Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, ha escluso che l’intelligenza artificiale fuori controllo possa portare alla fine dell’umanità entro il 2030, una prospettiva questa citata da vari esperti del settore e al centro anche di un recente evento a San Francisco, ma che non preoccupa affatto Donald Trump e la Cina.
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Huang: «Spaventare è inutile e irresponsabile»
Intervistato da Cbs News, Huang ha respinto le «narrazioni apocalittiche» sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale. «Comunque la si voglia descrivere, c’è lo 0 per cento di possibilità che nel 2030 ci sia la fine del mondo», ha assicurato il ceo di Nvidia, produttore di chip per l’IA da 5 miliardi di dollari. «Spaventare le persone è inutile e irresponsabile», ha aggiunto Huang commentando le affermazioni dell’ex ricercatore di Anthropic (e con un passato in OpenAI) Jacob Coxon, secondo cui l’IA potrebbe eliminare l’umanità entro il decennio.

Anche Trump allontana la paura, ma i big frenano
Di recente, Trump ha liquidato l’ultimo allarme di Dario Amodei di Anthropic secondo cui l’IA si sta sviluppando a un ritmo esponenziale e, senza un rallentamento, nel giro di 6-12 mesi, potrebbe essere in grado di guidare uno sciame di agenti capaci di prendere il controllo dell’intero Internet: il presidente Usa ha puntato il dito contro le «forze negative» che tirano in ballo «cose che non accadranno». Amodei ha lanciato sul suo blog un appello per rallentare il ritmo di sviluppo dei modelli più avanzati dell’IA per motivi di sicurezza. La proposta ha trovato l’immediato sostegno di due protagonisti indiscussi in America del settore: Elon Musk, che con SpaceX controlla xAI, e Sam Altman, ceo di OpenAI, l’azienda che ha lanciato la corsa globale ai chatbot.
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