Non bastavano i recenti scandali, dalla revoca della squalifica di Folarin Balogun al discutibile premio per la pace assegnato a Donald Trump. Ora Gianni Infantino se n’è inventata un’altra: il presidente della Fifa ha infatti messo a punto un progetto per cedere una parte del valore delle Coppe del Mondo (4,2 miliardi di dollari – circa il 20 per cento) a investitori privati, tra cui il fondo Thrive Eternal di Joshua Kushner, fratello di quel Jared genero di Trump.

Fifa Forward Enterprise: il piano di Infantino
A rivelare il progetto di Infantino è stato il Times e poco dopo la Fifa ha confermato l’anticipazione: tutto vero. Il dirigente elvetico intende creare una holding commerciale valutata 20 miliardi di dollari, denominata Fifa Forward Enterprise (Ffe), destinata a gestire in esclusiva i diritti e la macchina organizzativa di Coppa del Mondo e Mondiale per Club: diritti televisivi, sponsorizzazioni, licensing, biglietteria, hospitality ed eventi. Gli investitori privati, di fatto, saranno comproprietari dei grandi eventi Fifa e per massimizzare i dividendi sarà indispensabile aumentare ulteriormente il numero della Nazionali partecipanti alla fase finale dei Mondiali e rendere più frequenti i tornei (organizzandoli magari ogni due anni). Secondo il Financial Times, l’operazione è seguita da JP Morgan e da Greg Maffei, ovvero l’ex ceo di Liberty Media che ha trasformato la Formula 1 in uno dei prodotti sportivi più redditizi al mondo. Il Times scrive che Infantino, destinato al ruolo di amministratore delegato di Ffe al termine dell’incarico da presidente Fifa, si “auto-elargirebbe” uno stipendio da oltre 60 milioni di dollari. Da parte sua, la Fifa ha spiegato che si tratta di un progetto «per liberare il potenziale commerciale del calcio».
Infantino a envoyé une lettre à tous les présidents de fédération en leur donnant jusqu'au 19 septembre pour soutenir son projet de société commerciale/privatisation des revenus (notamment de la Coupe du Monde) en échange de généreuses subventions
— Romain Molina (@Romain_Molina) July 29, 2026
Voici quelques extraits de la… pic.twitter.com/rCA67rjUqA
L’Uefa minaccia di boicottare i Mondiali del 2030
Secondo il giornalista investigativo Romain Molina, Infantino ha inviato una lettera ai presidenti delle 211 federazioni affiliate alla Fifa, chiedendo di esprimere entro il 19 settembre il proprio sostegno al suo progetto, che è già stato bocciato dall’Uefa. «L’anima e la governance del calcio non sono beni da mettere sul mercato, tanto più in assenza totale di trasparenza su chi ne trarrebbe vantaggi economici»., ha dichiarato in una nota l’organo di governo del pallone europeo, secondo cui il piano di Infantino «oltrepassa un limite che le istituzioni di governo del calcio non dovrebbero mai superare». L’Uefa sta accelerando i tempi per convocare una riunione d’emergenza delle sue 55 federazioni affiliate: tra le ipotesi sul tavolo pure il potenziale boicottaggio dei Mondiali 2030, secondo quanto riporta Espn. Come l’Uefa, ha espresso preoccupazione anche la Concacaf, ossia l’organo di controllo del calcio del Nordamerica, Centroamerica e dei Caraibi.

Il caso ha agitato anche Bruxelles. «Giù le mani dal nostro sport», ha dichiarato Glenn Micaleff, commissario allo Sport dell’Ue: «Nei limiti dei poteri conferitile dai Trattati, la Commissione europea esaminerà queste proposte con la massima attenzione per valutare il rispetto delle norme sulla concorrenza». Micaleff ha poi affermato che «diventa particolarmente preoccupante il caso in cui i poteri regolamentari della Fifa si allineano con gli interessi finanziari di entità private, quando il valore degli investimenti dipende dalle decisioni prese dalla Fifa. Questo solleva profondi interrogativi in merito a governance, indipendenza e conflitti di interesse». Anche la federcalcio francese ha già espresso forti perplessità sull’iniziativa. Unendosi alle critiche di Fifa e Ue, il nuovo premier britannico Andy Burnham ha dichiarato: «Il calcio non appartiene agli investitori. Appartiene alle persone che riempiono gli spalti e che stanno a bordo campo settimana dopo settimana, con la pioggia o con il sole».
