«Abbasso gli Stati Uniti». A gridarlo a Teheran durante i funerali della Guida Suprema Ali Khamenei non c’erano solo i sostenitori iraniani del regime, ma anche un americano. Il suo nome è Jackson Hinkle e da Mosca dove si è trasferito si definisce un «comunista MAGA». A prima vista sembra un ossimoro. In realtà la figura dell’influencer e teorico complottista nato in California nel 1999 descrive bene il cambio di atteggiamento di alcuni sostenitori del movimento MAGA nei confronti di Trump a causa della sua politica estera.
— Jackson Hinkle
DOWN WITH ZIONISTS!
Thank you to my brother Hossein Taheri for allowing me to join you in Enqelab Square. pic.twitter.com/VOcIBIvEdG(@jacksonhinkle) July 7, 2026
Ex supporter di Bernie Sanders e ambientalista, nel 2024 Hinkle ha co-fondato con Haz Al-Din, classe 1996 e di origini libanesi, il Partito comunista americano (ACP). Un’organizzazione che, malgrado la sua irrilevanza politica, ha contribuito a raccogliere nuovi sostenitori attorno al movimento MAGA. Soprattutto grazie all’attività di Hinkle che oggi conta su X ben 3,8 milioni di follower, più di 146 mila iscritti al canale YouTube e 112 mila su Rumble.
I punti di contatto tra ACP e trumpismo
Il comunismo a cui l’ACP fa riferimento è un misto di principi marxisti e sovranisti. Nel manifesto ci sono molti punti in comune con quelli di Trump. Per esempio la reindustrializzazione degli Stati Uniti, la chiusura dei confini, la fine della cultura accademica woke e il taglio delle tasse. A queste idee si aggiungono poi proposte dal sapore marxista-leninista come la nazionalizzazione delle grandi aziende, la cancellazione di tutti i debiti, l’abolizione della Federal Reserve a favore di una Banca Nazionale del Popolo e lo smantellamento di Big Pharma.

La svolta pro-Iran e anti-Israele
Anche se distanti dal pensiero MAGA classico, Hinkle e Al-Din hanno riconosciuto per molto tempo a Trump il ruolo guida. Secondo Al-Din, il primo mandato del tycoon aveva addirittura rallentato la transizione degli Stati Uniti verso una dittatura «apertamente fascista». Anche in politica estera i fondatori dell’ACP, pur sostenendo Vladimir Putin e Xi Jinping, avevano apprezzato l’isolazionismo promesso dal presidente. Con l’inizio del secondo mandato, le cose però sono cambiate. I primi screzi si sono registrati sulla gestione degli Epstein files da parte della Casa Bianca e poi sulla decisione di rapire Nicolas Maduro. In un post Al-Din ha condannato il blitz venezuelano definendo Trump e i suoi «aggressori seguaci di Epstein». La rottura completa con il trumpismo si è consumata con l’attacco all’Iran dello scorso febbraio quando il mito di Trump paladino della pace si è sbriciolato definitivamente. Al-Din e Hinkle sostengono apertamente il regime di Teheran e la «resistenza» agli attacchi americani e israeliani. Pur rifiutando l’accusa di antisemitismo, i due criticano duramente l’alleanza tra Stati Uniti e Israele, Stato che Hinkle considera senza mezzi termini «terrorista».

Gli influencer occidentali corteggiati dal regime di Teheran
Nella loro visione il marxismo e l’Islam radicale non sono solo compatibili, ma alleati. Chiaramente il regime iraniano non si è lasciato sfuggire l’occasione di sfruttare la cassa di risonanza mediatica di Hinkle. L’attivista è così sbarcato a Teheran per seguire i funerali di Khamenei. Qui, oltre al video in cui canta «Abbasso gli Stati Uniti», ha realizzato contenuti di propaganda a 360 gradi. Dai video che decantano il cibo locale a interviste a figure apicali del regime di Teheran. Per la verità Hinkle non era l’unico occidentale presente ai funerali di Khamenei. Secondo l’agenzia statale iraniana Tasnim, circa 400 cittadini stranieri sono stati autorizzati a entrare nel Paese per rendere omaggio alla Guida Suprema, uccisa dai raid aerei statunitensi e israeliani il 28 febbraio scorso, primo giorno dell’Operazione Epic Fury. Insieme a Hinkle c’erano anche altre figure legate al MAGAcomunisimo e che ora vivono in Russia come Christopher Helali, giornalista e High Baliff (una sorta di vicesceriffo) di una contea del Vermont, e l’ex attivista democratica trasferita in Libano, Calla Walsh.
Marxism isn’t just “compatible” with Islam.
— Haz Al-Din
Marxism IS Islam.
I am about to prove this and not a single glasses wearing shitlib “Marxist” will be able to refute it.
You may not be ready for the truth, but it’s coming.
Get ready for the discourse to be NUKED. Allahu Akbar. pic.twitter.com/7nvjpeUpxZ(@InfraHaz) June 28, 2026
Il clamore mediatico più forte lo ha ottenuto il video in cui Hinkle grida «abbasso gli Stati Uniti». Tanto che sul tema è intervenuto lo ‘zar’ trumpiano dell’antiterrorismo, Sebastian Gorka che ha accusato il comunista MAGA di tradimento, reato punito con la pena di morte.


DOWN WITH ZIONISTS!
(@jacksonhinkle)
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