Giovanni Grimaldi lascia l’incarico di vice dirigente del G.O.S., il Gruppo Operativo Sicurezza, l’organismo interforze che decide tutto sull’ordine pubblico in occasione delle partite. Sedeva a quel tavolo in rappresentanza della Nocerina, come voce della società in un organismo che gestisce ordine e sicurezza. Lo comunica con una lettera al presidente Alfonso Vicidomini, che gli aveva affidato il ruolo. Va detto subito: Grimaldi se ne va con uno stile che non è scontato. Nessuna polemica, nessuna accusa, nessuno strascico. Ringrazia il presidente per la fiducia e per l’opportunità, parla di “motivi esclusivamente personali e familiari” e ribadisce il suo affetto per i colori rossoneri, con l’auspicio di vedere la Nocerina raggiungere i traguardi che merita. Un congedo da persona seria, che mette la famiglia al primo posto e non scarica nulla sulla società. Un gesto che gli fa onore e che nessuno ha motivo di mettere in discussione. Ma proprio perché Grimaldi si comporta da signore, a farsi sentire è il peso di ciò che lascia. Il G.O.S. non è un incarico di rappresentanza: è il luogo dove la società dialoga con Questura e forze dell’ordine, dove si definiscono dispositivi, flussi dei tifosi e misure per le gare a rischio. Lasciarlo in questo momento, con la questione dello stadio San Francesco e delle gare casalinghe ancora aperta, non è un dettaglio. In società resta il delegato, il dottor Giovanni Amodio, funzionario di polizia in pensione, che dovrà ora accollarsi tutto il lavoro. Un profilo di esperienza, certo, e su questo non ci sono dubbi. Ma è lecito chiedersi se una sola persona possa reggere da sola il peso di un compito così delicato, che finora era condiviso. Il carico di responsabilità passa interamente sulle sue spalle, proprio mentre la stagione entra nel vivo. E allora le domande vanno poste, non a Grimaldi, ma a chi guida la società. Se un uomo di fiducia, scelto dal presidente, sente che le proprie energie devono andare altrove, la Nocerina era in grado di sostenerlo e di tutelarne il lavoro? Il ruolo era strutturato come si deve o si reggeva su pochissime persone? La società ha un piano per garantire la sicurezza delle prossime partite, o rischia di trovarsi con un solo uomo a fare il lavoro di due proprio quando il quadro è più delicato? E ancora: perché tanta cautela nel dire che la società non c’entra, se nulla c’è da spiegare? Nessuno vuole attribuire a Grimaldi ciò che non ha detto. Il suo gesto resta un esempio di correttezza. Ma la città, i tifosi e chi vive la Nocerina ogni domenica hanno diritto a risposte chiare. Il passo indietro di un uomo perbene non può essere archiviato con un comunicato di cortesia: tocca a Vicidomini e alla società spiegare cosa sta davvero accadendo.Gerardo Vicidomini
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