Malumori leghisti pure per il Gran Premio di Monza: le pillole del giorno

«Ma quale Pontida, qua a settembre pensiamo tutti a Monza, alla Formula 1», commentano a denti stretti i leghisti incalzati sulla crisi del partito e del segretario Matteo Salvini. Visto che il pratone caro a Umberto Bossi quest’anno potrebbe trasformarsi in una conta tra i fedelissimi del capo e i riottosi nordisti, meglio pensare alle gioie dei motori. Gioie per modo di dire, però. Come riporta Monza Today, infatti, nella città natale del “nostalgico sognante” Massimiliano Romeo, i lumbard masticano amaro. La segretaria cittadina Roberta Gremignani, ex campionessa di rally, ha criticato duramente il Monza fuori Gp, una sorta di Fuori Salone che accompagna la gara, a causa della drastica limitazione dei dehor dei locali nel centro storico. Ma oltre il danno – con i commercianti «in ginocchio» – c’è pure la beffa: la tradizionale conferenza stampa di presentazione della gran premio il primo settembre non si terrà come sempre all’autodromo ma a Milano. Dove? Nella sede Aci, cioè a “casa” di Geronimo La Russa. Un affronto doppiamente insopportabile, perché arrivato da un alleato. Sullo “scippo” è intervenuta con un video sui social pure Martina Sassoli consigliera regionale e comunale di Noi Moderati di cui è pure vice-coordinatrice lombarda. «Mi aspetto che tra un po’ non ci sarà più la Monaca di Monza, ma quella di Brera o di Isola», commenta sarcastica. «Con l’organizzazione della storica conferenza di presentazione non più nella sala stampa dell’Autodromo, ma a Milano nella sede dell’Aci, Monza decide di abdicare al proprio ruolo centrale anche per il suo Gran Premio. Dimostrazione della debolezza del sindaco Pilotto, che decide di non essere primo cittadino ma gregario. Dispiace, un po’ alla volta stiamo perdendo la nostra monzesità». Sassoli si complimenta con La Russa jr che l’ha spuntata: «Probabilmente con una guida di centrodestra della città di Monza, non sarebbe stato questo l’epilogo».

Con queste tensioni, qualcuno tra i leghisti andrà a caccia di inviti per il Gp per vie alternative, pur di non chiedere il pass per il settore autorità a La Russa jr. «Che poi ci si mette a parlare di politica, e con quello che sta succedendo adesso nella Lega è meglio di no», si sibila. «In questo clima di sospetto, basta un niente per essere accusati di voler cambiare casacca e passare a Fratelli d’Italia». Meglio andare a chiedere un posto in tribuna vip agli sponsor, non c’è dubbio.

Mulè e Antonello da Messina

Voleva portare l’Ecce Homo di Antonello da Messina in Sicilia: Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati, aveva avuto una buona idea, chiedendo di riportare l’opera acquistata dallo Stato sull’Isola, ma l’incredibile furto avvenuto a Messina ha congelato la proposta. Il colpo, per il forzista, è stato pesante: «Ho aspettato alcuni giorni per intervenire sul caso dei capolavori di Antonello da Messina rubati dal Museo regionale della città dello Stretto come si fa quando bisogna elaborare un lutto. Il furto delle opere del genio siciliano corrisponde, infatti, per quanto mi riguarda ad aver perso una persona cara. L’amore verso Antonello mi aveva spinto, solo un paio di mesi fa, a sollecitare e ottenere dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che l’Ecce Homo ospitato nel museo dell’Aquila dopo essere stato acquistato meritoriamente dallo Stato Italiano venisse trasferito a Palermo per trovare posto accanto all’Annunciata di Antonello», ha scritto sui social Mulè. Meglio lasciare l’opera a L’Aquila, al momento.