Salerno riscrive Puc: meno consumo di suolo

Una nuova stagione urbanistica per Salerno. La Giunta comunale guidata dal sindaco Vincenzo De Luca ha approvato all’unanimità l’atto di indirizzo per la redazione della variante strutturale al Piano urbanistico comunale (PUC), con l’obiettivo di adeguare lo strumento di pianificazione alle nuove norme regionali e, soprattutto, ai profondi cambiamenti che hanno interessato la città negli ultimi vent’anni. La deliberazione, approvata nella seduta del 14 settembre e proposta dall’assessore all’Urbanistica Dario Loffredo, prende le mosse dalla necessità di aggiornare un PUC la cui impostazione strutturale risale sostanzialmente al 2006. Il piano è diventato vigente nel gennaio 2007 ed è stato successivamente interessato da una variante parziale nel 2013, dall’adeguamento al PTCP nel 2014 e dalla revisione decennale tra il 2018 e il 2021. Secondo l’amministrazione, però, l’impianto complessivo dello strumento urbanistico necessita oggi di una revisione alla luce dei mutamenti legislativi, economici, sociali, demografici e territoriali intervenuti nel frattempo. A pesare è anche il nuovo quadro normativo regionale. La legge regionale Campania n. 5 del 29 aprile 2024 ha infatti rafforzato gli obiettivi di contrasto al consumo di suolo, rigenerazione urbana, riuso e rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio esistente. A questa si aggiunge il Regolamento regionale n. 3 del 6 ottobre 2025, che ha aggiornato la disciplina dei procedimenti di pianificazione, della sostenibilità ambientale e della partecipazione pubblica. Da qui la scelta dell’amministrazione di avviare una variante strutturale che non si limiti a un aggiornamento tecnico, ma ridisegni gli indirizzi strategici dello sviluppo urbano. Uno dei punti qualificanti riguarda proprio il contenimento del consumo di nuovo suolo. L’obiettivo indicato dalla Giunta è privilegiare il riuso, la rigenerazione e la rifunzionalizzazione delle aree già urbanizzate, verificando al contempo l’attualità delle previsioni edificatorie contenute nel PUC e mai realizzate. L’amministrazione intende, infatti, procedere a una ricognizione dei comparti edificatori non attuati, valutandone la sostenibilità alla luce delle mutate condizioni economiche, finanziarie, proprietarie e di mercato e verificando se tali previsioni siano ancora coerenti con gli interessi pubblici perseguiti dal Comune. Particolarmente significativo è l’indirizzo relativo alle destinazioni residenziali non attuate. La variante dovrà valutare la possibilità di riconvertirle verso funzioni di carattere sociale, tra cui studentati, housing sociale destinato a particolari categorie di lavoratori fuori sede, residenze per anziani e strutture sociosanitarie. Potranno inoltre essere previste funzioni ricettive nei contesti ritenuti maggiormente vocati. Il tutto, precisa l’atto di indirizzo, senza incrementare la superficie edificabile complessivamente prevista e prevedendo, ove possibile, una riduzione dei carichi urbanistici originariamente ipotizzati. La questione abitativa entra dunque a pieno titolo nella nuova strategia urbanistica della città. La Giunta indica anche la necessità di rilanciare l’edilizia residenziale pubblica e sociale e l’housing sociale, attraverso un futuro Programma comunale per l’abitare che dovrà individuare aree e immobili disponibili, fabbisogni e categorie di destinatari. Particolare attenzione viene riservata agli studentati e alle residenze universitarie, anche attraverso le opportunità offerte dal programma regionale HO.P.E. e dagli altri strumenti regionali, nazionali ed europei. Altro capitolo centrale è quello dei servizi di quartiere. La variante dovrà prevedere un piano dei servizi per ambiti omogenei, con l’obiettivo dichiarato di ridurre le disuguaglianze territoriali tra centro e periferie e garantire una maggiore accessibilità ai servizi essenziali. Tra le dotazioni indicate ci sono quelle sociosanitarie, sportive e culturali. Grande attenzione anche alla sostenibilità ambientale. Tra gli indirizzi figurano la realizzazione di una rete ecologica urbana, l’incremento delle aree verdi e delle superfici permeabili, interventi di forestazione urbana, la deimpermeabilizzazione dei suoli e sistemi di drenaggio sostenibile. La variante dovrà inoltre introdurre misure finalizzate ad aumentare la resilienza climatica del territorio. Sul fronte turistico, l’obiettivo è invece rafforzare la vocazione della città, con particolare attenzione alla riqualificazione del fronte di mare e della fascia litoranea orientale. La Giunta indica lo sviluppo di strutture alberghiere e turistico-ricettive, servizi per il turismo balneare e nautico, attrezzature sportive e per il benessere, attività di ristorazione e commercio, spazi culturali e per il tempo libero, funzioni congressuali ed espositive e nuove opportunità legate all’economia del mare. Previsti anche parchi costieri e percorsi pedonali e ciclabili. Un capitolo specifico è dedicato alla nautica da diporto, con l’obiettivo di potenziare e riqualificare le strutture e i servizi connessi, integrandoli con il sistema della portualità turistica e con le altre funzioni strategiche della fascia costiera orientale. La nuova pianificazione dovrà inoltre governare la distribuzione territoriale delle attività alberghiere e coordinare le previsioni del PUC con le opportunità offerte dalla Zes Unica per il Mezzogiorno, favorendo uno sviluppo selettivo e programmato delle attività economiche, con particolare riferimento ai comparti turistico-alberghiero, portuale ed economia del mare. Parallelamente, l’amministrazione punta a individuare aree idonee all’insediamento e all’ammodernamento delle attività produttive, collegando la pianificazione urbanistica agli strumenti di semplificazione previsti dalla Zes. Un altro obiettivo riguarda la mobilità. Le nuove funzioni urbanistiche dovranno essere collegate alla rete del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile, con l’obiettivo di ridurre progressivamente il traffico automobilistico, contenere la congestione urbana e migliorare la qualità dell’aria, favorendo gli spostamenti pedonali, ciclabili e collettivi, in coerenza con il Pums e con gli altri strumenti di settore. Prevista anche la realizzazione di una Carta Unica dei vincoli, delle tutele e dei rischi, attraverso un sistema informativo territoriale georeferenziato che dovrà mettere a sistema le limitazioni all’uso del suolo e le condizioni di pericolosità e rischio presenti sul territorio comunale. Tra gli indirizzi figura inoltre l’aggiornamento della zonizzazione sismica e dello studio di microzonazione sismica allegato al PUC vigente. La variante dovrà tenere conto anche delle trasformazioni demografiche della città: l’aumento della popolazione anziana, la crescita dell’Università e della conseguente domanda di residenzialità per studenti fuori sede, il consolidamento delle funzioni portuali, crocieristiche e diportistiche, lo sviluppo turistico e le nuove opportunità legate alla ZES. Particolare attenzione sarà riservata anche al centro storico e alle aree maggiormente esposte alla pressione turistica, dove la Giunta punta a tutelare la residenza stabile attraverso una disciplina territorialmente differenziata delle attività extralberghiere, a partire dai bed and breakfast. La nuova disciplina dovrà essere preceduta da una ricognizione della loro diffusione e degli effetti prodotti sul mercato abitativo e sul tessuto economico locale. L’atto approvato dalla Giunta non rappresenta ancora l’adozione della variante urbanistica, ma costituisce il quadro politico-amministrativo sulla base del quale gli uffici dovranno procedere alla sua elaborazione. La proposta sarà ora sottoposta al Consiglio comunale, mentre al Settore Trasformazione Urbanistica ed Edilizia, di concerto con gli altri settori competenti, spetterà predisporre gli atti tecnici e amministrativi necessari, compresa la procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas). La nuova variante si prepara dunque a intervenire su un impianto urbanistico che risale a quasi vent’anni fa, con l’ambizione dichiarata di accompagnare Salerno verso un modello di sviluppo fondato sulla rigenerazione urbana, sul riuso del patrimonio esistente, sulla sostenibilità ambientale, sulla qualità dei servizi e sul rafforzamento delle funzioni turistiche, portuali e produttive. Una trasformazione che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà ridisegnare non soltanto le destinazioni urbanistiche, ma anche il modo in cui la città crescerà nei prossimi decenni.

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