Mps, la decisione del cda sulle offerte di scambio su Bpm e Banca Generali

Il cda di Monte dei Paschi di Siena, dopo oltre sette ore, ha approvato il piano sottoposto dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio di promuovere due offerte di scambio separate su Banco Bpm e Banca Generali, nel tentativo di costruire un’alternativa all’offerta lanciata a giugno su Rocca Salimbeni da Intesa Sanpaolo. E dunque di evitare il piano che prevede lo smembramento e la divisione di Mps tra Intesa Sanpaolo e Unipol/Bper.

Mps, la decisione del cda sulle offerte di scambio su Bpm e Banca Generali
Luigi Lovaglio (Imagoeconomica).

Hanno detto sì nove consiglieri su 13, quattro gli astenuti

La proposta di Lovaglio sarebbe stata approvata con nove voti su 13, oltre a quattro astensioni da parte dei consiglieri espressi dalle liste di minoranza. Mps si prepara dunque a lanciare due offerte – da pagare in proprie azioni – con l’obiettivo di creare il terzo polo nel credito nazionale, con una capitalizzazione vicina ai 70 miliardi di euro. Nel caso di Banca Generali si profila un’offerta in cui entrerebbe in gioco la quota del 13,2 per cento del Leone di Trieste detenuta da Mps attraverso Mediobanca. La doppia operazione renderebbe i francesi di Crédit Agricole (che detiene il 29,3 per cento di Banco Bpm) e Generali tra i principali azionisti del nuovo polo. Il piano d Lovaglio prevederebbe inoltre l’ipotesi della distribuzione di un dividendo straordinario agli azionisti di Siena, per invogliarli a rinunciare all’opas di Intesa Sanpaolo.

Mps, la decisione del cda sulle offerte di scambio su Bpm e Banca Generali
Intesa Sanpaolo (Imagoeconomica).