Bicchielli: Da Occhiuto grande opportunità per FI

«Da Occhiuto una grande opportunità per Forza Italia. Ripartiamo dalle idee e dai territori». A dirlo Pino Bicchielli, deputato di Forza Italia, a margine della presentazione del libro “Il coraggio di governare”, del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

Onorevole Bicchielli, lei era presente alla presentazione del libro di Roberto Occhiuto. Quale impressione ha riportato?

«Una grande soddisfazione. Ho visto una platea qualificatissima partecipe, attenta, che si accendeva quando Roberto affrontava i temi liberali, le libertà personali ed economiche, la necessità di un partito moderno. E ho ritrovato tanti colleghi con una grande voglia di fare. Il coraggio di governare racconta un’esperienza, ma offre anche uno stimolo prezioso per il futuro di Forza Italia. Sono tornato da quell’incontro con ancora più entusiasmo e con la convinzione che abbiamo energie importanti da mettere al servizio del Paese».

Che cosa l’ha convinta maggiormente della proposta di Occhiuto?

«Il richiamo a un’identità liberale vissuta fino in fondo. Libertà d’impresa, meno burocrazia, un fisco che sostenga chi lavora e produce, garantismo, diritti civili e rispetto delle scelte delle persone: sono battaglie che da sempre portiamo avanti. Berlusconi ha insegnato ad avere coraggio, ad anticipare i cambiamenti, a dare fiducia agli italiani. Ritrovare questa apertura significa rendere attuale la sua lezione e parlare anche a chi oggi non si sente rappresentato».

L’on. Mazzetti dice che il 7 per cento non può bastare a Forza Italia. L’on. Cattaneo richiama la distanza dall’obiettivo del 20 per cento. Condivide?

«Condivido l’ambizione di crescere. Una forza politica deve interrogarsi sui risultati e lavorare per migliorarli. E’ stato attraversato un passaggio difficilissimo dopo la scomparsa di Berlusconi e il lavoro svolto per tenere insieme tutto il partito va riconosciuto. Ora dobbiamo trasformare quella tenuta in una nuova capacità di attrazione. Esiste uno spazio importante fra persone che chiedono riforme, imprese che vogliono investire, giovani che cercano opportunità. Il consenso si conquista dando risposte credibili a queste domande».

Quindi vede in Occhiuto una rottura con Tajani?

«No, non vedo nessuna rottura. Vedo una grande attenzione al futuro di Forza Italia e una proposta che tutto il partito deve saper cogliere. Roberto ha posto questioni che meritano un confronto serio e un lavoro comune. Abbiamo l’opportunità di qualificarci ancora di più sui temi liberali e riformisti, rafforzando anche il nostro contributo al centrodestra. Mi interessa che questa energia diventi patrimonio di tutta la comunità azzurra».

Eppure il dibattito finisce spesso sui nomi, sugli incarichi, sugli equilibri interni.

«È proprio questo che dobbiamo superare. Basta con discussioni interminabili su posti, postazioni, numeri e seggi. Le persone ci chiedono come rendere più sicuro il territorio, come far funzionare i servizi, come creare lavoro, come ridurre il peso delle tasse e della burocrazia. Dobbiamo tornare a parlare alla gente, ascoltare e avanzare proposte. La classe dirigente dimostra il proprio valore assumendosi responsabilità e producendo risultati».

Alla presentazione gli applausi sono stati particolarmente convinti anche sulla critica ai congressi e alla politica delle tessere. Come ha ascoltato quel passaggio?

«Con molta attenzione, perché è una questione che abbiamo denunciato più volte. Le forme democratiche sono importanti: partecipazione, confronto e possibilità di scegliere devono essere garantiti. Proprio per questo ci preoccupano congressi costruiti esclusivamente sul conteggio delle tessere. In Campania abbiamo documentato criticità e le abbiamo sottoposte ai probiviri. È una richiesta di chiarezza e di rispetto degli iscritti che resta pienamente valida».

La modernizzazione del partito può aiutare a superare questi problemi?

«Certamente, se amplia davvero la partecipazione. Possiamo utilizzare strumenti nuovi, coinvolgere più persone, aprire il confronto a competenze ed esperienze che oggi restano ai margini. Ogni metodo, però, deve avere regole trasparenti e assicurare una possibilità effettiva di incidere. Un partito aperto deve mettere gli iscritti nelle condizioni di conoscere, discutere e scegliere. Su questo siamo fiduciosi e pronti a dare il nostro contributo».

La delegazione campana era molto numerosa. Oltre Lei c’era la deputata Patrirca, i senatori Silvestro e De Rosa e il consigliere regionale Petitto. Che significato attribuisce a quella presenza?

«La Campania ha una grande vitalità politica, tanti amministratori capaci e una comunità che vuole partecipare. Essere lì insieme a tanti colleghi ha mostrato questa voglia di esserci. Nei territori incontro persone che hanno entusiasmo, idee ed esperienza. Dobbiamo valorizzarle e costruire occasioni nelle quali possano contribuire concretamente al futuro del partito».

Come porterete questo entusiasmo fuori dalla sala della Galleria Sordi?

«Lo faremo molto presto. Abbiamo già iniziato a lavorare insieme ai colleghi parlamentari, ai consiglieri regionali e agli amministratori per preparare iniziative su temi importanti in tutte le province campane. Vogliamo coinvolgere cittadini, professionisti, imprese e associazioni, ascoltare le esigenze dei territori e mettere a confronto soluzioni concrete. Sarà un lavoro condiviso, con la partecipazione di autorevoli esponenti di Forza Italia e degli altri colleghi del centrodestra».

Quali temi seguirà personalmente?

«Per le responsabilità che esercito come presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, darò particolare attenzione alla sicurezza del territorio e alla prevenzione. Affronteremo, nell’ambito delle rispettive competenze, questioni cruciali come il Sarno e i Campi Flegrei. Parleremo di tutela ambientale, manutenzione, riduzione dei rischi e responsabilità istituzionali. Sono temi che riguardano la vita quotidiana di tante famiglie e sui quali la politica deve assicurare continuità, ascolto e azione».

Sarà quindi un programma più ampio delle sole questioni ambientali?

«Sì. Anche gli altri colleghi stanno lavorando su temi che conoscono e seguono direttamente. Vogliamo costruire un percorso nel quale le diverse competenze si mettano al servizio di un progetto comune: sviluppo, infrastrutture, servizi, libertà economiche e personali. La forza di una squadra sta nella capacità di far lavorare insieme esperienze diverse e trasformarle in proposte utili».

Qual è, allora, il messaggio che porta via dalla presentazione del libro di Occhiuto?

«Che possiamo ripartire con grande fiducia. C’è voglia di lavorare, di crescere e di vincere, conquistando la fiducia delle persone. Il richiamo di Roberto al coraggio liberale ci offre una grande opportunità: dobbiamo coglierla insieme e portarla nei territori. La Campania ha energie straordinarie da offrire. Noi siamo già al lavoro».

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