di Alfonso Malangone*
La buona salute e il benessere fisico sono gli obiettivi primari di coloro che considerano la vita come un dono prezioso e si sforzano di preservarla con rituali accertamenti di controllo. Per quest’ultima finalità, la scienza medica mette a disposizione protocolli specifici suggerendo di svolgere, inizialmente, due indagini fondamentali: l‘esame del sangue; la misurazione della pressione. Analoghi protocolli sono utilizzati nelle società liberali per preservare la salute delle attività economiche considerate come doni preziosi a sostegno dello sviluppo e dell’evoluzione sociale delle Comunità. Per esse, è stata la scienza economica a selezionare mirati protocolli e a consigliare il controllo preliminare di alcuni indicatori: gli indici di Bilancio; la pressione finanziaria. Di fatto, a seguito di tali accertamenti è possibile costruire una immagine tridimensionale di ogni azienda raffigurandone lo stato fisico, smilzo o possente, magro o in sovrappeso, alto o basso, sorridente o imbronciato, e il livello di funzionalità degli organi per arrivare a decidere se e come intervenire per rendere più fluida la circolazione finanziaria, magari con l’aiuto di qualche anticoagulante. Tutto questo, però, a due precise condizioni: i numeri dei Bilanci debbono essere veri, certi e reali; l’interpretazione dei risultati deve essere effettuata con trasparenza e senza infingimenti. Sono analisi analoghe a quelle che le persone fisiche fanno per la propria salute e, si sa, è difficile ci sia qualcuno disposto a barare sui loro risultati. Nello scorso mese di Aprile, in occasione dell’approvazione del Consuntivo Comunale 2025, il Commissario Prefettizio espresse viva soddisfazione per il risultato contabile e per l’andamento della fase di rientro da Disavanzo eccessivo. Epperò, diversamente, il sub-Commissario dichiarò che la salvaguardia degli equilibri finanziari rendeva necessario un percorso ‘di cura’ orientato a migliorare l’entità e la fluidità delle entrate. Detto, fatto. Oltre alla proposta di aumento dell’addizionale Irpef all’1,2% (massimo nazionale), benché fosse prevista la sua riduzione allo 0,90%, e della tassa di imbarco a 2euro, ex 1,50, furono deliberati l’aumento dell’imposta di soggiorno di 1 euro per tutte le categorie (fonte: delibera n. 50) e, fatto particolarmente doloroso, quello dei servizi scolastici (fonte: delibera n. 54). In particolare, per la mensa è stato introdotto un contributo di 1,30 euro a pasto a carico delle famiglie con ISEE 0, che prima pagavano 5 euro fissi al mese, mentre per lo scuolabus c’è stato l’aumento di 5 euro della quota fissa di 15, oltre a un contributo mensile per scaglioni Isee, sempre a partire da 0. Cioè, per riequilibrare costi e ricavi, il Commissario decise di colpire i nuclei destinatari di provvedimenti di sostegno governativo. Complimenti! Stranamente, non si accorse dell’abisso esistente tra il costo annuo degli spettacoli teatrali, pari a 5,5milioni di euro, e i ricavi del botteghino, pari solo a 500mila euro (fonte: Bilancio 2025). Magari, avrà pensato che, con biglietti a poco prezzo, pure le famiglie con Isee ZERO potranno andare ad assistere alla ‘Cena delle Beffe’. In definitiva, non fu ritenuto tranquillizzante né il rientro dal Disavanzo, ridotto a 100,5milioni di euro, né la presenza di una strabiliante giacenza di cassa pari a ben 85.231.213,35. Un valore stratosferico di cui si sono rallegrati in tanti tra gli esponenti politici. Eppure, grazie al contributo governativo di residui 64milioni concesso per agevolare il ripianamento finanziario, l’importo del Disavanzo da coprire si è praticamente ridotto ad appena 36,5 milioni, salvo errore. Una domanda: “quale Bilancio è stato utilizzato per l’analisi della situazione”? E, poi: “i numeri esaminati sono definibili certi, veri e reali”? E, quindi: “ai cittadini è stata detta tutta la verità”? E, se così non fosse: “cosa può spingere un Amministratore a diffondere informazioni devianti”? Si auspicano risposte. In una recente intervista, il nuovo Presidente della Commissione Bilancio, già past-president della stessa, ha dichiarato, salvo errore, che si sta lavorando ad una revisione del piano aiuti per ottenere dal Governo l’autorizzazione a ridurre le rate di rimborso per consentire una maggiore liquidità corrente. Poiché il contributo del Governo, di cui si è detto, copre di fatto la metà delle rate, l’utilizzo libero dell’altra metà annullerebbe ogni impegno immediato ma allungherebbe i tempi del ripianamento che, nella attuale formulazione, finirà nel 2044. Cioè, potrebbero essere coinvolte quasi due generazioni future. In verità, sarebbe davvero rivoltante se si costringessero figli e nipoti a pagare le conseguenze di improvvide scelte amministrative, di una diffusa sonnolenza gestionale e, forse, di possibili inefficienze. Far ricadere su di loro gli effetti delle colpe dei genitori, creerebbe problemi di coscienza, almeno a chi ancora ce l’ha. E, chissà che non sia anche questo a spingere i giovani ad andare via. Una domanda: “dov’è finita la giacenza di cassa di 85,2 milioni”? Anche per questa, si auspicano risposte. Nei giorni scorsi, si è letto di una nuova era di investimenti multi-multi-milionari. Opere importanti, anche esagerate, che non mancherebbero di scaricare sugli equilibri del Bilancio consistenti oneri di rimborso. Ora, in presenza delle sopra citate condotte depressive: “quale analisi prospettica autorizza ulteriori esposizioni”? In una Città in continua decrescita demografica, spodestata dal secondo posto in Regione da Giugliano, con attività economiche in sofferenza, forse si dovrebbero meglio misurare i passi per non finire in un vortice finanziario senza fine. Per quanto precede, è evidente che sono state formulate ben tre diverse cure utilizzando gli stessi numeri. Quindi, c’è stata una qualche interpretazione anomala dei dati di Bilancio. Non ci sarebbe scampo, se un’analisi del sangue e una verifica della pressione fossero eseguite con un eguale livello di attenzione. Di fatto, nel documento contabile ci sono criticità che mettono in dubbio certezza, verità e realtà dei suoi dati. E, poi, c’è una attività di riscossione che si mostra poco efficace, salvo errore. A fine 2025, sono presenti Residui Attivi, cioè crediti da recuperare, per 457,1 milioni di cui ben 197,8 milioni, salvo ogni errore di calcolo tra decine di schede, relativi all’imposizione diretta: Tari per 92,0 milioni; Imu per 50,0 milioni; Multe e Sanzioni per 48,3 milioni; Fitti per 5,4 milioni; Canoni pubblicità per 1,0 milioni e altri valori minori. Quindi: “perché non si incassano”? E, poi: “quanti di questi sono ancora ‘vivi’ e quanti sono inesigibili, prescritti o, magari, frutto di qualche fantasia contabile”? Due punti sono davvero gravi: la Municipia Spa, società di riscossione, ha certificato a fine 2025 incassi per 13,1 milioni su ruoli in esazione per 201,1; nei Bilanci dal 2021 al 2025, votati consapevolmente, risultano cancellati crediti per ben 322,5 milioni tra Imu, Tari, Addizionale, Multe e altro ancora (fonte: Bilanci). Domanda: “qualcuno è in grado di giustificare il perché di questo buco enorme che ha impoverito tutta la Comunità”? Dare una risposta, sarebbe doveroso perché con 322,5 milioni davvero si potrebbe cambiare la faccia di questa Città. In definitiva, come si fa per le malattie, non sarebbe errato rifare un’analisi del Bilancio, puntuale e trasparente, per assicurare un dignitoso presente prima di prospettare un futuro di benessere continuando a prosciugare le tasche dei cittadini. E’ l’unica soluzione possibile, se davvero si vuole passare il testimone alle prossime generazioni raccontando i sacrifici sostenuti per salvaguardare un luogo millenario nel quale vivere con gioia e del quale essere fieri. Salerno ha bisogno di amore vero. °Ali per la Città P.S.: per i dati espressi, si fa salvo ogni errore.
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