Eboli. Le mani della camorra nell’area ex Pezzullo

Di Antonio Manzo

C’è un capitolo tuttora aperto nelle carte della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno. Area ex Pezzullo, dopo il racconto dell’amianto e lo champagne del brindisi offerto da Melchionda e company alla rimozione di poche lastre per offrire l’illusione del recupero dello stabilimento da 26 anni in disuso, abbandonato, c’è ora quello di un collaboratore di giustizia da anni in corso di verifica per gli opportuni riscontri. E’ il racconto delle mira della camorra di un boss locale sul progetto area ex Pezzullo, mai attuato. Il boss, identificato e ben legato ai poteri amministrativi della città con diramazione nell’area della valle dell’Irno e del Napoletano, avrebbe potuto portare a temine l’operazione riqualificazione dell’ex Pezzullo. Il capitolo ex Pezzullo riguarda ben tre sindaci, Martino Melchionda, Massimo Cariello e, infine, Mario Conte che aveva già avviato la risoluzione contrattuale con la ditta fallita “Eboli2010” atti poi definiti dall’attuale commissario prefettizio Gaetano Tufariello. Sciocchezze? Il racconto farlocco del pentito è solo frutto di fantasia criminale? Saranno gli investigatori della Squadra Mobile di Salerno e i magistrati della Dda della Procura della Repubblica a definire la credibilità del collaboratore di giustizia che ora vive in regime di protezione in località segreta. Tutto capita a Eboli in periodo preelettorale dopo lo scioglimento del consiglio comunale e il terzo commissariamento del Comune nel giro di dieci anni. Nel periodo pre-elettorale di questi temi scottanti dell’attività amministrativa di ieri e di domani non se ne parla con malcelato pudore e immotivato riserbo spesso relegato a considerazioni sbrigative e tutt’alto che esaustive e molto banali, nei talk show caserecci con l’esposizione di programmi da “Bibbia politica”. Che sono poi gli stessi degli ultimi 40 anni nel campo largo della politica locale recentemente rassodato dal civismo che ha mascherato il trasformismo. I temi sciocchi sul tappeto: sicurezza urbana? Assumiamo più vigili. Camorra: qui non c’è, il clan Maiale è finito da anni. Piano urbanistico? Tagliamo gli alberi e facciamo più case. Svincolo autostradale? Lo deve fare l’Anas, noi non c’entriamo nulla. Ospedale? Sistemiamo quello vecchio, ci sono 21 milioni da spendere ma è compito dell’Asl. Inquinamento ambientale? Noi non volevamo la Terna ma ora ce la teniamo e la beatifichiamo perché distribuisce soldi . Litoranea? Ci sono bei lidi, non è compito nostro allontanare le prostitute. Abusi edilizi? Vi saniamo tutto, state tranquilli. Strade urbane come circuiti di Monza? Daremo la cittadinanza onoraria a Kimi Antonelli. La legalità? Parlarne fa perdere voti. L’ecumenismo beffardo della caccia al voto rende tutti eguali nella stupidità manifesta con più liste e sponsor. Ora ci sono le indagini dell’Antimafia che potrebbero perfino far scattare la prosecuzione del regime commissariale con la nomina della commissione di accesso di atti amministrativi per sospette infiltrazioni criminali. E che il collaboratore di giustizia non si sarebbe fermato nelle sue dichiarazioni all’affare mancato della camorra sull’area ex Pezzullo, è orma pacifico. E che avrebbe raccontato di un regime del voto di scambio tra candidati al consiglio comunale e esponenti della criminalità locale (epoca Cariello 2016), di truffe telematiche Spagna Slovenia, di traffico di auto nuove e di lusso in accorsate concessionarie della piana del Sele per arrivare anche alle polizze fideiussorie che il clan avrebbe procurato per l’apertura di alcuni stabilimenti balneari. Acquisti alle aste fallimentari controllate dal boss.E poi l’appalto per i parcheggi comunali (Publiparking) oltre che ai centri commerciali di Eboli. Su tutto c’è il racconto di presunti fatti corruttivi, abusi, favoritismi, turbative di gara nell’aggiudica di appalti e rilascio di autorizzazioni (coinvolgimento del sindaco Cariello in occasione delle elezioni del 2016 e successivamente all’assunzione della carica di sindaco) col la presunta complicità di “pezzi” consistenti della macchina amministrativa ora in via di revisione del commissario prefettizio Tufariello. Siamo a fine novembre 2020. Entra in scena il progetto per la riqualificazione dell’area ex pastificio Pezzullo. Il noto boss della camorra avrebbe imposto alla società concessionaria dell’intervento in project financing della “Eboli 2010” di rinunciare al progetto originario di edilizia residenziale. La gara si era tenuta negli anni dell’amministrazione Melchionda con la società amministrata da una srl poi fallita al tribunale di Roma con finanziatore un ingegnere fiorentino. E’ l’estate 2016. Cariello è sindaco ed ha a cuore il progetto di riqualificazione ex area Pezzullo. Secondo il collaboratore di giustizia, lui presente, si va ad una prima riunione con il sindaco, un geometra molto vicino all’amministrazione comunale ed il boss della camorra. Il sindaco avrebbe consigliato al geometra di far recedere la società “Eboli 2010” dalla concessione dei lavori firmata dieci anni prima e mai attuata e cambiare la destinazione urbanistica dell’area ex Pezzullo da area commerciale a residenziale per la costruzione di ville che avrebbe progettato e diretto i lavori il geometra presente. Sarebbe stata necessaria una variante al Prg, e promossa da Cariello più per una operazione di immagine politica “ma senza alcun ritorno economico da lui mai chiesto e proposto” secondo il racconto del collaboratore di giustizi. Lui il “pentito” avrebbe guadagnato, con il boss della camorra, dalle operazioni di edificazione ed immobiliare. Ma i vertici della “Eboli2010” non accettano di essere estromessi neppure in cambio della proprietà di una villetta. Ma entrerebbe in scena, innervosito, il boss della camorra che avrebbe detto ai rappresentanti della società Eboli 2010: “chiedete al geometra chi sono, e se non vi mettete d’accordo con me, siccome Eboli è solo mia e comando io, non vi farò fare nemmeno quello che dovevate fare”. I rappresentanti della “Eboli2010” avrebbero rinunciato all’udienza nella causa civile intentata dal Comune per lasciare campo libero all’operazione variante urbanistica che avrebbe alla fine anche compensato il boss della camorra con una delle villette da costruirsi nell’area ex Pezzullo. Eboli, settembre 2026, con le macerie come quelle del 1943. La verità di una sciocchezza? No, la triste realtà sui palchi elettorali con i candidati a cacia di voti ma senza il necessario sguardo lungo della ricostruzione di una comunità. .

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