Le rivelazioni sui piani dell’Iran per colpire Trump in Turchia

Appena sceso dall’aereo presidenziale dopo il viaggio dall’Ohio a Washington, Donald Trump ha parlato per la prima volta della rocambolesca fuga dal vertice Nato di Ankara: per depistare eventuali attacchi iraniani, ritenuti tutt’altro che improbabili, il tycoon era salito regolarmente a bordo del vecchio Air Force One (non da quello nuovo donato dal Qatar), a favore di telecamera, per poi essere trasferito in gran segreto su un aereo militare più piccolo, un C-32A, transitando all’interno di un container per il catering aeroportuale. Poi, atterrato nel Regno Unito, aveva fatto il percorso inverso, scendendo poi dal velivolo presidenziale. «Ricevo molte minacce. Molte minacce di cui non siete a conoscenza. Chiunque abbia un ruolo di peso le deve affrontare. Chi non conta nulla non viene minacciato. Credo di essere il bersaglio principale», ha dichiarato The Donald. ha aggiunto. «Io mi limito a seguire le indicazioni del Secret Service».

La minaccia di Teheran e chi era rimasto sull’Air Force One

Il New York Times scrive, citando due funzionari statunitensi, che la minaccia iraniana includeva la possibilità di un missile terra-aria contro l’Air Force One e la conoscenza precisa del luogo in cui Trump alloggiava ad Ankara, compreso il piano dell’edificio. Addirittura, qualcuno nelle vicinanze del vertice Nato era stato avvistato con un razzo portatile. Tutto questo è emerso nelle prime ore dell’8 luglio, secondo e ultimo giorno del vertice Nato. Tra chi ha viaggiato sul volo dal quale Trump è stato segretamente fatto scendere c’erano il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario del Tesoro Scott Bessent, ma anche Stephen Miller, principale consigliere del presidente per la politica interna, e Steven Cheung, direttore delle comunicazioni della Casa Bianca. Tutti rimasti sul vecchio Air Force One, aereo-civetta esposto a un potenziale attacco iraniano.

Le rivelazioni sui piani dell’Iran per colpire Trump in Turchia
Donald Trump (Imagoeconomica).

Trump intanto torna a parlare delle presidenziali del 2028

Trump ha anche parlato dell’ipotesi di candidarsi per un terzo mandato presidenziale. «Tutti mi chiedono se correrò nel 2028. Mi piacerebbe, ma la legge in materia è molto chiara e rigorosa». Com’è noto, un terzo mandato presidenziale è di fatto vietato dalla Costituzione Usa che pone il limite a due. E questo vale anche per Trump, sebbene i suoi mandati alla Casa Bianca siano stati intervallati dal quadriennio targato Joe Biden.