Arechi-Volpe, quali opere sacrificate

di Flavio Boccia*

La vicenda Arechi–Campo Volpe assume contorni che considero sempre più preoccupanti sul piano della programmazione e della trasparenza istituzionale. Il 10 settembre, secondo la comunicazione ufficiale che ho ricevuto dal DIPE, viene acquisita la proposta omnibus contenente anche la richiesta di finanziamento per Arechi e Campo Volpe. Oggi, a distanza di appena venti giorni, la stampa anticipa già importi, destinazioni e contenuti della proposta che dovrebbe arrivare al Cipess il 6 ottobre: 139 milioni per Salerno, all’interno di un intervento complessivo da 289 milioni per Napoli e Salerno. Il Corriere riferisce inoltre che l’operazione dovrebbe comportare una modifica dell’Accordo per la Coesione tra Governo e Regione Campania. Una precisazione è fondamentale: al 30 settembre la deliberazione CIPESS del 6 ottobre non è ancora stata adottata. Ed è proprio questo a rendere singolare che attraverso la stampa se ne conoscano già cifre e destinazioni con tale livello di dettaglio. NON È UNA FORMALITÀ: SI STA MODIFICANDO UNA PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE L’Accordo per la Coesione della Campania non è un semplice contenitore dal quale prelevare risorse a piacimento. La stessa Regione spiega che le modifiche all’Accordo seguono una governance specifica e che il COTIV esamina le proposte di modifica ed esprime un parere preventivo. Una precedente variazione è stata approvata dal Comitato, recepita dalla Giunta regionale e successivamente presa d’atto dal Cipess. Per questo pongo una domanda che considero molto più importante della polemica sullo stadio: quali interventi verranno modificati, ridimensionati, sostituiti o riprogrammati per rendere possibile questa operazione? La politica dovrebbe dirlo prima. Perché dietro ogni variazione ci sono territori, infrastrutture e progetti che aspettano risorse. VENTI GIORNI CHE MERITANO UNA SPIEGAZIONE Dal protocollo DIPE del 10 settembre alla prevista riunione Cipess del 6 ottobre trascorre meno di un mese. A mio giudizio, questa rapidità e la capacità di anticipare pubblicamente il contenuto della futura deliberazione mostrano una forte convergenza istituzionale sull’operazione Arechi–Volpe. È una valutazione politica, non la prova di un accordo improprio. Ma proprio per questo Governo e Regione dovrebbero rendere immediatamente disponibili tutti gli atti della variazione, spiegando quali risorse vengono movimentate, quali interventi vengono interessati e quale percorso amministrativo è stato seguito. Non considero sufficiente annunciare che arrivano 139 milioni. Bisogna spiegare da dove vengono e cosa cambia nel resto della programmazione. NON ESISTE SOLO LA COESIONE: ESISTONO I FONDI EUROPEI DIRETTI C’è poi una questione molto più ampia. In Italia continuiamo troppo spesso a concentrare il confronto politico sulla redistribuzione delle risorse nazionali e dei fondi della coesione, trasformando la programmazione in una competizione tra territori. Esiste invece un’enorme programmazione europea direttamente o indirettamente gestita dalle istituzioni dell’Unione, con programmi come Horizon Europe, LIFE, CEF, Digital Europe, Creative Europe ed Erasmus+. Le percentuali di contributo variano da programma a programma e da bando a bando e in numerose call possono essere molto elevate. Ma queste risorse richiedono qualcosa che non si improvvisa: programmazione, progettazione, partenariati, competenze e capacità di competere a livello europeo. La Commissione europea conferma che l’accesso ai programmi diretti passa normalmente attraverso call, candidatura dei progetti e procedure di valutazione. È questo, secondo me, il vero problema politico. È più difficile programmare oggi un progetto europeo che produrrà risultati tra due o tre anni che contendersi risorse già disponibili all’interno della programmazione nazionale. ATTENDO GLI ATTI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO Ho già chiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ulteriori chiarimenti sullo svolgimento della procedura e la documentazione relativa al percorso di approvazione Cipess. Attendo soprattutto di comprendere quali interventi della programmazione territoriale saranno interessati dalla modifica necessaria a sostenere questa operazione. Il Corriere riporta infatti che il proponente sarà il Ministero per gli Affari Europei e il PNRR e che si procederà alla modifica dell’Accordo per la Coesione con la Regione Campania. Quando riceverò la documentazione della Presidenza del Consiglio, sarà possibile confrontare ciò che è stato annunciato politicamente con ciò che è stato effettivamente istruito e approvato. NON È UNA BATTAGLIA CONTRO LO STADIO Voglio essere chiarissimo. Non sono contrario alla riqualificazione dell’Arechi né alla realizzazione del nuovo Campo Volpe. Contesto un metodo nel quale, a mio giudizio, la programmazione rischia di arrivare dopo le decisioni politiche invece di precederle. Il territorio salernitano ha bisogno dello stadio, ma ha bisogno anche di infrastrutture, sviluppo economico, innovazione, servizi e capacità di attrarre risorse europee. Per questo considero indispensabile conoscere quali conseguenze avrà questa operazione sull’intera programmazione. Non può bastare dire che Salerno riceverà 139 milioni. Bisogna dire anche da quale percorso arrivano, quali atti rendono possibile la variazione e quali altre scelte territoriali ne saranno eventualmente condizionate. Solo allora potremo valutare compiutamente se questa sia stata una buona operazione per Salerno nel suo complesso. *Rappresentante di Interessi presso il Parlamento Italiano Rappresentante di Interessi presso il Parlamento Europeo Europrogettista – Fondi Europei e Finanza Agevolata

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