L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno

«Niente rimpasto», ha detto al settimanale Chi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Con il caldo dell’estate, così, sembrano essere evaporate definitivamente le ambizioni del leghista Matteo Salvini di riconquistare la poltrona di ministro dell’Interno, che gli servirebbe – e tanto – per cercare di arginare la valanga creata dal generale Roberto Vannacci, pronto ogni giorno a togliere eletti ed elettori alla Lega. Il ritorno al Viminale è destinato a restare soltanto uno slogan. Ridotto nel suo cul-de-sac, Salvini, ricordandosi di essere ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, si è messo ad ammirare, quasi come un umarell, il cantiere romano della metropolitana, al Pigneto, con tanto di dichiarazioni. «Due quartieri da sempre divisi si uniranno a lavori ultimati», ha affermato Salvini, e detto a Roma da uno che voleva dividere l’Italia fa sempre il suo effetto.

L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno
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L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno
L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno

Non è mancata la fluviale ed entusiastica dichiarazione nei confronti del ministro pronunciata da Davide Bordoni, stavolta nei panni di segretario della Lega nel Lazio, lasciando per un attimo da parte le cariche ottenute grazie a Salvini, come quella di “esperto per i rapporti con gli enti territoriali” proprio nel Mit, con retribuzione di 40 mila euro, o il ruolo per il triennio 2026-28 di amministratore unico di Ram S.p.A. Logistica-Infrastrutture-Trasporti, società in house del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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Davide Bordoni e Matteo Salvini (foto Imagoeconomica).

Che poi al dicastero di Porta Pia le malelingue amano commentare, quando vedono insieme Salvini e Bordoni: «Almeno Davide è laureato, anche se in Sociologia, a differenza del ministro che non ha mai completato gli studi di Scienze politiche prima e Lettere poi». E Salvini, durante la visita al cantiere, si è messo a scherzare con il project manager: «Pm? Forse è meglio che cambiate acronimo».

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Matteo Salvini e Matteo Piantedosi (foto Imagoeconomica).

Fatto sta che il blocco del turnover ministeriale imposto da Meloni sta facendo deragliare sempre di più la linea salviniana: ecco così bloccata pure l’idea di portare Matteo Piantedosi alla guida dell’Anac, l’Anticorruzione. Un’idea, stavolta buona, pare si stia facendo strada nella Lega salviniana: proporre per l’autorità che è stata governata da Giuseppe Busia il nome di Simonetta Matone, parlamentare e magistrata di lungo corso, che potrebbe ottenere un consenso bipartisan. Basta solo non farla parlare di femminicidi o ricordarle di controllare sempre a quale pubblico si sta rivolgendo quando si lascia andare a dichiarazioni fuori dai denti contro ministri del suo governo

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Crosetto apre le caserme agli sportivi e fa un favore a Vannacci

«È il passo falso, dell’oca, di Guido Crosetto». Cosa ha combinato il ministro? Mentre era impegnato sul tema della Difesa a livello continentale, ecco che ha aperto le porte delle strutture militari ai seguaci del generale Roberto Vannacci per… fare sport. In che senso? Nel “Decreto sport” è stato inserito l’accesso libero alle palestre e agli impianti sportivi delle caserme alle associazioni sportive dilettantistiche, per «promuovere i valori della sana attività sportiva». L’enfasi sembra un po’ quella del “sabato fascista”, con Benito Mussolini che obbligava tutti i lavoratori e gli studenti a fare sport in nome della “sana e robusta costituzione”, portando qualcuno persino a saltare nel cerchio di fuoco, in quelle Olimpiadi in sedicesimo che erano i “littoriali”, dove anche i gerarchi dovevano esibirsi con risultati spesso comici. In sostanza, ora le Forze armate dovranno aprire le caserme «consentendo di accedere, senza oneri a carico dell’amministrazione, alle palestre, agli impianti sportivi e ad altri spazi interni», per «utilizzare le relative attrezzature» avvalendosi «del supporto dei propri tecnici». Un’iniziativa ben vista da tante associazioni che, tradizionalmente, fanno riferimento alla destra, e in particolare a Fratelli d’Italia, fortissima nello “sport di base”: Crosetto evidentemente è all’oscuro, però, che Futuro nazionale del generale Vannacci sta reclutando molti proseliti proprio nel settore sportivo, con il risultato, possibile, di consegnare le caserme proprio al partito più temuto dallo stesso ministro, oltre che dalla maggioranza di governo. D’altronde il generalissimo a luglio aveva lanciato persino il triathlon futurista, con prove di nuoto, corsa campestre e ciclismo «per tutti i politici», che «dovrebbero dare l’esempio anche nello sport», anziché «ballare sui carri del Gay Pride». Ennesima conferma della sempre valida frase di Karl Marx sulla storia che si presenta la prima volta come tragedia e la seconda come farsa. Ma tornando al Decreto sport, va inoltre considerato che adesso basterà creare un’associazione sportiva dilettantistica per “esigere” l’apertura di una caserma, per allenamenti e gare. La somma di militari e atleti può diventare ingestibile, politicamente, e pare strano che a sinistra nessuno se ne sia accorto. Un gran pasticcio…

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Il ministro della Difesa Guido Crosetto (foto Ansa).