Malagò commissario della Figc di Malagò? La farsa di un Paese senza regole

La farsa è in agguato. Il vertice d’urgenza, convocato per la mattina di martedì 6 ottobre, tra il presidente del Coni e l’ex presidente del Coni potrebbe portare l’attuale presidente della Figc a essere il commissario straordinario della Figc. E che tutto ciò si riduca a due-persone-due è la cosa più prodigiosa dell’intero schema. Ma così è se vi pare.

Malagò commissario della Figc di Malagò? La farsa di un Paese senza regole
Luciano Buonfiglio e Giovanni Malagò (foto Imagoeconomica).

Il Signore dell’Aniene esce dalla porta e rientra dalla finestra?

Da una parte c’è Luciano Buonfiglio, capo dello sport italiano da giugno 2025. Dall’altra c’è Giovanni Malagò, il Signore dell’Aniene che nello sport passa da una carica di vertice all’altra come se questo Paese non riuscisse a mettere altro a disposizione. È lui l’uno e trino, quello che da ex capo dello sport italiano è diventato capo del calcio italiano con sospetto di non averne i requisiti, e che per questo motivo potrebbe diventare commissario di sé medesimo. Nel frattempo è stato anche presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026. E da fresco presidente Figc ha firmato il pateracchio che ha portato all’eliminazione della Troika Maldini–Leonardo–Pirlo.

Malagò commissario della Figc di Malagò? La farsa di un Paese senza regole
Claudio Ranieri, Roberto Mancini e Giovanni Malagò (foto Imagoeconomica).

Diventato presidente senza essere tesserato

L’incontro precede la riunione della Giunta Coni che nel pomeriggio deve decidere le sorti dell’uno e trino. Che è diventato presidente della Figc senza essere tesserato Figc. Un requisito indispensabile e assente. In un Paese normale il suo nome non sarebbe nemmeno stato iscritto nella lista degli eleggibili. Ma siamo nel Paese del diritto e del rovescio, quello dove una faccenda del genere viene affrontata a partire da ogni possibile aspetto tranne quello che conta davvero: il piano delle regole.

Malagò commissario della Figc di Malagò? La farsa di un Paese senza regole
Giovanni Malagò (foto Imagoeconomica).

Sicché, da settimane, si parla di assalto della politica al calcio (come se fosse una novità dell’ultim’ora) o di sabotaggio della rinascita calcistica italiana, persino di invidie suscitate dal malagomane. Tutto pur di non affrontare l’argomento centrale: perché a capo della Figc è stato eletto uno che non poteva esserlo?

Un lavorio tale da mettere in dubbio l’esito della votazione

Sarebbe questo il tema su cui la Giunta Coni dovrebbe essere chiamata a votare, decidendo se disarcionare Malagò o lasciarlo al suo posto di presidente eletto da ineleggibile. Ma le ore che hanno preceduto il voto sarebbero state attraversate da un lavorio tale da mettere in dubbio un esito (negativo per il Signore dell’Aniene) che fino a pochi giorni fa era dato per scontato. E proprio il timore di una spaccatura all’interno della Giunta sarebbe il motivo della riunione mattiniera tra Buonfiglio e Malagò. O almeno questo è ciò che racconta l’esercito di trombettieri che si è schierato dalla parte dell’ineleggibile.

Malagò commissario della Figc di Malagò? La farsa di un Paese senza regole
Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio (foto Imagoeconomica).

A questo esercito ha dato ausilio qualche manina sempre abile a trovare le magagne altrui. Come, per esempio, le attività che il figlio del presidente del Coni presta nel mondo del calcio e che sarebbero argomento sufficiente per tirare in ballo il tema del conflitto d’interessi anche per Buonfiglio. Schizzi di fango partiti al momento giusto, come promessa di impiego dei mezzi spargi-letame qualora fosse necessario.