Capaccio. Puc della discordia, il caso arriva dal Prefetto

di Arturo Calabres

e Inizio di bella stagione particolarmente calda per il comune di Capaccio Paestum. L’ultimo consiglio comunale, in particolare, ha visto alzarsi i toni e surriscaldarsi l’ambiente. Diversi i punti trattati, con interventi da parte del nuovo gruppo autonomo, composto dai sette dissidenti, e di Simona Corradino, l’ultima eletta in minoranza rimasta dalla sua parte, che non le hanno di certo mandate a dire al sindaco Gaetano Paolino e all’amministrazione. È il consigliere Gianmarco Scairati, nel suo intervento, ad aprire l’argomento Puc su cui si è discusso. L’approvazione del Piano Urbanistico Comunale è da sempre un tema molto sentito nella città dei templi, elemento presente tanto nelle campagne elettorali quanto negli esecutivi, senza però divenire qualcosa di veramente concreto. Tornando all’assise, è il Puc ad accenderla con uno scontro forte tra amministrazione e minoranza. Il sindaco annuncia che entro il 30 giugno, e quindi tra circa dieci giorni, la giunta approverà il piano: «Avete chiesto l’accesso agli atti? – chiede retoricamente il primo cittadino – Non ho visto nessuna richiesta su questo aspetto. Non capisco dove siano i problemi di trasparenza, dato che gli uffici sono sempre a disposizione per rispondere alle domande. Invito tutti a rispettare la trasparenza senza chiacchiere, perché le chiacchiere incidono sulla credibilità di un’amministrazione comunale e chiederò all’ufficio la lista di chi si è rivolto all’ufficio». Da queste parole sono poi scaturite quelle del consigliere Gianmarco Scairati e quelle della consigliera Corradino, interventi alla base di una nota inviata al primo cittadino e alla Prefettura di Salerno da parte della minoranza. «La possibilità di esaminare gli elaborati del Puc – il loro pensiero – rientra nel principio di massima trasparenza amministrativa, che trova fondamento in precise leggi. Il diritto e dovere del consigliere di accedere agli atti non nasce da un “favore” del sindaco, ma da una prerogativa strutturale prevista dall’ordinamento, che da un lato assegna competenze precise e dall’altro il ruolo di effettuare controllo, a garanzia di pluralità e legalità. Chiedere a un consigliere “quale norma” lo autorizzi a vedere gli elaborati significa fingere di non conoscere la norma per rovesciare il corretto rapporto delle cose. La piena e contestuale disponibilità degli atti a tutti i consiglieri rappresenta, oggi più che mai, l’unica reale garanzia contro condizionamenti, ambiguità e zone d’ombra, specie in un Comune già sottoposto a procedure di controllo e monitoraggio, anche prefettizio. Proprio per prevenire qualsiasi forma di pressione o possibile ricatto fondato sull’aver visionato o meno gli elaborati presso l’ufficio, chiediamo di procedere a mettere immediatamente a disposizione tutti gli atti a favore di ciascun consigliere comunale, in forma completa e tracciabile». Il gruppo, infine, trasmette la nota anche al prefetto, affinché possa venire a conoscenza della situazione politica e affinché l’azione amministrativa di Capaccio Paestum si conformi alla correttezza istituzionale.

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