Repubblica, cosa prevede il nuovo piano industriale di Gedi

Novità in casa Gedi. Il nuovo piano industriale comincia a prendere forma. Le linee guida sono state illustrate a Roma dall’ad Mirja Cartia d’Asero al Cdr di Repubblica, durante un incontro definito «disteso». L’editore, il greco Theo Kyriakou, punta sul coinvolgimento della direzione, del management giornalistico e delle redazioni nella trasformazione del gruppo. Insomma un primo gesto di condivisione, non usuale dalle parti di largo Fochetti.

Repubblica, cosa prevede il nuovo piano industriale di Gedi
Mirja Cartia d’Asero (foto Imagoeconomica).

A ottobre previsto il lancio di Repubblica Europe

Il piano 2027-2030 ruota attorno a tre direttrici: internazionalizzazione, innovazione e interazioni. L’obiettivo è portare i contenuti oltre i confini nazionali, rafforzare digitale, video e podcast e sviluppare una maggiore integrazione tra giornali, radio, piattaforme, eventi e community. Ed è proprio l’internazionalizzazione il primo vero banco di prova del nuovo corso. A ottobre è previsto il lancio di Repubblica Europe, una sezione in inglese dedicata a chi ha un legame con l’Italia ma non parla italiano. Nei piani, non si tratta di una semplice traduzione del giornale, ma di una selezione di articoli a cura della redazione e adattati per un pubblico internazionale. L’avvio sarà seguito da una campagna internazionale e dal lancio degli abbonamenti ad hoc.

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Theodore Kyriakou (Facebook).

Nessun nuovo licenziamento o prepensionamento in vista

Nel corso della riunione è stato presentato anche un bilancio dei sei mesi della gestione Antenna. Sono state rafforzate le funzioni finanza e controllo, fondamentali in un gruppo con grosso debito e un buco annuo crescente. I primi segnali economici dovrebbero vedersi già quest’anno, con un contenimento delle perdite rispetto al 2025. Parallelamente, il gruppo prevede investimenti nell’innovazione e nel rilancio delle attività digitali, anche attraverso l’ingresso di Veronica Diquattro, manager con esperienze in Spotify e Google. Qualche segnale positivo arriva anche dalle vendite in edicola. Da marzo Repubblica registra un andamento migliore rispetto al Corriere della Sera, con una differenza (in termini di copie perse) diventata più evidente da luglio e ulteriormente ampliata ad agosto. Non si tratta ancora di una crescita, ma di un primo cambiamento di tendenza. Non sono invece previsti né licenziamentiprepensionamenti aggiuntivi rispetto a quelli già ipotizzati dalla gestione precedente, che potrebbero anzi essere ridotti. La loro attuazione resta comunque incerta, perché al momento non sono disponibili risorse nelle casse del governo.