Sigfrido Ranucci ha presentato ricorso al Tribunale del Lavoro di Roma contro la decisione della Rai di rimuoverlo dalla conduzione di Report. La tutela, si legge in una nota firmata dall’avvocato Roberto De Vita, «è stata richiesta in via d’urgenza anche in considerazione di due scadenze ormai imminenti»: il 27 settembre, termine entro il quale Ranucci dovrebbe scegliere una delle tre diverse posizioni professionali proposte dalla Rai, e l’8 novembre, data prevista per l’avvio della nuova stagione di Report.
La tesi sostenuta da Ranucci nel ricorso contro la Rai
La difesa di Ranucci contesta radicalmente le ragioni indicate dalla Rai a fondamento della decisione. Espressioni quali «obiettiva situazione di incompatibilità» e «continue pressioni», oppure «percezioni di opacità, commistione e interferenze», spiega la nota, «non sono state accompagnate dall’indicazione di alcun fatto concreto e riferibile al giornalista, né dall’indicazione del nesso che renderebbe necessaria proprio la sua rimozione». Il ricorso, che richiama i principi costituzionali ed europei posti a tutela della libertà di informazione, gli obblighi derivanti dal contratto di servizio RAI e dal Codice Etico aziendale, nonché le garanzie introdotte dall’European Media Freedom Act, ricostruisce il contesto nel quale è maturata la decisione della Rai. Le «numerose e pubbliche prese di posizione di esponenti politici e istituzionali che, nelle settimane immediatamente precedenti, avevano chiesto la rimozione di Ranucci dalla conduzione di Report», assieme alla «genericità» delle motivazioni fornite dalla Rai, spiega De Vita, «delineano un quadro indiziario grave, preciso e convergente, idoneo a configurare il carattere discriminatorio della decisione per ragioni politiche e per convinzioni personali, nonché la sussistenza di un motivo illecito determinante».

La rimozione da Report e le tre soluzioni proposte dalla Rai
Ranucci, che conduceva Report dal 2017, è stato rimosso a fine agosto dalla conduzione di Report: al suo posto Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale (dopo la rinuncia di Giulia Presutti https://www.lettera43.it/report-giulia-presutti-rinuncia-alla-conduzione-rai-cerca-compromesso/). Tre le diverse soluzioni per la ricollocazione proposte dall’azienda: un ritorno a Rainews, un approdo alla redazione Tg3, un incarico come responsabile di un ufficio di corrispondenza internazionale (in particolare al Cairo).
