Silvia Salis «è il nome più forte per guidare questa scommessa, perché somma al nostro voto organizzato una sua forza personale rilevante». Lo ha detto Matteo Renzi, nel corso di un’intervista al Corriere della Sera in cui ha parlato delle primarie del campo largo (di cui Italia Viva per ora non fa parte) e delle tensioni tra Giuseppe Conte e Elly Schlein, tra i quali «c’è solo una guerra di posizione».

Renzi: «Salis deve essere aiutata, non strattonata»
La sindaca di Genova, ha sottolineato Renzi sottraendosi al ruolo di candidato delle primarie del centrosinistra, «deve essere aiutata, non strattonata». Il leader di Italia Viva ha poi aggiunto: «Quando sarà il momento di fare le liste vedremo la migliore formazione possibile. Per vincere». Prima però c’è da superare divisioni e ostracismi: «La matematica dice che senza di noi non ce la fanno: quando sono andati da soli, come in Liguria, hanno perso. Quando hanno rimosso i veti abbiamo vinto insieme, come a Genova. Se vogliamo vincere serve l’unità. Altrimenti Giorgia Meloni fa il bis e si prende altri cinque anni di Palazzo Chigi e soprattutto sette anni di Quirinale». Quanto alla “guerra” tra i leader di Movimento 5 stelle e Partito democratico, l’ex premier ha detto: «Conte non può che stare in coalizione. Anche perché se dovesse rompere l’alleanza si spacca il M5s e saltano i suoi presidenti di Regione in Sardegna e Campania. La scelta di Schlein di lasciare ai Cinque stelle qualche governatore non è stata generosità, ma un investimento intelligente sul futuro. Il campo largo non salta, ma le tre liste di Pd, M5s, Alleanza Verdi e Sinistra, insieme, fanno il 38 per cento. Non basta per vincere. Serviamo noi, anche noi».

