Salerno. Per il turismo, riflettiamo sui numeri

di Alfonso Malangone*

I risultati conseguiti nel 2025 dalla Città nel settore del turismo, già commentati nel precedente intervento (Cronache 07/10), non possono considerarsi appaganti. Con i numeri forniti dall’Istat, cioè 225.410 arrivi e 632.426 pernottamenti, la percentuale di occupazione delle strutture alberghiere corrisponde ad appena il 23,4% della complessiva capacità ricettiva annua pari a 2.693.700 posti letto. Le tabelle questo dicono, purtroppo, anche se non è provato che i metodi di rilevazione siano ineccepibili. In effetti, è ben noto agli operatori del settore che il sistema meriti tuttora una ‘messa a punto’, probabilmente realizzabile con la piena operatività del portale web regionale, il ‘Sinfonia Turismo Smart’, avviato nel Maggio 2025 per centralizzare la gestione amministrativa delle strutture e la raccolta dati ai fini statistici. Quando andrà a regime, la Campania sarà allineata alle altre Regioni già dotate di efficienti sistemi di rendicontazione. In ogni caso, è certo che oggi c’è ancora tanto da fare per attrarre flussi turistici più adeguati alle dotazioni della Città per posizione geografica, per ricchezza storico-culturale, per forza della tradizione e del folklore. Il primo passo deve essere quello di raggiungere, subito, il 30% di copertura dei posti letto, con l’obiettivo di arrivare almeno al 40% entro il 2030. Cioè, nel 2027 i pernottamenti dovrebbero arrivare a 800.000 per salire, poi, almeno al milione. Questo richiede l’elaborazione di un complessivo programma annuale, coerente e sostenibile dal punto di vista finanziario, volto a trasformare la Città in luogo di ‘destinazione’ dei flussi ribaltando, finalmente, la funzione di ‘distribuzione’ degli stessi in favore di altre località. Questa condizione, non è difficile da dimostrare. Il movimento turistico effettivo non si può quantificare contando le persone che gironzolano parlando inglese o spagnolo, ma la porzione di esse che decide di pernottare in Città. Infatti, secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, è definibile ‘turista’ solo chi viaggia in paesi diversi dalla sua residenza anagrafica e vi trascorre almeno una notte. Chi non soddisfa questa condizione è un ‘escursionista’ (fonte: WTO), cioè un visitatore di passaggio. E’ evidente che, per calcolare l’effettivo apporto del turismo all’economia della Città, si deve prima procedere alla divisione in due gruppi del flusso complessivo poiché solo il turista vero è in grado di apportare ricchezza acquistando beni e servizi, mentre un escursionista ‘mordi e fuggi’ arriva in gruppo, magari portando da casa la frittata di maccheroni o il panino imbottito per una mezza giornata di baldoria. Ovviamente, chi più ne sa, può aggiungere senza problemi, e può modificare o anche integrare la riflessione. Ciò premesso, per fare le giuste riflessioni, si deve disporre di indicatori oggettivi e di parametri affidabili confrontabili durevolmente nel tempo e nello spazio. Altrimenti si diffondono narrazioni o favole. Di fatto, per la quantificazione dei turisti, è l’Istat a fornire i dati del 2025 secondo la seguente tabella: Un primo commento è immediatamente possibile: diversamente da quanto generalmente si pensa, è il mese di Agosto a denunciare la maggiore percentuale di occupazione, insieme a Luglio e Novembre, mentre in tutti gli altri le permanenze si equivalgono, persino a Dicembre e Gennaio con Luci di Artista. Un secondo è frutto di un consulto con l’Intelligenza Artificiale che, relativamente ai flussi estivi, ha messo in evidenza l’incidenza dei pernottamenti collegati ai viaggi in Costiera Amalfitana (quella Cilentana è tuttora fuori gioco) dove i prezzi sono diventati davvero proibitivi. In Città, si paga molto meno per un posto letto. In particolare ha riferito della delusione espressa dagli operatori commerciali per la debolezza dell’offerta turistica, ritenuta frammentata, priva di identità e minata da carenze organizzative. Ma, si era nel 2025. Passando ai flussi degli escursionisti, va sottolineata l’assenza di un efficace sistema di quantificazione collegabile alle motivazioni dei viaggi tra chi viene per un pomeriggio al sole, una manifestazione o una cena. Qualcosa, però, si può dire, sia pure con la dovuta approssimazione. Un primo dato è fornito dall’Autorità Portuale per le biglietterie del Masuccio e del Manfredi. Nel 2025, le partenze dai due imbarchi sono state 653.068, di cui 391.711 nei mesi da Giugno a Settembre. Calcolando anche i rientri, l’A,P. quantifica in 1.250.035 i passaggi di persone che, però, possono aver consumato solo un caffè o un gelato tra Stazione Ferroviaria e moli. Per le crociere, sono stati segnalati 108 approdi con almeno 150.000 passeggeri (fonti: varie). Di questi, però, la stragrande maggioranza ha affollato gli autobus per Paestum, Pompei o la Costiera Amalfitana (in quella Cilentana ci si va a sperdere), mentre una quota residuale ha girovagato neppure frequentando i ristoranti, visto che sulle navi da crociera si mangia in continuazione. Poi, ci sono stati gli arrivi per altre motivazioni e, sul podio, per le Luci d’Artista. Altra volta, una misurazione attendibile ha quantificato gli arrivi in 650/700.000 escursionisti provenienti soprattutto dalle Regioni del centro-sud e anche con la formula dei viaggi ‘a costo fisso’, comprese la sosta per la pizza e la visita all’Ikea di Baronissi o al Maximall di Pontecagnano o a qualche altro centro commerciale lungo il tragitto. Comunque sia, il movimento degli escursionisti dovrebbe aver portato almeno 1.600.000 persone, benché per poche ore. Se questi sono i numeri, una prima riflessione è naturale: lo sviluppo del settore è possibile aggregando escursionisti e turisti con proposte ‘golose’, diversificate, identitarie e della tradizione, incentrate su servizi di qualità, sull’utilizzo di spiagge balneabili, su eventi di richiamo almeno nazionale, su percorsi storico-culturali, sul recupero di molte strutture in abbandono o degradate, come gli Archi di via Arce, su mostre e fiere, su gare sportive amatoriali e, perché no, sul volo degli aquiloni. Tutto questo deve poggiare su modalità di gestione più strutturate da orientare in funzione delle motivazioni che spingono i flussi interni ed esteri nel rispetto delle variabili stagionali. Un connazionale, abituato alle ricchezze ambientali e artistiche del paese, viene per conoscere e confrontare; uno straniero, portatore di una prevalente cultura scientifica, viene per meravigliarsi ed emozionarsi di fronte alle memorie storico-culturali, alle opere dell’ingegno, del talento, della tradizione e all’umanità della nostra gente. Se vogliono altro, vanno a Dubai o in Costa Azzurra. In conclusione, l’aumento dei flussi stanziali è subordinato alla elaborazione di un ‘progetto di ospitalità’ che metta in mostra l’anima della Città con offerte identitarie, valide tempo per tempo r rispettose di standard qualitativi adeguati alle migliori esigenze della potenziale clientela. Magari, si potrebbe cominciare, già da subito, con i bagni pubblici. E’ necessario convincersi che solo ritornando al passato, la Città potrà avere un futuro. Sono solo parole? No, se ne parlerà la prossima volta. Salerno ha bisogno di amore vero.

*Ali per la Città P.S.: i dati e le informazioni sono state acquisite dal web. Si fa salvo ogni errore.

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