Lega, i nordisti preparano la scissione: le tre mosse per mettere all’angolo Salvini

Tira aria di scissione nella Lega. Dopo le proteste dell’estate, i ‘nordisti’ cominciano a muovere le loro pedine nella difficile partita a scacchi contro il capo Matteo Salvini. E l’annuncio della candidatura dell’ex ministro Massimo Garavaglia al congresso federale in programma il 24 e 25 ottobre non è l’unica mossa sul tavolo.

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Massimo Garavaglia al Senato (Imagoeconomica).

La battaglia per la Lega Nord di Pini sarebbe sostenuta da alcuni lombardi

La lista dei candidati alle prossime Politiche che circola nelle chat di partito – dalla quale sarebbero esclusi il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, come anticipato da L43 – è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso del malcontento. Il piano era in cantiere già da mesi.

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Giancarlo Giorgetti (Imagoeconomica).

In primo luogo, ci sono contestazioni giudiziarie in fase di definizione contro la gestione del vecchio partito, la Lega Nord, che Salvini ha dato in ‘gestione’ all’amico fraterno Igor Iezzi. Contro di lui sarebbe pronto un esposto per presunte irregolarità nella percezione delle quote del due per mille. Il movimento fondato da Umberto Bossi è tenuto in vita come ‘bad company’ perché titolare del debito contratto con lo Stato dopo la condanna per i rimborsi irregolari ai tempi del tesoriere Belsito. Alla Lega Nord da fine 2017 è stata sostituita, nell’attività politica, la Lega Salvini premier. I critici di Salvini contestano poi a Iezzi di non celebrare un congresso del movimento da troppo tempo e chiedono una assise straordinaria. La battaglia legale è portata avanti dall’ex deputato romagnolo Gianluca Pini ma il sostegno tra i dirigenti lombardi sarebbe più ampio, anche se finora nessuno è uscito allo scoperto.

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L’ex parlamentare della Lega Gianluca Pini (Imagoeconomica).

L’ipotesi scissione con la formazione di una componente nel Misto

E qui veniamo alla terza mossa: quella più eclatante. Alcuni deputati sarebbero pronti a uscire dal gruppo parlamentare della Lega per dar vita a una componente nel Misto. Per regolamento ne bastano tre, come accaduto con Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. E l’uscita dovrebbe avvenire nelle prossime ore, prima del 24 ottobre, quando entrerà in vigore la nuova legge elettorale. In questo modo, per poter correre alle Politiche i fuoriusciti dovrebbero raccogliere 1.500 firme a collegio invece che 6 mila. L’uscita di Vannacci dalla Lega, lo scorso febbraio, non fu una scissione ma una rottura: l’allora vicesegretario fondò ‘semplicemente’ un nuovo partito. Ma l’addio di chi si vuole ricandidare sotto il simbolo della Lega Nord lo può diventare: uno scenario appare assai insidioso per Salvini e per l’attuale maggioranza.