Pellezzano. L’autopsia sul corpo di Maria Barone, uccisa nel sonno dal figlio Antonio Durante, eseguita ieri mattina dai medici Nicola Maria Giorgio e Antonio Mirabella nominati dal pubblico ministero Mafalda Cioncada avrebbe confermato la morte per soffocamento. Sessanta giorni per l’esito definitivo dell’esame irripetibile eseguito presso l’obitorio dell’ospedale di Mercato San Severino dove la salma era stata trasferita in seguito alla scoperta del cadavere avvenuta dopo la confessione del figlio omicida, tuttora in carcere. Nel frattempo il corpo della donna è stato liberato per il rito dei funerali (che dovrebbero svolgersi oggi in forma riservata). L’esito dell’esame autoptico servirà per cercare riscontri su quanto riferito da Antonio Durante, difeso dall’avvocato Anna Sassano, all’atto della confessione. Proprio il 53enne ex piastrellista da qualche anno disoccupato ha in parte confermato durante la convalida del fermo ciò che era accaduto nelle prime ore della notte tra domenica e lunedì nella casa di via Nicotera a Pellezzano dove viveva con l’anziana madre e il fratello disabile (unico individuato dal pubblico ministero quale parte offesa): un racconto tuttavia che avrebbe subito modifiche soprattutto per quanto riguarda la premeditazione del reato contestata dalla pubblica accusa. Per Durante non ci sarebbe stato nessun prelievo in banca per pagare il funerale della madre dopo l’omicidio nè avrebbe programmato il ricovero del fratello disabile quando lui sarebbe finito in carcere e quindi non ci sarebbe stato nessuno che lo avrebbe accudito. Ha confessato il delitto ma l’ha motivato come un raptus dettato dal fatto che da anni era sotto pressione e che non riusciva ad intravedere una via d’uscita. Si sarebbe sentito in un vicolo cieco. Tra domenica e lunedì notte il momento di follia, è entrato nella stanza da letto ed ha strangolato la madre nel sonno. Poi, mentre il fratello disabile dormiva, lui ha lasciato l’abitazione ed ha cominciato a vagare per le strade di Pellezzano. Quindi avrebbe composto il 112 e riferito di aver ucciso la madre. Quindi il racconto ai carabinieri di Mercato San Severino prima e poi al sostituto procuratore di turno presso il Tribunale di Salerno. I militari della compagnia di Mercato San Severino sono entrati nella casa di via Nicotera e adagiato sul letto c’era il corpo della anziana. Quindi l’arresto, le formalità in caserma e il trasferimento in carcere a Fuorni dove Antonio Durante è osservato speciale dagli agenti. Il legale aveva chiesto gli arresti domiciliari ritenendo il proprio cliente non pericoloso e perchè il 53enne avrebbe temuto la dura legge del carcere per reati di questo genere. Istanza rigettata dal gip Brigida Cavasin. Si valuterebbe il ricorso al Riesame.
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