Il ddl sul primo soccorso promosso dall’ex calciatore della Fiorentina (oggi al Watford) Edoardo Bove, colpito da arresto cardiaco in campo nel dicembre 2024, è fermo al palo: il provvedimento ha concluso il suo iter in commissione al Senato il 13 maggio, ma da allora il Ministero dell’Economia e delle Finanze non è ancora riuscito a reperire i cinque milioni di euro necessari per introdurre la formazione sul primo soccorso nelle scuole.

L’amarezza di Bove: «Quanto vale una vita umana?»
«Io non voglio fare polemica, la politica non è il mio campo. Però mi chiedo: quanto vale una vita umana? Il primo soccorso è questione di attimi. Se non si interviene nei primi 20-60 secondi, la persona rischia di riportare danni cerebrali», ha detto Bove intervistato da Repubblica, sottolineando che «è frustrante pensare che si rischia di buttare tutto il lavoro fatto». Il ddl punta a rendere obbligatoria la formazione sul primo soccorso nelle ore dedicate alla sicurezza nel lavoro, e non nelle ore di materie scolastiche, per non tradire l’autonomia della scuola. Inoltre prevede la riduzione dell’Iva sui defibrillatori, da portare al 5 per cento.

Lombardo (Azione): «Investire nella cultura del primo soccorso»
«Questo non è un problema di costi, ma di investimenti: bisogna investire nella cultura del primo soccorso», ha dichiarato il senatore Marco Lombardo (Azione), firmatario del disegno di legge, evidenziando che «la formazione servirebbe anche per evitare lo spreco di risorse pubbliche». Oggi in molti centri sportivi sono infatti presenti defibrillatori, ma pochissime persone li sanno usare. «Il ministro Abodi è molto disponibile sul tema, gli ho detto: avete trovato quattro milioni per un emendamento sulle piscine, dal fondo speciale, non mi potete dire che da quasi un anno non riuscite a trovarne cinque per questo». Come riporta Repubblica, Bove e Lombardo sono stati ricevuti dal presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha garantito risposte in tempi brevi.
