I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno

Giorgia Meloni è ormai in modalità aspirapolvere: per raggiungere il famigerato 42 per cento che le permetterebbe di accomodarsi per altri cinque anni a Palazzo Chigi (salvo trasferimento a edificio più prestigioso, e ci siamo intesi) ha bisogno di ogni zerovirgola disponibile, per compensare il calo di Lega e Forza Italia. Così guarda al centro.

I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
Giorgia Meloni (Ansa).

In quest’ottica va letta la benedizione di FdI alla nascita di Sindaci d’Italia, una sorta di listone civico di centrodestra battezzato domenica scorsa ad Assisi. L’operazione non è piaciuta troppo ai centrini sparsi per l’Italia e soprattutto a Carlo Calenda. Il più fedele degli avversari di Meloni teme infatti che questo listone – sempre che riesca a correre – finisca per andare a pescare nel suo elettorato, ma pure nel suo ceto politico. La scommessa di Calenda è che Meloni, senza l’alleanza con Roberto Vannacci, non riuscirà a ottenere il premio di maggioranza e avrà bisogno di lui per formare il governo dopo le elezioni. Se però Giorgia inizia a pescare nel suo stesso stagno elettorale, per Calenda si mette male…

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Carlo Calenda (Imagoeconomica).

Futuro Nazionale ha già bisogno di un ritocchino?

Roberto Vannacci cresce ancora in Campania: martedì ufficializza il passaggio a Futuro Nazionale l’ex sindaco di Torre del Greco Ciro Borriello. Già parlamentare di Forza Italia, Borriello sarà responsabile provinciale di FnV a Napoli. L’uomo non è nuovo ai cambi di casacca: ha militato nella Dc, in FI, nell’Udeur e pure in Italia dei Valori. Vannacci prosegue così nell’acquisizione di esponenti politici dal voto strutturato sui territori, da unire a quello di opinione che lui stesso intercetta in prima persona. In Campania l’ex generale sta puntellando la sua rete: si va dal vicario regionale Antonio Ambrosio al responsabile agli Enti locali, Attilio Pierro (deputato ex FI); dal responsabile Organizzazione con delega alla provincia di Avellino Sabino Morano alla responsabile per l’Amministrazione Lucia Abagnale. E ancora: per la provincia di Salerno il punto di riferimento è Franco Cardiello, per quella di Caserta è Paolo Santulli mentre per il Beneventano è confermato il coordinatore regionale Catello Di Capua. Curiosità: Borriello è un chirurgo plastico di primissimo piano, evidentemente Fn ha già bisogno di un ritocchino…

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Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Se la mostra di Keith Haring irrita il Vaticano…

Roberto Gualtieri avrebbe irritato qualcuno in Vaticano. Tutta colpa della mostra su Keith Haring, retrospettiva che raccoglie più di 140 opere dell’artista statunitense inaugurata il 6 ottobre al museo di Palazzo Braschi. Sede museale dal 1952, il Palazzo venne realizzato per volontà di Pio VI e poi venduto dalla famiglia Braschi al Regno d’Italia nel 1871. Eppure qualcuno Oltretevere, osservando alcune opere esposte, tra falli e scene hard, ha avuto da ridire rispolverando le origini papali dell’edificio. «Se avessero allestito la mostra in un museo di costruzione recente e quindi ‘senza una storia’ legata al passato, come per esempio il Maxxi, tanto per dirne uno, nessuno avrebbe avuto qualcosa da obiettare», si mugugna tra i sacri palazzi. E c’è già chi si preoccupa per lo shock che alcune opere e dettagli potrebbero provocare ai bambini che visiteranno l’esposizione. Per il momento, però, l’unica vera polemica capitolina legata al celebre artista newyorkese risale a qualche decennio fa e fu innescata dalla distruzione di due suoi murales. Il primo, realizzato da Haring sulla facciata sinistra del Palazzo delle Esposizioni, venne cancellato dal Comune nel 1992 in occasione della visita di Mikhail Gorbachev. Il secondo, dipinto sulle barriere trasparenti del Ponte Pietro Nenni lungo la linea A della metro, fece la stessa fine nel 2001.

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