Scontro Coni-Figc su Bianchedi capodelegazione della Nazionale: cosa è successo

Dopo il caso di Andrea Pirlo quasi ct” e le dimissioni di Paolo Maldini da direttore tecnico, ecco un altro pasticcio azzurro targato Giovanni Malagò. La nomina di Diana Bianchedi come nuova capodelegazione della Nazionale italiana di calcio maschile, annunciata dal presidente della Figc, è stata infatti stoppata dal Coni. Il motivo? Secondo il Comitato Olimpico Nazionale Italiano c’è da verificare la legittimità del doppio incarico, in quanto l’ex schermitrice dal 2025 è vicepresidente vicaria della propria struttura.

Scontro Coni-Figc su Bianchedi capodelegazione della Nazionale: cosa è successo
Diana Bianchedi (Ansa).

La nota del Coni col richiamo all’articolo 7 dello Statuto

Con un colpo di teatro, Malagò ha scelto come capo delegazione della Nazionale italiana di calcio maschile una donna, proveniente da tutt’altro sport, dove ha vinto l’oro olimpico a Barcellona 92 e Sydney 2000. Il Coni è però intervenuto in gamba tesa contro il suo ex presidente, spiegando che «ai sensi dello Statuto e delle Leggi vigenti, sono stati prontamente attivati gli uffici preposti e gli organismi competenti al fine di valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità» riguardanti gli incarichi di Bianchedi. Secondo l’articolo 7, comma 4, dello Statuto del Coni, i componenti della Giunta nazionale (di cui fa parte l’ex schermitrice in quanto vicepresidente) «qualora vengano a trovarsi in situazione di permanente conflitto di interessi sono considerati incompatibili con la carica che rivestono, e debbono essere dichiarati decaduti». A questo si aggiunge un altro aspetto: dopo la nomina a vicepresidente, la stessa Bianchedi ha firmato il modulo Coni per la dichiarazione di assenza di cause di incompatibilità, inconferibilità o conflitto di interessi richieste per incarichi istituzionali, candidature sportive, riconoscimento di professioni o iscrizioni a elenchi e registri del Coni.

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Scontro Coni-Figc su Bianchedi capodelegazione della Nazionale: cosa è successo
Giovanni Malagò (Ansa).

La Figc: «A Bianchedi un ruolo di mera rappresentanza»

La Figc ha rapidamente replicato di non ravvisare «alcun conflitto di interessi» nella nomina di Bianchedi nel ruoloche negli anni è stato di Gigi Riva, Gianluca Vialli e Gianluigi Buffon: «Non c’è né norma statale né statutaria che preveda espressamente un’incompatibilità tra il ruolo di membro di Giunta del Coni e un incarico federale; né si ritiene che l’incarico possa configurare il conflitto di interessi permanente richiamato dall’articolo 7 dello statuto del Coni. Si tratta di un ruolo di mera rappresentanza». Sta ora a Bianchedi decidere il da farsi: la leggenda della scherma, legata al Comitato olimpico italiano da un accordo da 50 mila euro l’anno, deve ancora firmare il contratto in Figc, che prevede un compenso attorno ai 150 mila euro. Altamente improbabile una coesistenza dei due incarichi: in caso di sì a Malagò, dovrà dimettersi dal Coni.