Dopo aver annunciato l’accordo con l’Oman sulla navigazione nello stretto di Hormuz (con una frecciata agli Stati Uniti: «Presto una dichiarazione congiunta se non si intromettono parti terze»), l’Iran ha smentito che ci siano colloqui in corso con gli Usa per la riapertura del passaggio marittimo, cruciale per il commercio globale. «L’affermazione degli Stati Uniti secondo cui sono in corso negoziati con l’Iran è falsa», ha dichiarato in un’intervista televisiva il viceministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi, parlando di colloqui solo con Muscat in forma strettamente bilaterale e riconoscendo però che Teheran ha ricevuto messaggi da Washington sulla disponibilità a tornare agli impegni precedenti. Donald Trump, negli ultimi giorni, ha parlato più volte di «ottimi colloqui» in corso con l’Iran, dichiarando anche che i pasdaran hanno chiesto negoziati mentre gli Stati Uniti erano «pronti per il più grande attacco dalla Seconda guerra mondiale».

Vance ammette: «Negoziati complessi, servirà tempo»
Intanto, JD Vance in un’intervista a Fox News ha definito «complessi» i negoziati di pace con Teheran, spiegando che richiederanno ancora tempo: «Gli iraniani sono un popolo straordinariamente difficile, con un sistema frammentato. Il nostro compito è quello di muoverci in questo contesto e ottenere il miglior risultato possibile per il popolo americano, ma anche per il presidente degli Stati Uniti». E poi: «I prezzi del petrolio scenderanno e rimarranno bassi. L’Iran non avrà mai un’arma nucleare e gli Usa saranno in una posizione più forte. Ma siamo ancora nel vivo della questione e credo che molti stiano cercando di prevedere con esattezza come andrà a finire».

Trump smentisce la carenza di missili, ma sarà vero?
«Gli Stati Uniti possiedono enormi quantità di “munizioni”, soprattutto di certi tipi. Inoltre, grandi quantità vengono prodotte e spedite negli Stati Uniti secondo necessità. Le aziende del settore della difesa stanno costruendo il maggior numero di impianti e fabbriche nella storia del nostro Paese. I ‘responsabili’ di queste dichiarazioni traditrici verranno braccati. Saranno richieste lunghe pene detentive!». Lo ha scritto Trump su Truth, riferendosi sulle rivelazioni di alcuni media sulla ridotta disponibilità di missili a causa della guerra in Iran. The Donald ha smentito la carenza di munizioni, ma il Washington Post scrive – citando due fonti – che la scorsa settimana a Camp David il presidente americano avrebbe chiesto spiegazioni a Pete Hegseth su questo problema: il segretario alla Guerra si sarebbe difeso attribuendo ogni responsabilità al suo vice Stephen Feinberg. Secondo la Cnn, a causa del conflitto contro l’Iran gli Usa hanno usato quasi l’80 per cento delle loro riserve missilistiche: alla base della decisione di Trump di rinunciare, negli ultimi giorni, a lanciare nuovi attacchi contro Teheran ci sarebbe proprio la carenza di razzi a lungo raggio e di intercettori per la difesa aerea.
