di Erika Noschese
Una storia a lieto fine che riaccende il dibattito sul futuro dell’ospedale Santa Maria della Speranza di Battipaglia e, in particolare, sul ruolo del pronto soccorso. Nella giornata di ieri, all’interno del presidio battipagliese interessato dalla chiusura di tutti i reparti per le note criticità strutturali, una donna ha partorito una bambina grazie all’intervento tempestivo del personale sanitario ancora operativo nel pronto soccorso. A rendere noto l’episodio è stato un messaggio diffuso sui social, nel quale vengono ringraziati i rianimatori Paolo Antonio Landri e Antonio Pisapia, il ginecologo Antonio Pisapia e tutti i collaboratori del pronto soccorso del Santa Maria della Speranza, protagonisti dell’assistenza che ha consentito la nascita della piccola in condizioni di sicurezza. Secondo i protocolli organizzativi temporaneamente in vigore, la paziente avrebbe dovuto essere trasferita in una struttura dotata di Punto Nascita. Tuttavia, l’evoluzione del travaglio ha reso impossibile il trasferimento in condizioni di sicurezza, imponendo un intervento immediato da parte del personale sanitario presente. Grazie alla tempestività dell’azione e alla perfetta sinergia tra i professionisti del Pronto Soccorso, della Rianimazione, del personale ostetrico, pediatrico, del medico del Pronto Soccorso e del personale infermieristico, il parto si è svolto senza complicanze. Sia la madre che la neonata sono in buone condizioni di salute e, dopo le prime cure e la stabilizzazione, sono state trasferite in sicurezza presso l’ospedale di Polla per il proseguimento delle cure e del monitoraggio clinico. L’episodio, però, va oltre il semplice racconto di un’emergenza gestita con successo. Nel messaggio viene posta una domanda diretta ai vertici dell’Asl e alla politica sanitaria regionale: cosa sarebbe accaduto se anche il pronto soccorso fosse stato chiuso, come si vocifera da tempo? E quale sorte avrebbero avuto la madre e la bambina se fossero state costrette a raggiungere un altro ospedale dotato di ginecologia? Interrogativi che arrivano in un momento particolarmente delicato per la sanità della Piana del Sele. La sospensione delle attività di ricovero e la chiusura dei reparti del Santa Maria della Speranza hanno già generato forti preoccupazioni tra cittadini, operatori sanitari e amministratori locali. La nascita avvenuta ieri nel pronto soccorso diventa così, per molti, il simbolo concreto dell’importanza di mantenere attivi i servizi di emergenza-urgenza sul territorio. Mentre la vicenda si conclude con la gioia per la nascita della bambina e per le buone condizioni della madre, resta aperto il confronto sulle scelte che riguardano il futuro dell’ospedale di Battipaglia e sulla capacità della rete sanitaria provinciale di garantire risposte tempestive anche nelle situazioni più critiche. Sulla vicenda interviene il Segretario Provinciale della Cisl Fp Salerno, Andrea Pastore. «Quanto accaduto non può essere archiviato come una semplice storia a lieto fine. È certamente motivo di orgoglio per tutti gli operatori che hanno dimostrato competenza, sangue freddo e straordinaria capacità di lavorare in squadra, ma rappresenta soprattutto un fatto che deve indurre tutti i livelli istituzionali ad una seria riflessione sul futuro del Presidio Ospedaliero di Battipaglia. Le emergenze non possono essere programmate e, quando si verificano, richiedono risposte immediate, competenze specialistiche e servizi presenti sul territorio. Questo episodio dimostra che il nostro ospedale continua a rappresentare un presidio indispensabile per la tutela della salute dei cittadini». «La Cisl Fp Salerno ritiene che, nell’ambito delle valutazioni tecniche che l’Asl Salerno sta conducendo sulla prosecuzione delle attività del presidio ospedaliero, debba essere attentamente valutata la possibilità di garantire, anche in questa fase transitoria, un Punto di Primo Intervento Pediatrico e un servizio di Primo Intervento Ostetrico-Ginecologico, annessi temporaneamente al Pronto Soccorso generale e pienamente integrati nella filiera dell’emergenza-urgenza. Quanto accaduto dimostra infatti come alcune situazioni cliniche non consentano tempi di trasferimento e rendano indispensabile la disponibilità immediata di competenze specialistiche all’interno del presidio». «Per queste ragioni chiediamo alla Direzione Strategica dell’Asl Salerno l’apertura di un confronto urgente con le organizzazioni sindacali e con tutti gli attori istituzionali coinvolti, affinché si individuino le migliori soluzioni organizzative per garantire la massima sicurezza dei cittadini, degli operatori sanitari e la continuità assistenziale del territorio. Le decisioni che saranno assunte nelle prossime settimane non possono prescindere dall’esperienza maturata sul campo e dai fatti che la cronaca ci consegna».
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