Addio a Luciano Paraggio, il papà della zizzona di Battipaglia

di Raffaella D’Andrea

Battipaglia perde Luciano Paraggio, uno dei suoi imprenditori più conosciuti e una delle figure che più hanno contribuito a legare il nome della città alla mozzarella di bufala. Aveva 75 anni e alle sue spalle una storia tutt’altro che comune: quella di un uomo capace di unire tradizione, intuizione imprenditoriale e una mente proiettata verso l’innovazione. A ricordarlo è l’amico di una vita, Raffaele Esposito, con il quale Luciano era cresciuto nella stessa zona agricola di Battipaglia,«Siamo cresciuti insieme – racconta – e Luciano è sempre stato una persona in gamba, uno che usava la testa». E la sua storia lo dimostra. Luciano Paraggio era infatti uno dei primi ingegneri informatici, in un’epoca in cui l’informatica era ancora agli inizi. Aveva lavorato alla programmazione e alla realizzazione di software per le aziende, ma la sua strada professionale sarebbe poi tornata alle radici della sua famiglia. La madre dei fratelli Paraggio era originaria di Aversa e la famiglia aveva una lunga tradizione nel mondo caseario. Da bambini Luciano e i fratelli Antonio e Cosimo trascorrevano il tempo dai nonni, entrando in contatto quasi per gioco con il lavoro del casaro. Un’esperienza che, per Luciano, sarebbe diventata negli anni una vera competenza. Nel 1988, insieme ai fratelli, raccolgono l’ eredità del nonno Don Sabatino Sciorio che nel 1930 aprì un caseificio,anche a Battipaglia , per la produzione di mozzarella di bufala.Nasce così il Caseificio La Fattoria, Luciano ne rappresenta la mente imprenditoriale: segue la parte gestionale, la contabilità, l’organizzazione e, soprattutto, porta nel progetto quella capacità di guardare oltre la semplice produzione tradizionale. «All’inizio a Battipaglia c’erano tanti che facevano mozzarella – ricorda Esposito –. Luciano e i suoi fratelli hanno avuto l’idea di fare qualcosa che fosse riconoscibile, diverso». Da quella intuizione nasce anche la storia della Zizzona di Battipaglia, oggi uno dei prodotti simbolo del territorio. La grande mozzarella di bufala, caratterizzata dalla particolare forma e disponibile anche in pezzature importanti, era già una produzione del Caseificio La Fattoria. Fu però il successo del film “Benvenuti al Sud” a farla conoscere a un pubblico molto più vasto, trasformandola in un vero simbolo gastronomico. E quella capacità di inventare, creare e spettacolarizzare non riguardava soltanto il lavoro. Luciano era infatti anche un uomo dalle molte passioni: amava il mondo dello spettacolo, aveva organizzato eventi e spettacoli musicali ed era conosciuto per la sua creatività. Una caratteristica che ritroviamo anche nella nascita dello Zizzona Village, progetto che ha portato il nome della famiglia Paraggio oltre la semplice produzione casearia, trasformando il luogo in uno spazio di accoglienza, convivialità e incontro. Un posto dove vivere il territorio, stare all’aria aperta, mangiare insieme e trascorrere momenti di festa con le famiglie e i bambini. «Luciano non si è speso soltanto per l’azienda – sottolinea ancora Esposito – ma soprattutto per la famiglia. Ha saputo costruire e lasciare ai figli una grande responsabilità». Al suo fianco la moglie Rita e i figli Rino ed Enrico, che oggi raccolgono un’eredità importante e sono chiamati a proseguire il percorso costruito dal padre insieme ai fratelli Antonio e Cosimo. La famiglia Paraggio, negli anni, è diventata una presenza attiva nella vita di Battipaglia, partecipando anche a iniziative culturali, religiose e di spettacolo. Il Caseificio La Fattoria è entrato così in rapporto con il mondo della cultura, del cinema e del teatro, portando i propri prodotti sulle tavole di numerosi artisti italiani. Ma forse il lascito più importante di Luciano Paraggio è proprio questo: aver creduto nel proprio territorio senza andare a cercare altrove la propria fortuna. È rimasto a Battipaglia, ha costruito qui la sua impresa e ha trasformato una tradizione familiare in un’attività capace di farsi conoscere in Italia e nel mondo. La città che deve parte della propria notorietà gastronomica proprio a quella mozzarella oggi saluta uno dei suoi protagonisti. «Luciano era una bella persona – conclude Raffaele Esposito –. Una persona perbene, che ha dato tanto alla sua famiglia e alla sua città». Con la sua scomparsa Battipaglia perde un uomo che ha saputo coniugare la cultura, l’intelligenza, l’impresa e la tradizione, lasciando ai figli, ai fratelli e a una comunità intera il compito di custodire e continuare una storia che porta ancora il suo nome. Una storia nata tra i casali di Aversa, cresciuta nelle campagne della Piana del Sele,è arrivata sulle tavole di tutta Italia. Una storia che, in fondo, racconta anche un pezzo della storia di Battipaglia.

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