Morto Zhu Rongji, il premier che trasformò la Cina in una superpotenza

È morto a 98 anni l’ex premier cinese Zhu Rongji, che guidò la Repubblica Popolare dal 1998 al 2003: nel corso del suo mandato mise in atto una dura guerra alla corruzione e contribuì – assieme all’allora presidente Jiang Zemin – a innescare il boom economico che negli anni a venire avrebbe portato il Paese asiatico nel club delle superpotenze mondiali. «Un eccellente membro del Partito, un combattente comunista fedele, un eccezionale rivoluzionario proletario, leader dello Stato». Così lo ha ricordato il Comitato Centrale del Pcc.

Morto Zhu Rongji, il premier che trasformò la Cina in una superpotenza
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Fu anche Governatore della Banca Popolare Cinese

Nato nel 1928 a Changsha, nella provincia dello Hunan, Zhu aveva aderì al Partito comunista nel 1949, anno di fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Diventato membro della Commissione statale per la pianificazione, cadde in disgrazia durante la Rivoluzione culturale perché in disaccordo con Mao Zedong. Riabilitato alla morte del leader cinese, scalò le gerarchie degli incarichi pubblici e nel 1987 divenne sindaco di Shanghai, incarico ricoperto fino al 1991. Due anni dopo divenne Governatore della Banca Popolare Cinese e anche vicepremier con Li Peng alla guida del governo, avviando ambiziose riforme poi implementate una volta diventato primo ministro. Nelle vesti di premier (che in Cina è la figura tradizionalmente incaricata della gestione dell’economia), Zhu condusse le trattative per far entrare il Paese nell’Organizzazione mondiale del commercio, cosa che avvenne nel 2001.