Il mancato confronto su alcuni nodi politici che Futuro Nazionale portava con sé fin dalla nascita, la sostanziale riduzione della proposta politica ai temi della sicurezza e dell’immigrazione, l’assenza di una riflessione e di una analisi sulla profonda crisi sociale ed economica in cui versa il Mezzogiorno – tema che, a nostro giudizio, dovrebbe essere centrale per un partito come FNV –, la carenza di confronto interno e l’evanescenza del partito sui territori ci pongono di fronte ad un bivio: languire in uno stato di inazione politica (almeno fino all’inizio della campagna elettorale!) o continuare a lavorare sul territorio come abbiamo sempre fatto, ben prima della nascita di FNV. Dopo un’attenta riflessione ed in confronto aperto al nostro interno, abbiamo ritenuto che concludere la nostra esperienza all’interno di Futuro Nazionale sia la soluzione migliore. Anche per lo stato letargico che caratterizza il partito nella nostra città. Alla base della nostra decisione, dunque, la condivisione dell’analisi politica fatta dagli altri due comitati cittadini – il 902 presieduto da Angelo Retta ed il 1189 presieduto da Cristian Cafaro – che nei giorni scorsi hanno scelto di lasciare Futuro Nazionale; con loro intendiamo costruire un percorso di lavoro e presenza sul territorio. Nessuna rivendicazione di spazi ed incarichi, del resto a renderlo evidente basta una sola considerazione: il presidente di questo comitato era stato indicato nei giorni scorsi come coordinatore cittadino di Futuro Nazionale, come testimoniano locandina e comunicati stampa realizzati in occasione dell’inaugurazione della sede provinciale del partito. Semplicemente la constatazione che quella intrapresa dal partito del generale Vannacci non può essere la nostra strada, considerato che ha portato nella sola provincia di Salerno all’abbandono da parte di cinque comitati.
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