di Antonio Roma
Dire che la tappa Radio Stella sia stata fondamentale sotto il profilo umano e professionale per me apparirebbe oltremodo scontato ma è stato davvero così. Vi giunsi nella mia tarda adolescenza per lasciare l’emittente libera di via Bastioni, dove vi era traslocata dopo gli anni pioneristici del Seminario, soltanto quando qualche capello bianco iniziava a spuntare nella mia capigliatura corvina. Vi giunsi nella seconda metà del 1978 dopo un colloquio preliminare con il compianto direttore Lino Sibilia che aveva sostituito Enzo Falcone e che da lì a poco sarebbe stato avvicendato dal compianto don Alfonso Rinaldi. Erano gli anni d’oro dell’emittenza libera on air, del rapporto diretto con il pubblico, ma anche delle sperimentazioni di quiz e di primi programmi culturali che calamitavano telefonate a gogo per piccoli premi e per il solo giusto di partecipare. Come non ricordare la trasmissione a quiz della domenica mattina ideata e condotta da Pasquale Avarista e Luigi Rossi, con la partecipazione di Giusy e Mariapia Avagliano con Anna De Falco e Rosanna Sabatino. Ma non solo, perché di programmi per così dire impegnati, non mancavano, com quello del compianto Alfonso Colonnese. E una menzione particolare la meritava Principato Citeriore ideata, condotta e curata con meticolosità certosina da Gennaro Pane che curava anche il Momento Classico del lunedì sera. Un tuffo nelle tradizioni salernitani che portava a scoprire antichi luoghi di culto e non ma di tanta storia. Ma anche delle prime sperimentazioni sportive con protagonista principale la Salernitana, e non poteva essere altrimenti. Una prima redazione sportiva fu curata da Gianfranco Coppola con Costantino Piccolella e Salvatore Scermino ed altri che, per certi versi, iniziò a coinvolgermi. E Radio Stella fu per certi versi capostipite di quello che fu un primo Tutto il calcio minuto per minuto locale con il coinvolgimento di un gruppo di emittenti salernitane, Radio Mariconda Amica con Enzo Sessa e Radio Diffusione Campania con Tommaso D’Angelo, che si collegavano su tutti i campi della C1 girone B per raccontare in diretta le azioni salienti e le reti. Da Salerno, il radiocronista era il compianto Gennaro Pane, colui che mi ha insegnato davvero molto sotto questo profilo e che mi unisce un profondo senso di amicizia nonostante non sia più fra noi da qualche anno. A condurre dallo studio centrale una professionale Rosanna Sabatino coadiuvata spesso dal sottoscritto, quando non ero impegnato come secondo appunto di Gennaro Pane al Vestuti, e dal compianto Adriano Di Giacomo. E proprio in questo gioco di dirette che ho avuto modo di incontrare e conoscere il direttore, per i nostri primi collegamenti in tandem. Ma anche delle prime trasmissioni di approfondimento del lunedì sulla Salernitana, con Antonio Giunto e il compianto Fausto Di Florio e collegamenti puntuali, dopo lunghe passeggiate a piedi, dalla Libia di Nunzio Torraco. Ma fu anche la prima emittente a irradiare il radio giornale in inglese, con Giuseppe Bonavita e in spagnola in quella che fu una vera visione turistica. Erano gli anni delle sperimentazioni, dei sognatori anche se di soldi ce n’erano pochi ma soprattutto di una grande famiglia. Ma tanta soddisfazione e anche divertimento. Vi rimasi fino al 1992 quando passai a radio Bussola 24 dove ebbi la fortuna di incontrare Gino Sarli e Ferdinando Giordano, ma questa è un’altra storia.
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