Continua il processo Alfieri per appalti truccati e corruzione

di Arturo Calabrese

Nuova udienza nel pomeriggio di ieri a Vallo della Lucania per il caso Dervit, con al centro il già presidente della Provincia di Salerno, già presidente dell’Unione dei Comuni Paestum Alto Cilento e già sindaco di Capaccio Paestum, cariche ricoperte al momento dell’arresto, Franco Alfieri. Seduta in tribunale molto lunga ed articolata durante la quale sono stati sentiti due coimputati e cioè Carmine Greco ed Elvira Alfieri. La Dervit, società accusata di essere rientrata nel sistema corruttivo con la Alfieri Impianti, ha presentato la consulenza dell’ingegnere Ivan Maiese di Novi Velia. Comune dell’interno dove la stessa società di Roccadaspide ha lavorato per l’installazione della pubblica illuminazione. Il tecnico ha rilasciato dichiarazioni spontanee. La sorella del già ospite delle patrie galere è stata interrogata dall’avvocato Agostino De Caro, legale di parte, ed ha spiegato alcuni passaggi sia delle intercettazione sia del suo ruolo nella società di famiglia all’interno della quale ha cambiato il proprio ruolo da dipendente ad amministratrice, incarico che le è costato i domiciliari a partire dal 3 ottobre del 2024. Si è trattato, quindi, di un interrogatorio parziale e guidato da uno dei legali di Franco Alfieri. Domande e risposte che sono servite a chiarire, dunque, determinati passaggi dei fatti contestati e riguardanti proprio la società nella quale compariva anche Domenico, altro fratello. Il Pm, poi, ha chiesto un’integrazione della perizia informatica sui conti e su alcuni elementi inseriti nelle intercettazioni, proprio per vederci chiaro. Altra parte importante dell’udienza di ieri presso il tribunale di Vallo della Lucania erano le dichiarazioni spontanee che avrebbe dovuto rendere l’imputato Alfieri. La lunghezza dell’udienza, tra interrogatori di parte, consulenze ed altre dichiarazioni, ha fatto sì che i tempi si dilatassero talmente tanto da non permettere allo stesso di parlare liberamente davanti ai giudici. Il prossimo passaggio è stato fissato tra una settimana e cioè alle 12.00 di giovedì 17 settembre. In quell’occasione, Alfieri potrebbe essere sentito, qualora dovesse essere ancora convinto in tal senso. All’uscita, i legali hanno parlato con la stampa presente ed hanno espresso come sempre serenità. Pare, inoltre, che il processo di primo grado vallese possa essere alle battute finali e che a breve possa anche arrivare una sentenza. Decisione dei giudici, nel caso si concretizzasse tale evenienza, che arriverebbe dunque a due anni dal primo arresto di franco Alfieri che venne condotto al carcere di Fuorni, ove è rimasto per poco meno di 30 giorni. Da allora, una lunga detenzione ai domiciliari fino ad arrivare ad oggi e all’obbligo di dimora in quel di Torchiara. Nel frattempo, per lui sono scattate altre misure cautelari per l’accusa di voto di scambio politico mafioso, processo che si sta invece tenendo a Salerno. Sulla sua testa, infine, pende anche una richiesta di rinvio a giudizio che si discuterà il 16 di novembre. Autunno molto caldo, dunque, per il già amministratore, settimane decisive per il suo futuro anche politico.

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