Stato ha parlato agli studenti per farsi ascoltare dagli adulti: «La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia figli di emigrati», ha detto, non deve «formare ghetti» e «alzare le barriere», perché «la scuola prepara tutti, è aperta a tutti, così dispone l’articolo 34 della Costituzione». Sul tema è intervenuta pure la Cei, guidata dal cardinale Matteo Zuppi, che sulle orme del Colle, ha tirato le orecchie all’esecutivo.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, al Corriere, ha poi spiegato meglio il provvedimento. Il tetto non si applicherà «agli studenti che hanno frequentato la scuola dell’infanzia ed entrano in prima elementare o a quanti hanno frequentato positivamente alcuni anni di scuola, perché si può pensare che abbiano acquisito una certa conoscenza dell’italiano». E riguarderà anche i ragazzi con passaporto europeo, giusto per chiarire che non si tratta del colore della pelle. Il monito sulla scuola però è solo l’antipasto. Scorrendo l’agenda del Quirinale, c’è una data che ha fatto venire l’orticaria a più di un ministro: il 30 settembre Mattarella sarà alla Scala di Milano per il 120° anniversario della fondazione della Cgil. Si prevede un’accoglienza calorosa per il capo dello Stato alla presenza, ovviamente, del segretario generale Maurizio Landini. Si parlerà di politiche sociali, lavoro, equità, fisco, salute, scuola: roba da far saltare i nervi agli esponenti della maggioranza. Tra l’altro, alcuni sussurrano che «Landini ha preso per il naso pure il ministro Adolfo Urso» con la sua smania di emettere francobolli. Non poteva infatti mancare il bollo dedicato proprio alla Cgil. Il sindacato però lo presenterà nella sede nazionale di Corso d’Italia e non al Mimit, nel fascistissimo Palazzo Piacentini.

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Maurizio Landini (Imagoeconomica).

Le manovre (ristrette) dei nordisti in vista del Congresso della Lega

Roberto Maroni definiva la Lega «l’ultimo partito leninista» esistente. Con questa accezione, seppur ironica, faceva riferimento alla ferrea disciplina di partito rispetto agli ordini impartiti dal capo, Umberto Bossi, e alla imponente struttura gerarchica che il Senatùr aveva costruito attorno al suo movimento. Di quell’organigramma è rimasto solo lo scheletro ma l’iperbole maroniana sembra diventata una profezia nel 2026. A quattro anni dalla morte di Bobo, tra i lumbard c’è chi parla addirittura di «modello Ceausescu» in via Bellerio. La segreteria di Matteo Salvini si appresta infatti a organizzare un congresso “confermativo” richiamando gli stessi delegati di un anno e mezzo fa, che perlopiù fanno riferimento al leader. La notizia, anticipata dal palco di Pontida, è stata confermata nel corso di un consiglio federale durato quattro ore, in cui Salvini è tornato a chiedere unità ai suoi. Il capo leghista ha detto di volere un «congresso vero», perché la Lega in futuro «deve parlare con una sola voce». In vista dei prossimi appuntamenti e scadenze elettorali, occorre essere compatti – ha ammonito – basta con i distinguo. «Se poi si vuole eleggere un altro segretario non ho problemi», ha aggiunto, «ma occorre fare chiarezza con un congresso». E dopo l’assise tirare le somme.

Mattarella ospite della Cgil, i malumori leghisti le altre pillole del giorno
Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Nei prossimi giorni si dovrebbe riunire la commissione del regolamento e, in seguito, dovrà essere convocato un altro consiglio federale per stabilire la data dell’assemblea. Uscendo dalla sede della Lega, il segretario ha detto ai giornalisti di auspicare che qualcuno si candidi contro di lui. Ma si tratta di una strada in salita, persa in partenza dal potenziale avversario (Massimiliano Romeo?), vista la composizione dei delegati che saranno chiamati a votare («per alzata di mano», ha già annunciato Salvini a Pontida). Assenti Massimiliano Fedriga, Luca Zaia, e Maurizio Fugatti, il lombardo Attilio Fontana era l’unico del fronte dei governatori presenti al federale (Il veneto Alberto Stefani invece ha avuto un incidente mentre stava raggiungendo Milano). Ora dovrà esserci un confronto, tra i nordisti, per decidere se presentare almeno una mozione di minoranza all’assise. I margini di azione sono veramente molto risicati.

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Luca Zaia, Attilio Fontana, Maurizio Fugatti, Massiliano Fedriga a Pontida (Ansa).

Report, Piervincenzi non sarà relegato ai Lab

Ancora tensioni a Report. Non solo buona parte della redazione teme un eventuale reintegro di Sigfrido Ranucci, ma si registrano fibrillazioni anche tra conduttori e autori. Daniele Piervincenzi inizialmente doveva essere relegato alla presentazione dei Lab, mentre Claudia Di Pasquale alle inchieste principali. Dopo un’accesa discussione davanti al salomonico “Don” Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai, si è giunti a una mediazione: i due co-conduttori si divideranno equamente gli spazi.

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Daniele Piervincenzi esce dalla sede Rai di via Teulada (Ansa).