Esami universitari online, la qualità della valutazione dipende dalla progettazione

Quando si parla di esami universitari online, il confronto con le modalità in presenza è ancora spesso al centro del dibattito. Sostenere la prova in aula è infatti percepito come garanzia di qualità, affrontarla a distanza come fattore di rischio. Questa contrapposizione non è però più idonea a descrivere l’evoluzione della valutazione accademica. Ciò che determina la qualità di una prova, più che il luogo in cui viene sostenuta, sono infatti la sua progettazione, le competenze che misura e le garanzie che accompagnano il suo svolgimento. La qualità e l’affidabilità di un esame dipendono da una combinazione di elementi che vanno dagli obiettivi formativi alla struttura delle domande fino al livello di autonomia richiesto allo studente e agli strumenti utilizzati per garantire correttezza e trasparenza. Un principio che vale tanto per la didattica digitale quanto per quella in presenza.

Così la tecnologia garantisce l’integrità delle prove

Negli ultimi anni la diffusione degli esami a distanza ha portato allo sviluppo di sistemi tecnologici pensati per tutelare l’integrità delle prove. Tra questi rientrano i sistemi di remote proctoring, ambienti digitali che combinano diversi strumenti come verifica dell’identità del candidato, blocco delle risorse esterne, registrazione audio-video e, in alcuni casi, analisi automatizzata del comportamento dello studente. Queste soluzioni consentono di affrontare una delle principali questioni legate agli esami online, ovvero garantire che la prova rifletta effettivamente le conoscenze e le competenze del candidato. Studi recenti pubblicati sul Journal of Academic Ethics (Newton & Essex, 2023) e ricerche sperimentali come quella di Alguacil et al. (2023) mostrano che tali sistemi, quando applicati, sono associati in diversi contesti a una riduzione delle opportunità di comportamenti non autorizzati rispetto a prove non supervisionate. Le evidenze mostrano tuttavia che l’efficacia degli strumenti varia in base al tipo di esame e alla natura delle competenze richieste. Le tecnologie di controllo possono risultare più efficaci nei test strutturati, mentre hanno un ruolo diverso nelle prove che richiedono ragionamento articolato, produzione argomentativa o applicazione a casi non standardizzati. Per questo l’affidabilità della valutazione non dipende esclusivamente dalla tecnologia utilizzata, ma dalla sua integrazione con una corretta progettazione della prova.

Dalla verifica delle conoscenze alla valutazione delle competenze

Parallelamente, sta cambiando anche il significato stesso dell’esame universitario. Secondo l’Ocse (Trends Shaping Education, 2023), i sistemi di istruzione superiore stanno progressivamente passando da modelli centrati sulla riproduzione delle conoscenze a modelli orientati alla dimostrazione delle competenze. La disponibilità crescente di informazioni e strumenti di supporto sta riducendo il peso della semplice acquisizione dei contenuti, spostando l’attenzione su ciò che lo studente sa costruire a partire dalle conoscenze – capacità di rielaborazione, connessione tra ambiti diversi, applicazione a contesti nuovi e capacità argomentativa. La diffusione dell’intelligenza artificiale generativa ha reso questo cambiamento ancora più evidente. Secondo una rilevazione del Joint Research Centre della Commissione europea (2024), oltre il 60 per cento degli studenti universitari dichiara di aver utilizzato strumenti di AI per attività legate allo studio.

Le nuove sfide per la valutazione universitaria

Questo accresce il rischio di un apprendimento superficiale o di un uso acritico degli strumenti generativi, rendendo necessario un approccio rigoroso alla gestione delle sessioni d’esame a distanza. Per tutelare l’integrità accademica senza rinunciare ai vantaggi degli esami online, la risposta tecnica si sviluppa lungo due direttrici principali. Da un lato, strumenti di protezione come browser in grado di inibire multi-monitor, screenshot e accessi da remote desktop. Dall’altro, sistemi chiusi di adaptive testing e question bank, capaci di calibrare in tempo reale la difficoltà delle domande sul profilo del candidato.

La sfida è costruire sistemi affidabili

Le evidenze comparative mostrano inoltre che le pratiche di valutazione più efficaci non dipendono da un unico formato, ma dalla combinazione di strumenti diversi – prove scritte, colloqui orali, project work, valutazioni progressive e attività applicative. L’attenzione si sposta quindi dalla forma dell’esame alla coerenza tra obiettivi formativi e modalità di verifica. La distinzione tra esame online ed esame in presenza perde così progressivamente centralità. In entrambi i casi, la qualità della valutazione dipende soprattutto da come viene progettata. La vera sfida è dunque quella di costruire sistemi di valutazione affidabili, capaci di garantire integrità e qualità indipendentemente dal luogo in cui l’esame viene svolto.