Chico Forti, condannato all’ergastolo negli Stati Uniti per la morte di Dale Pike avvenuta nel febbraio 1998 ed estradato in Italia nel 2024, ha ottenuto la semilibertà. In realtà, la decisione del tribunale non cambierà di molto la sua giornata rispetto agli ultimi mesi. Dal dicembre 2025 svolge infatti 40 ore settimanali di volontariato presso un’azienda agricola veronese, uscendo al mattino dal carcere di Montorio per rientrare la sera, cose che continuerà a fare in regime di semilibertà. Adesso dipenderà dal programma che verrà stabilito dalla direzione del carcere. Oltre a proseguire il lavoro, Forti auspica di poter andare a trovare l’anziana madre più spesso. Dal punto di vista giudiziario, si attende la decisione sulla libertà condizionale, che era stata richiesta lo scorso anno. L’udienza potrebbe svolgersi già nei primissimi mesi del 2027.
L’arrivo in Italia e l’inchiesta della procura di Verona
Forti, che si è sempre dichiarato innocente, era arrivato in Italia con un aereo messo a disposizione dal governo che era atterrato all’aeroporto di Pratica di Mare, dove ad attenderlo c’era la presidente Giorgia Meloni. La procura di Verona aveva anche aperto un fascicolo su Forti in seguito alle dichiarazioni di un detenuto, condannato per reati legati alla ‘ndrangheta, che aveva riferito di aver sentito una conversazione tra un altro carcerato e Forti nella quale quest’ultimo avrebbe chiesto di riferire alla criminalità calabrese di «mettere a tacere» Marco Travaglio, Selvaggia Lucarelli e Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato di Polizia Penitenziaria. Le indagini si sono concluse con una richiesta di archiviazione.
