di Erika Noschese
Accesso agli atti negato, nessun evento estivo organizzato dall’amministrazione comunale e un’emergenza, quella idrica, che ormai è diventata quotidianità. Non inizia nel migliore dei modi, per la consigliera Anna Rita Leonardi, l’esperienza dell’amministrazione comunale di Campagna, guidata dalla sindaca Adele Amoruso. A evidenziare le criticità che i consiglieri di opposizione stanno riscontrando è, come detto, la stessa Leonardi, eletta tra le fila della minoranza con la lista Campagna Possibile, a sostegno della candidatura a sindaco di Pierfrancesco D’Ambrosio.
Consigliera Leonardi, partiamo da un bilancio di questa esperienza amministrativa…
«Parlare di bilancio mi sembra prematuro. Diciamo che siamo solo alle “impressioni di settembre” e, come nel celebre brano della PFM, “cerco il sole ma non c’è”. Una cosa è sicura: il rinnovamento annunciato in campagna elettorale da questa amministrazione stenta a vedersi. Anzi, per essere alle prime battute, stupisce lo stato di usura già evidente: i silenzi imbarazzanti su questioni fondamentali come la gestione del sistema idrico integrato ne sono la prova. Inoltre, rilevo già dalle prime luci dell’alba un’enorme superficialità e negligenza nella conduzione della macchina burocratica da parte del Sindaco, probabilmente ancora in fase di “rodaggio” rispetto al ruolo ricoperto. Strano, perché in campagna elettorale era tutto un affannarsi a dichiararsi pronti e capaci…come sempre, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E, nel nostro caso, anche un’ordinanza sindacale che vieta di frequentare il fiume Tenza – monumento amministrativo al nulla mischiato con il niente. E allora, se proprio vogliamo dare dei voti per gli scrutini del primo trimestre nelle principali materie di azione (programmazione degli interventi e investimenti strutturali per la Città, risoluzione delle criticità urgenti, produzione politico-amministrativa di qualità e rappresentanza territoriale), direi che questa amministrazione non sfiora nemmeno la sufficienza e dovrà impegnarsi tanto e a fondo per mantenere fede alle promesse fatte ai cittadini in campagna elettorale e dichiarate in consiglio comunale all’indomani dell’insediamento con l’approvazione delle linee programmatiche di mandato».
Lei di recente ha denunciato l’atteggiamento della maggioranza che non offre all’opposizione la possibilità di lavorare su tematiche serie. Cosa accade?
«Accade che un consigliere comunale che indica con precisione degli atti (preciso, digitalizzati) detenuti dall’amministrazione non può attendere 30 giorni per averne copia: si tratta di una gravissima violazione delle prerogative di legge del consigliere, che ha il compito di vigilare sull’operato dell’amministrazione e il diritto-dovere di iniziativa politica. Se gli atti in questione, poi, riguardano una vicenda cruciale e di estrema rilevanza per il pubblico come il subentro nella gestione del sistema idrico integrato, va da sé che l’ostruzione si traduce in un danno incalcolabile per la comunità: se c’è qualcosa da fare (e secondo me, c’è, purché mi si dia modo di verificare cosa è successo dall’insediamento e cosa è stato messo nero su bianco da parte di questa Amministrazione), se c’è qualcosa che non è stato comunicato correttamente ai cittadini, chi deve garantire che si agisca, se non coloro che sono stati eletti dai cittadini per farlo?
Sull’accesso da remoto agli atti del protocollo, pure richiesto dalla sottoscritta con un’istanza motivata e puntualmente approfondita nei riferimenti giurisprudenziali e di prassi amministrativa, prendo atto del diniego espresso dal responsabile dell’area “servizi al cittadino”, senza rinunciare a censurare una motivazione del tutto illogica e contraddittoria su cui mi riservo di agire nella competente sede per vagliarne legittimità e correttezza.
Una cosa è certa: se questa è la via che si intende percorrere nel confronto con l’opposizione consiliare, l’amministrazione troverà pane per i suoi denti. Sono abituata a lottare da sempre per ciò in cui credo, per cui non ci sarà via gerarchica o giurisdizionale che non sarà percorsa a tutela degli interessi dei cittadini».
Sono passati oltre 40 giorni, ha ricevuto una risposta?
«Ho ricevuto due pec dal responsabile dell’area amministrativa, in data 28 agosto. In una mi si diceva che mi veniva negato il diritto di conoscere quali atti vi fossero al protocollo del Comune, per imprecisate ragioni di privacy e altre amenità del genere, e che comunque gli atti erano a disposizione del consigliere; la cosa più divertente è che nell’altra pec mi si dava “assicurazione” (sic!) che i documenti richiesti mi sarebbero stati trasmessi ma nel termine di legge…chi ricorda l’intramontabile Ugo Tognazzi diretto da Mario Monicelli apprezzerebbe la fine supercazzola eseguita ad arte. Io l’ho apprezzata e, siccome possiedo un discreto senso dell’umorismo, probabilmente vedremo chi altri sorriderà dell’iniziativa amministrativa adottata».
Estate a Campagna, il bilancio delle iniziative messe in campo?
«Quali, scusi? Se non fosse stato per il lodevole e valoroso spirito d’iniziativa privato, quest’estate avrebbe evidenziato il nulla prodotto. Vorrei ricordare che “‘a Chiena”, formidabile traino soprattutto in presenza delle temperature torride di quest’estate, è un evento organizzato da un’associazione privata, non dall’Amministrazione comunale. Anzi colgo l’occasione dell’intervista per ringraziare tutti i volontari che hanno donato il loro tempo per far fruire in sicurezza e divertimento l’evento e quelli correlati. Per serie ragioni di famiglia non ho potuto prendere parte alle tante belle iniziative organizzate dalle associazioni e comitati ma mi preme dire che il loro apporto è stato decisivo per reggere l’assenza totale del pubblico nella programmazione e predisposizione di politiche turistiche degne di nota. Speriamo che, anche in questo settore, si riesca a rimediare – altrimenti la vedo dura fare il salto di qualità promesso in campagna elettorale da questa amministrazione. Sembra più un salto nel vuoto, al momento».
Da tempo si parla di emergenza idrica, secondo lei la soluzione definitiva è vicina?
«Già che se ne parli da tempo, è segno che non si tratti di un’emergenza. L’emergenza, per sua definizione è qualcosa di improvviso e temporaneo. Se si ripete ciclicamente, allora si è dinanzi ad un fenomeno diverso, non ad un’emergenza. Se per soluzione definitiva si intende la fine della carenza idrica nelle case dei cittadini, la garanzia di qualità e salubrità delle acque, la gestione ottimale della depurazione e dello scarico in fognatura, temo che non siamo vicini alla soluzione definitiva dei problemi. Se invece si intende fare riferimento al subentro del gestore individuato da EIC al posto del Comune, allora la questione cambia: vanno fatti i conti con le norme giuridiche esistenti e con la costante perdita generata da una gestione non professionale, che rinuncia a coprire i costi del servizio in nome della “bolletta bassa”. È utile chiarire che il servizio pubblico legato alla fornitura di acqua è qualificato, da tempo, come servizio a domanda individuale, con tutte le conseguenze del caso -soprattutto in termini di esternalità negative e relativo accollo degli oneri economici e finanziari. Non basta liquidare la questione strillando “l’acqua è mia e me la gestisco io”, se quella gestione diventa ciclicamente inefficiente e inefficace rispetto all’obiettivo di fornire un servizio pubblico essenziale. Il risultato è che il costo dell’inefficienza si scarica sui cittadini due volte: la prima, per l’assenza di una garanzia di continuità del servizio, deprecabile in un Comune come il nostro; la seconda, perché il costo economico di questa scelta-non scelta viene a gravare ancora sui cittadini, attraverso canoni e bollettazione maggiorati, oppure costringendo l’ente a soffocare in una spirale di costi operativi sempre superiori ai ricavi della gestione. Occorre perciò essere cauti nelle dichiarazioni, soprattutto perché i nervi dei cittadini sono, giustamente, a fior di pelle e non si può giocare a spararla più grossa di chi è venuto prima: occorre preparazione (che sembra scarseggiare), visione (il problema lo conosciamo, la soluzione?), capacità di tramutare il pensiero in azione politico-amministrativa.
Speriamo in un sussulto dell’ultima ora, perché siamo agli sgoccioli di una partita che non avrà tempi supplementari. Da parte mia, come ho già detto in Consiglio comunale, massima disponibilità al confronto delle posizioni, purché non si pretenda di venire in assemblea con una delibera preconfezionata -peraltro male- che non sposti nulla rispetto al dibattito in corso e all’orizzonte – già fissato al 1 ottobre prossimo – del subentro imminente del nuovo gestore del servizio idrico integrato».
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