In un manifesto elettorale, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il Likud hanno indicato come nemico di Israele il sindaco di New York Zohran Mamdani insieme con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, il leader iraniano Mojtaba Khamenei e il capo di Hezbollah Naim Qassem. Il primo ministro ha anche postato su X l’immagine con lo slogan «vogliono che Netanyahu perda, non lasciate che vincano».
Lo scontro tra Netanyahu e Mamdani
La vicenda fa seguito a uno scontro pubblico tra Netanyahu e Mamdani, che aveva chiesto al governo federale, qualora il premier israeliano si recasse negli Usa, di dare esecuzione al mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale nel 2024 a seguito di accuse di crimini di guerra a Gaza. Questo significa che il leader dello Stato ebraico è un sospettato ricercato a livello internazionale e che i 124 Stati membri della Cpi sono obbligati ad arrestarlo qualora dovesse entrare nel loro territorio. Il sindaco di New York a luglio aveva affermato di star valutando le modalità per far arrestare Netanyahu qualora dovesse recarsi nella sua città, ma in seguito ha chiarito che la questione esulava dalla sua giurisdizione e ha invitato il governo federale ad intervenire (anche se gli Usa non sono membri della Cpi). Trump si era affrettato a difendere Netanyahu assicurando, in un post su Truth, che «non verrà arrestato, in alcun modo, forma o maniera, mentre si trova negli Stati Uniti». L’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, aveva accusato il sindaco di antisemitismo e di sostegno ad Hamas, mentre Netanyahu aveva definito le parole di Mamdani «incitamento all’odio».
