Porzio e i salernitani litigano per la pizza capricciosa con i würstel

Raffaella D’Andrea

Una pizza può dividere. Anzi, in Campania può diventare quasi una questione di Stato.

E se poi nella capricciosa finiscono i würstel, mentre qualcuno osa sostenere che “a Salerno si fa così”, il rischio è quello di scatenare una guerra gastronomica che, complice la storica rivalità calcistica tra Napoli e Salerno, può rapidamente trasformarsi in qualcos’altro.

È bastato un video di Enrico Porzio, il pizzaiolo napoletano diventato un vero personaggio sui social, soprattutto durante gli anni del Covid, per far partire la polemica.

La storia, in realtà, nasce da un’ affermazione da parte di una signora salernitana che affermava che la pizza capricciosa a Salerno,si prepara con i würstel. Porzio, fedele al suo format fatto di richieste curiose dei clienti e relative prove in pizzeria, aveva deciso di riproporre la pizza.

Solo che, nel commentare la richiesta, si è lasciato scappare una frase che ai salernitani non è proprio andata giù: «Non è che i salernitani possono venire a dire a noi come si fa la capricciosa».

E lì, più che il pomodoro, ha iniziato a bollire il web.

«In realtà – spiega oggi Porzio – io non ho fatto altro che ripetere quello che mi aveva detto una signora. Mi aveva raccontato che a Salerno si  mangia la capricciosa con i würstel e io ho riproposto la sua richiesta. Nel video ho anche detto chiaramente che la pizza è una questione di gusto e che, se quella era la sua preferenza, io gliela facevo».

Il problema, probabilmente, è stato quel riferimento ai “salernitani”.

«Forse ho sbagliato a usare quel termine – ammette Porzio – avrei dovuto dire semplicemente “la signora”. Mi assumo la responsabilità di aver comunicato male il messaggio, ma non c’era assolutamente nessuna malizia».

Una precisazione arrivata dopo una vera e propria bufera social.

Perché, come spesso accade sui social, dalla pizza si è passati al tifo, dal tifo alla rivalità e dalla rivalità a qualche messaggio decisamente sopra le righe.

«Mi è dispiaciuto ricevere alcuni commenti e soprattutto delle minacce – racconta – poi, andando a vedere alcuni profili, ho notato che molte di queste persone avevano a che fare con il mondo del calcio e dello sport. Credo che in parte sia stata riversata sulla vicenda anche la rivalità calcistica tra Napoli e Salerno».

Una rivalità che, evidentemente, sulla pizza diventa ancora più piccante.

Ma Porzio ci tiene a sgombrare il campo da qualsiasi equivoco: nessuna strategia di marketing, nessuna provocazione studiata a tavolino.

«Qualcuno ha pensato che fosse una trovata pubblicitaria. Assolutamente no. Quel video era stato registrato mesi prima. Quando vado nelle sedi trascorro una giornata con i ragazzi e registro diversi video che poi pubblichiamo nel tempo. Se fosse stata un’operazione di marketing, lo avrei pubblicato subito».

E, soprattutto, non ce n’era bisogno.

Porzio oggi gestisce 18 sedi in Italia e continua a rivendicare un modo di fare impresa piuttosto lontano dall’immagine dell’imprenditore che dirige tutto a distanza.

«Io sono sempre nei locali. Vado dai ragazzi, controllo, correggo, modifico. Non sono il classico imprenditore che sta al mare su uno yacht con il computer e il cellulare a gestire le attività».

E Salerno, per lui, non è certo una città da conquistare con una polemica sulla capricciosa.

«Sono sei anni che sono a Salerno e ho sempre avuto grosse soddisfazioni. Anzi, sono forse uno dei pochi che ha creduto nella città proprio nel momento più difficile: ho preso il locale all’inizio della pandemia. Significa che credevo in Salerno, nel suo contesto e nella sua comunità».

E i numeri, racconta, sembrano avergli dato ragione.

«Nei mesi di giugno, luglio e agosto abbiamo fatturato circa 500 mila euro. Non lo dico per presunzione, ma per spiegare che non avevamo nessuna attività da rilanciare attraverso una trovata di marketing».

Poi è arrivata la serata della pace. O, per restare in tema, la diplomazia della pizza.

Quasi 600 pizze sfornate e una capricciosa proposta anche nella versione incriminata: con i würstel.

«Abbiamo fatto quasi 600 pizze e circa il 70 per cento dei clienti era salernitano. Abbiamo preparato capricciose con i würstel e con il prosciutto cotto. Alla fine è semplicemente una questione di gusto».

E qui Porzio ribadisce il concetto che aveva già espresso nel video: la capricciosa tradizionale resta quella tradizionale, ma nessuno vieta di reinterpretarla.

«La capricciosa classica è con prosciutto, funghi, carciofini e olive, pomodoro e mozzarella. Poi oggi vediamo pizze gourmet di tutti i colori. Se una signora vuole i würstel, io gliela faccio».

Insomma, pace fatta?

«Assolutamente sì. Ho ricevuto tanti messaggi da parte di salernitani che hanno capito l’ironia e l’equivoco. Alcuni mi hanno persino chiesto scusa per il comportamento di altri».

E, alla fine, c’è stato persino un piccolo paradosso: a discutere non erano più soltanto napoletani e salernitani, ma gli stessi salernitani tra loro.

«Mi è dispiaciuto vedere persone di Salerno discutere tra loro. C’era chi diceva che non bisognava perdonarmi e chi invece mi difendeva. Ma alla fine sono cose che lasciano il tempo che trovano».

Anche perché, per Porzio, il rapporto con Salerno è fatto di ben altro.

«Sono una persona molto sensibile all’aspetto sociale e mi dispiace quando un episodio può modificare l’immagine che le persone hanno di me. Nel corso degli anni mi sono costruito un personaggio, ma soprattutto un rapporto con le persone. E non vorrei che una frase detta con leggerezza cambiasse questa percezione».

La guerra della capricciosa, dunque, può considerarsi archiviata.

E per il futuro?

Porzio annuncia nuove proposte in vista dell’autunno e dell’inverno, quando Salerno tornerà ad accendersi con le Luci d’Artista.

Quanto alla capricciosa, invece, forse una soluzione diplomatica è stata finalmente trovata: ognuno la mangi come vuole.

Con i würstel, con il prosciutto o con quello che gli pare.

Purché, almeno questa volta, nessuno chiami l’avvocato.

 

L'articolo Porzio e i salernitani litigano per la pizza capricciosa con i würstel proviene da Le Cronache.