Buona la prima per Pino Bicchielli. Il deputato salernitano di Forza Italia ha presentato ieri mattina, al Bar Moka di Salerno, il suo libro “Governare nel futuro. Partiti, leadership e democrazia nell’era della disintermediazione”, edito da Rubbettino, con l’introduzione di Antonio Noto. Un primo appuntamento che ha registrato una significativa partecipazione di esponenti politici, amministratori e cittadini, offrendo l’occasione per una riflessione sul futuro della politica, sul ruolo dei partiti e sulle trasformazioni della democrazia nell’epoca della comunicazione digitale. Un confronto che, nel pomeriggio, è proseguito ad Albanella, dove la seconda tappa della presentazione ha riscosso altrettanto successo, confermando l’interesse suscitato dai temi affrontati nel volume. La prima presentazione si è svolta proprio a Salerno, città nella quale Bicchielli è stato eletto deputato, alla presenza di numerosi amici, rappresentanti istituzionali ed esponenti politici di diversi schieramenti. In platea, tra gli altri, la deputata di Forza Italia Annarita Patriarca, l’ex senatore Andrea De Simone, l’ex sindaco di Salerno Aniello Salzano e l’ex deputato Nino Marotta. Ad aprire i lavori è stato il consigliere comunale di Forza Italia Sarel Malan, che ha introdotto il confronto dedicato alle sfide della politica contemporanea e alla necessità di ricostruire un rapporto diretto tra cittadini, istituzioni e partiti. Al centro dell’incontro il contenuto del libro, nel quale Bicchielli affronta le trasformazioni che hanno interessato il sistema politico italiano, soffermandosi in particolare sul rapporto tra leadership, rappresentanza e partecipazione. Una riflessione che parte dall’esperienza maturata nelle istituzioni e che si rivolge soprattutto alle nuove generazioni, sempre più distanti dalle forme tradizionali della militanza politica. «È un libro che parla della politica vista da dentro, perché credo che non si possa immaginare di fare politica improvvisando. Bisogna studiare. È un libro rivolto soprattutto ai giovani, a chi vuole iniziare a fare politica. Bisogna capire che cos’è un partito, che cos’è la mediazione politica e come si possa arrivare, tutti insieme, a una sintesi», ha dichiarato Bicchielli. Il deputato ha quindi sottolineato l’importanza della formazione e della competenza per chi sceglie di impegnarsi nella vita pubblica. «Credo che il nostro Paese abbia bisogno di politici preparati. L’invito è rivolto soprattutto a chi vuole iniziare a fare politica: bisogna studiare e comprendere che si tratta di una grande responsabilità e che, per assumersi delle responsabilità, occorrono competenze», ha aggiunto. Particolare attenzione è stata riservata al rapporto tra i giovani e la politica, un legame che, secondo Bicchielli, deve essere ricostruito anche attraverso nuovi strumenti di comunicazione e partecipazione. «Con il passare degli anni, i giovani sono sempre meno attratti dalla politica, ma non è colpa loro: la responsabilità è sicuramente della politica. Esistono nuovi modi di comunicare e bisogna comprendere che oggi, quando ci si rivolge alle nuove generazioni e ai nativi digitali, è necessario utilizzare strumenti completamente differenti. I partiti devono calarsi in questa realtà e trovare nuove modalità di connessione. Solo così possiamo avvicinare i giovani, ma anche loro devono capire che il Paese gli appartiene e che, se vogliono cambiarlo, devono intervenire direttamente, sporcarsi le mani e metterle in pasta». Al tavolo dei relatori anche il senatore Antonio Iannone, sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha posto l’accento sull’evoluzione della militanza politica e sulle profonde trasformazioni intervenute nel rapporto tra cittadini e partiti. «Una lettura molto interessante, che ho potuto fare in queste sere, perché rappresenta un’analisi onesta dell’evoluzione del modo di fare politica e, soprattutto, di governare. È un libro che ho trovato particolarmente stimolante perché non parte da un’idea preconcetta dell’autore, ma invita alla riflessione», ha dichiarato Iannone. Il sottosegretario ha quindi ripercorso la propria esperienza politica, evidenziando le differenze tra le forme di partecipazione del passato e quelle attuali. «Per chi, come me, ha iniziato giovanissimo, da adolescente, a militare politicamente a destra, sono cambiate tante cose, perché è cambiata la nostra società e sono cambiati i modi di manifestare e affermare le proprie idee. Non è un caso che oggi i social siano diventati predominanti nel promuovere il dibattito, ma non sempre questo confronto presenta aspetti virtuosi. Credo che il contatto umano resterà imprescindibile e continuerà a fare la differenza, perché consente alle persone di guardarsi negli occhi e confrontarsi dal vivo, non attraverso una tastiera che spesso determina distorsioni e degenerazioni». A prendere parte al confronto anche Antonio D’Alessio, deputato di Azione, che ha evidenziato la necessità di moltiplicare le occasioni di dialogo tra forze politiche differenti, soprattutto in una fase caratterizzata da una crescente distanza tra cittadini e istituzioni. «Ci vorrebbero più dibattiti di questo tipo, occasioni di confronto per cercare di recuperare una dimensione di partecipazione. Non possiamo pensare di tornare alla politica di una volta, ma dobbiamo favorire le condizioni affinché le comunità si sentano più vicine ai partiti, alle proposte politiche e alla partecipazione», ha sottolineato D’Alessio. «Credo sia un dovere della politica aprire le porte e creare condizioni di ascolto e di partecipazione reale prima di adottare qualsiasi decisione. Ben vengano, dunque, occasioni come questa, nelle quali possiamo confrontarci e approfondire anche le criticità dello scenario politico contemporaneo e del modo in cui la politica viene vissuta oggi», ha concluso il parlamentare. La giornata dedicata alla presentazione del volume è proseguita nel pomeriggio ad Albanella, dove l’iniziativa ha registrato un nuovo successo in termini di partecipazione e interesse. Un secondo appuntamento che ha consentito di allargare il confronto al territorio e alle realtà associative, confermando la volontà di portare la riflessione sul futuro della politica anche al di fuori dei tradizionali contesti istituzionali. Al tavolo dei relatori, insieme all’autore, il sindaco di Albanella Renato Iosca, l’assessore Edoardo Vito, Luigi Cerruti e Giovanni Lamberti dell’associazione Opera Vernieri. Un confronto che ha rappresentato un’ulteriore occasione per approfondire il ruolo della partecipazione civica, il rapporto tra istituzioni e comunità locali e la necessità di valorizzare le competenze nella gestione della cosa pubblica. Numerose le personalità istituzionali e associative presenti all’incontro. Tra queste Pino Coccorullo, presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni; il consigliere provinciale Modesto Del Mastro; l’ex consigliere comunale di Capaccio Paestum Angelo Quaglia; Antonio Agresti; Claudio Pignataro; l’assessore comunale di Albanella Veronica Cammarano; Pietro Bernando, presidente di EPLI Campania; Giancarlo Carrano, presidente dell’associazione APS Mimì; Faliero Castellari, consigliere di Federcomtur Est Europa; Felice Scaglione, presidente dell’associazione Onde Giovani APS; Armando Giardino di PGrid.it; Maurizio Liberti di L&C Management e Pasquale Dell’Omo. Una partecipazione ampia e trasversale, che ha visto riuniti amministratori, rappresentanti del mondo associativo ed esponenti della società civile, a testimonianza dell’interesse verso un dibattito che riguarda non soltanto il futuro dei partiti, ma anche il rapporto tra politica e territori. Le due presentazioni hanno così offerto l’occasione per affrontare una questione centrale nel dibattito pubblico: come restituire credibilità alla politica e ricostruire un rapporto di fiducia con i cittadini, in particolare con le nuove generazioni. Un interrogativo al quale Bicchielli prova a rispondere attraverso un volume che mette al centro la preparazione, la responsabilità e la capacità dei partiti di interpretare i cambiamenti della società. Da Salerno ad Albanella, il messaggio emerso dagli incontri è quello della necessità di una politica capace di rinnovarsi senza perdere la propria funzione di rappresentanza e mediazione. Una politica che sappia utilizzare i nuovi strumenti della comunicazione, senza rinunciare al confronto diretto, alla formazione e al radicamento nei territori. Perché, come ribadito dallo stesso Bicchielli, governare il futuro richiede innanzitutto la capacità di comprenderne le trasformazioni, senza dimenticare che la partecipazione democratica resta il fondamento di ogni autentico progetto politico.
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