Baywatch il film stasera su Tv8: trama, cast e curiosità

Stasera 24 settembre 2023 andrà in onda su Tv8 alle ore 21.30 il film Baywatch. Il regista è Seth Gordon mentre la sceneggiatura è stata scritta da Damian Shannon e Mark Swift. Nel cast ci sono Zac Efron, Dwayne Johnson, Priyanka Chopra, Alexandra Daddario e Pamela Anderson.

Baywatch è il film che andrà questa sera in onda su Tv8 ecco trama, cast e curiosità sulla pellicola con Zac Efron.
Zac Efron e Dwayne Johnson in una scena del film (X).

Baywatch, trama e cast del film stasera 24 settembre 2023 su Tv8

La trama racconta le avventure di un’affiatata squadra di bagnini che opera sulle spiagge di Emerald Bay, in Florida. Il tenente Mitch Buchannon (Dwayne Johnson) è il capo della squadra e tenta di fare tutto per proteggere i bagnanti. Fanno parte del team anche le brave e atletiche colleghe Stephanie Holden (Ilfenesh Hadera) e C.J. Parker (Kelly Rohrbach). Tuttavia, Mitch si rende conto che la squadra non è completa e decide di fare una selezione per assumere dei nuovi bagnini. Dopo i colloqui, vengono assunti l’ex campione di nuoto Matt Brody (Zac Efron), la bellissima e intelligente Summer (Alexandra Daddario) e l’impacciato appassionato di informatica Ronnie (Jon Bass).

Tutto sembra andare per il meglio e le spiagge sembrano essere sicure. Tuttavia, un giorno sembra circolare una nuova droga a Emerald Bay chiamata Flakka. A quanto pare, dietro il traffico di questa pericolosa sostanza si cela Victoria Leeds (Priyanka Chopra), nuova proprietaria dell’Huntley Club. Le cose si complicano quando sulla spiaggia viene ritrovato un cadavere, forse a causa della nuova droga e i bagnini cercano di indagare. Comunque, quando il capitano Thorpe (Rob Huebel) comprende che non c’era nessun bagnino alla torre di guardia quando è accaduto l’evento, decide di rimuovere Mitch dal suo luogo. La squadra dovrà cercare di risolvere il giallo del cadavere e soprattutto fermare la spietata Victoria, disposta a tutto pur di ottenere il predominio.

Baywatch, 5 curiosità del film stasera 24 settembre 2023 su Tv8

Baywatch, il ruolo di antagonista scritto inizialmente per un attore 

Priyanka Chopra ha rivelato che inizialmente l’antagonista principale della pellicola doveva essere un uomo. Tuttavia, la produzione ha cambiato idea dopo il suo provino e ha deciso di assegnare a lei la parte del villain.

Baywatch, un curioso soprannome dato da un personaggio

A un certo punto del film, il personaggio di Dwayne Johnson chiama quello di Zac Efron con il soprannome High School Musical. Curiosamente, High School Musical è stato il film che ha fatto ottenere grande popolarità a Zac Efron.

Baywatch, le pessime critiche e la risposta di Dwayne Johnson

Il film fu massacrato dai critici che lo criticarono negativamente e ritennero la trama mediocre. Tuttavia, Dwayne Johnson rispose su Twitter dichiarando che il film non era stato realizzato per piacere ai critici ma ai fan dell’omonima serie televisiva.

Baywatch è il film che andrà questa sera in onda su Tv8 ecco trama, cast e curiosità sulla pellicola con Zac Efron.
Una scena del film (X).

Baywatch, il cameo delle star che hanno reso celebre la serie

All’interno del film appaiono in un cameo gli attori David Hasselhoff e Pamela Anderson. Si tratta del duo di protagonisti che rese famosa la serie del 1989 Baywatch sia in Italia che negli Stati Uniti.

Baywatch, le tante attrici prese in considerazione per il ruolo di Summer

Il ruolo di Summer è stato affidato dalla produzione all’attrice statunitense di origini italiane Alexandra Daddario. Tuttavia, molte attrici erano state prese in considerazione dalla produzione per questo personaggio come Nina Dobrev, Ashley Benson, Alexandra Shipp, Shelley Hennig, Bianca A. Santos e Denyse Tontz.

Abel – Il figlio del vento stasera su Rai Movie: trama, cast e curiosità

Stasera 24 settembre 2023 andrà in onda alle ore 21.10 il film Abel – Il figlio del vento sul canale Rai Movie. I registi sono Gerardo Olivares e Otmar Penker con quest’ultimo che ha curato anche sceneggiatura e fotografia. Nel cast ci sono Jean Reno, Manuel Camacho, Eva Kuen e Tobias Moretti.

Abel - Il figlio del vento è il film che andrà in onda questa sera su Rai Movie, ecco trama, cast e curiosità.
Jean Reno in una scena (X).

Abel – Il figlio del vento, trama e cast del film stasera 24 settembre 2023 su Rai Movie

La trama racconta la storia di Lukas (Manuel Camacho), un ragazzo di appena 12 anni che cresce a contatto con la natura nelle valli delle Dolomiti. Lukas è un grande appassionato di flora e fauna e trascorre le sue giornate ad ammirare le meraviglie della natura. Tuttavia, un giorno trova casualmente un piccolo aquilotto: si tratta di Abel, una piccola aquila reale che è caduta dal nido dopo essere stato gettato dal nido dal suo fratello primogenito. Lukas decide di prendersi cura di Abel e lo porta con sé alla sua abitazione. Comunque, Lukas deve nascondere il suo nuovo amico rapace.

Questo perché il piccolo non ha un buon rapporto con il padre Keller (Tobias Moretti) che è un cacciatore. Il giovane teme che il padre possa voler uccidere Abel e continua a farlo crescere in segreto. Nel frattempo, tra l’uccello e il piccolo si instaura una forte amicizia e Abel diventa sempre più portentoso, imparando a volare e sfrecciare nel vento. Grazie anche all’aiuto del saggio guardaboschi Danzer (Jean Reno), Lukas potrà preparare l’amico alla battaglia della vita e imparerà tante lezioni che gli serviranno per crescere.

Abel – Il figlio del vento, 5 curiosità sul film stasera 24 settembre 2023 su Rai Movie

Abel – Il figlio del vento, le riprese hanno richiesto molto tempo

Questo non è stato un progetto facile da portare a termine. Infatti, ci sono voluti 4 anni di lavorazione e la troupe ha dovuto seguire i rapaci in volo per diverso tempo per ottenere le inquadrature perfette da inserire all’interno del montaggio finale.

Abel – Il figlio del vento, le location delle riprese

Le riprese sono state svolte in alcuni luoghi magnifici. Nel dettaglio, il film è stato girato tra il Parco nazionale Alti Tauri dell’Austria e nelle Dolomiti d’Ampezzo. La troupe ha sviluppato delle tecniche speciali e personalizzate per poter riprendere al meglio le aquile in volo.

Abel – Il figlio del vento, un’artista internazionale nella colonna sonora

La colonna sonora del film contiene al suo interno la canzone Freedom interpretata dall’artista internazionale Rebecca Ferguson.

Abel – Il figlio del vento, i buoni incassi della pellicola in Italia

Questo film ha ottenuto buoni incassi in Italia. Secondo i dati riportati dal sito MyMovies.it al botteghino la pellicola ha incassato circa 484 mila euro.

Abel - Il figlio del vento è il film che andrà in onda questa sera su Rai Movie, ecco trama, cast e curiosità.
Una scena tratta dal film (X).

Abel – Il figlio del vento, recensioni miste per la pellicola

Non ci sono state grandi recensioni per questo film. In molti hanno apprezzato la fotografia ma il giudizio è stato sufficiente in linea di massima. Infatti, sul sito Imdb la sua valutazione è di 6.8 su 10. Si tratta comunque del secondo film con punteggio migliore per il regista Gerardo Olivares, visto che al primo posto della sua classifica c’è la pellicola Il Grande Match, del 2006.

La stoccata vincente stasera su Rai 1: trama, cast e curiosità

Stasera 24 settembre 2023 andrà in onda il film La stoccata vincente su Rai 1 alle ore 21.25. Il regista è Nicola Campiotti che ha collaborato anche a scrivere la storia e la sceneggiatura insieme a Marco Videtta e Alessandro Tonda. Nel cast ci sono Flavio Insinna, Alessio Vassallo, Egle Doria e Chiara Cavaliere. Il film TV sarà disponibile anche in streaming e on demand sulla piattaforma Rai Play.

La stoccata vincente è il film per la tv che andrà in onda questa sera su Rai 1, ecco trama, cast e curiosità.
L’atleta Paolo Pizzo (Getty Images).

La stoccata vincente, trama e cast del film stasera 24 settembre 2023 su Rai 1

La trama racconta la storia di Paolo Pizzo (Alessio Vassallo), campione di scherma che ha dovuto affrontare molte difficoltà prima di raggiungere i suoi sogni. Paolo nasce a Catania e viene accudito dal padre Piero (Flavio Insinna) e dalla madre Patrizia (Egle Doria). Durante l’infanzia cresce come qualsiasi altro ragazzo e ha anche una sorella di nome Marina (Chiara Cavaliere). Tuttavia, quando ha 13 anni gli viene diagnosticato un tumore al cervello. Inizia così la sua lotta contro la malattia, una lotta lunga e dolorosa ma che Paolo supera con un’entusiasmante vittoria.

Dopo aver sconfitto questo nemico che sembrava insormontabile, Paolo si dedica anima e corpo allo sport. Scopre di avere un talento incredibile per la scherma e decide di allenarsi per diventare campione del mondo in questa disciplina. Per raggiungere quest’obiettivo, Pizzo si lega professionalmente al maestro Oleg Pouzanov (Maciej Robakiewicz) e si allena duramente per battere il suo rivale Guglielmo Visentin (Mario Ermito). Comunque, grazie ai suoi sforzi e alla sua determinazione, Paolo rinascerà il 12 ottobre 2011 quando vincerà per la prima volta il titolo mondiale e diventerà il campione del mondo.

La stoccata vincente, 4 curiosità sul film stasera 24 settembre 2023 su Rai 1

La stoccata vincente, il film ispirato a una storia vera

Questa pellicola realizzata per la televisione è ispirata alla vera storia del campione di scherma italiano Paolo Pizzo. Non a caso, Pizzo ha fornito anche la sua collaborazione per i dettagli tecnici di alcune scene e per la sceneggiatura. A sua volte, quest’opera è ispirata al romanzo omonimo scritto dal campione di scherma e dall’autore Maurizio Nicita.

La stoccata vincente, i luoghi delle riprese

Le riprese del film si sono svolte in diversi luoghi. La troupe ha lavorato a Catania, Aci Castello, Acitrezza e sull’Etna. Alcune riprese poi sono state effettuate anche a Roma, Guidonia Montecelio e sulle sponde del Lago di Bracciano.

La stoccata vincente, il racconto di Flavio Insinna sul set

Al sito Style.Corriere.it, Flavio Insinna ha raccontato la sua esperienza sul set. A questo riguardo ha dichiarato: «Personalmente ero preoccupato per il ruolo, non essendo io padre. Nelle giornate in cui sul set c’erano tutti i Pizzo, veri e finti, piccoli e grandi, non sapevo chi abbracciare prima. Arrivava il papà vero di Paolo e quindi mi ‘autoabbracciavo’. C’era Paolo e c’era Alessio Vassallo che lo interpreta. E poi Samuele Carrino che era Paolo da bambino… Ho sempre abbracciato tutti!».

La stoccata vincente è il film per la tv che andrà in onda questa sera su Rai 1, ecco trama, cast e curiosità.
L’attore Flavio Insinna (Getty Images).

La stoccata vincente, l’influenza che ha avuto su Alessio Vassallo

Alessio Vassallo nella pellicola interpreta Paolo Pizzo. Questo ruolo ha avuto un forte impatto su di lui come ha spiegato a Style.Corriere.it: «La stoccata vincente è sicuramente un film che rimarrà sulla mia pelle per sempre. Già il solo fatto di stare sul set con Paolo ed interpretare un personaggio vivente è qualcosa di straordinario. Lui, oltre a essere un campione, è una persona eccezionale».

Adamo Guerra, la moglie del finto suicida sapeva da sette anni che era in Grecia

Raffaella Borghi sapeva da sette anni che il marito Adamo Guerra, finto suicida rintracciato a Patrasso da Chi l’ha visto?, era in realtà vivo e vegeto. Lo ricostruisce l’Ansa. La donna, avrebbe presentato il 30 settembre 2016 una denuncia ai carabinieri di Imola, accusando il coniuge di violazione degli obblighi familiari, in relazione al mantenimento delle due figlie. Nel farlo, aveva verbalizzato che il marito era stato già rintracciato dalla polizia ellenica, a seguito di ricerche in ambito europeo.

Guerra era scomparso nel 2013, scrivendo di volersi suicidare

L’uomo aveva fatto perdere le proprie tracce a luglio del 2013, lasciando due lettere in cui diceva che aveva problemi economici e di volersi uccidere. Il ritrovamento, avvenuto tre anni dopo, sarebbe stato ovviamente notificato all’ex moglie e ai genitori di Guerra, che dalla scomparsa del figlio avevano aiutato con una somma mensile il sostentamento delle due nipoti: la donna avrebbe deciso di sporgere denuncia nel momento in cui necessitava di maggiori risorse, visto che di lì a poco una delle figlie avrebbe iniziato l’università.

Adamo Guerra, la moglie del finto suicida sapeva da sette anni che era in Grecia a Patrasso e nel 2016 lo aveva denunciato.
Adamo Guerra.

Borghi ha detto di aver scoperto nel 2022 che l’ex marito era vivo 

Insomma, Borghi sarebbe stata al corrente di dove Guerra si trovasse da almeno sette anni. Eppure a Chi l’ha visto?, che ha raggiunto l’uomo a Patrasso, ha detto di aver avuto la certezza che l’ormai ex marito (nel frattempo ha ottenuto il divorzio) non era morto solo a febbraio 2022, quando quest’ultimo aveva fatto richiesta di iscrizione all’Aire, l’Anagrafe italiani residenti all’estero. Contattata dall’Ansa per una spiegazione degli ultimi sviluppi, Borghi non ha risposto, spiegando di non poter parlare perché al lavoro.

Il bullshitter seriale in politica e il pericolo sottovalutato delle cazzate

On bullshit ( letteralmente “stronzate”, ma anche “cazzate”) è un testo del filosofo statunitense Harry G. Frankfurt uscito nel 1986, ma ripubblicato in Italia (Rizzoli) nel 2005 e più recentemente ripreso in diverse piattaforme e blog filosofici. Probabilmente perché dire cazzate, ossia parlare a vanvera, spacciare dati fasulli, inventarsi congiure e complotti, è diventata pratica diffusa e linguaggio quotidiano. Anche nei conversari privati, ma soprattutto nell’ambito del discorso pubblico. Dove più delle celebrities e vipperia assortita, sono i politici a segnalarsi. Uomini e donne, leader e peones con uguale propensione a sparare cazzate. La sola differenza è che a destra si esagera senza ritegno e in modo più aggressivo. Mentre a sinistra, come al centro, c’è più compostezza e le cazzate sono perlopiù “buoniste”.

Il bullshitter seriale in politica e il pericolo sottovalutato delle cazzate
Giorgia Meloni e Matteo Salvini (Imagoeconomica).

L’opinione pubblica ormai si è seduta al “bar sport”

Certo è che da Matteo Salvini a Elly Schlein, passando per Carlo Calenda e Matteo Renzi, non manca mai la cazzata del giorno. Le ragioni le elencheremo dopo avere riassunto il carattere fondamentale delle “cazzate” e chiarito che, come ha scritto Frankfurt, bisogna distinguere il “dire stronzate” dal semplice mentire. Per il fatto che «un bugiardo fa deliberatamente un’affermazione falsa (quindi, conoscendo egli stesso la verità), mentre colui che dice una stronzata (“bullshitter“, in inglese) è semplicemente disinteressato alla verità stessa». Può sembrare questa una differenza di poco conto, ma in realtà è centrale per capire perché il dire cazzate sia diventata una categoria politica. Sorta di narrazione obbligata, di concessione a una opinione pubblica che si è seduta al “bar sport”. Assuefatta all’obbligo del “cazzeggio” che ormai da anni regna sovrano in tivù e sui social, ma anche sui più importanti quotidiani d’informazione.

Non siamo consapevoli del danno procurato

Vero è che l’autorevole Treccani ha sdoganato le “cazzate” (definendole «chiacchiere senza costrutto, che si fanno tra amici specialmente per ammazzare il tempo») e che Umberto Eco ha definito il “cazzeggio” in modo «affettuoso e indulgente». Ma è altresì vero, citando il filosofo, che se «uno dei tratti salienti della nostra cultura è la quantità di stronzate in circolazione» la cosa ben più preoccupante è che «tendiamo a dare per scontata questa situazione… Di conseguenza, non abbiamo una chiara consapevolezza del danno che procurano».

Il bullshitter seriale in politica e il pericolo sottovalutato delle cazzate
Umberto Eco (Imagoeconomica).

Le cazzate sono a geometria variabile: ce ne sono d’ogni tipo. Donald Trump è stato ed è ancora un grande interprete del genere. Che le ha dette così grosse (dal pizzagate attribuito a Hillary Clinton alla «falsa nascita negli Usa» di Barack Obama) da arrivare all’assalto di Capitol Hill. Come dire: attenti a ridere di Salvini che dichiara guerra alla Germania sui social. Perché forse fa più ridere e meno danni il ministro Nello Musumeci che ha chiesto di intervenire sulla Costituzione, citando un improprio articolo 119, dove andrebbe esplicitamente scritto che l’Italia è «una Repubblica marinara».

Il Superbonus di Conte, i dati di Meloni, il gender

Ma cazzate sono anche il «milione di posti di lavoro» che secondo Giusppe Conte ha creato il Superbonus, o i dati che quotidianamente scodella la premier Giorgia Meloni; o, guardando agli Usa, il conflitto sul gender scatenato dal governatore della Florida Ron De Santis contro la Disney. Ma, aggiunto che il luogo massimo dove senatori e deputati postano cazzate a mansalva è Twitter (X), e che solo Sergio Mattarella e Mario Draghi non praticano il genere, ci sono almeno tre questioni importanti da evidenziare.

Il bullshitter seriale in politica e il pericolo sottovalutato delle cazzate
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

La prima è perché si producono e circolano tante cazzate e cazzari di successo. Detta con brutale sintesi, è il «potere dell’algoritmo», denunciato dal co-fondatore del The Global Disinformation Index Daniel J. Rogers. Cioè un modello di business tossico, il cui movente principale è catturare l’attenzione del pubblico: «La verità non è da nessuna parte in questo calcolo: l’unica metrica che l’algoritmo premia è il coinvolgimento, e si scopre che la disinformazione e la teoria del complotto sono il foraggio perfetto per questa amplificazione algoritmica».

Per i politici l’importante è essere persuasivi

In altre parole i politici dicono cazzate non perché ci credano o siano disinformati (cosa questa che peraltro accade spesso), ma perché funzionano, sono convincenti, persuasive. Veri o falsi che siano i numeri che danno, o realistiche le promesse che lanciano, a loro importa solo impressionare il pubblico. Mentre il mentitore deve conoscere la verità per poterla meglio nascondere o contraffare, il “bullshitter” non fa uso alcuno della nozione di verità. Per questo motivo, riprendendo Frankfurt, «la stronzata è un nemico della verità più grande della menzogna».

Le stronzate non vengono percepite come un tradimento

E qui si pone la seconda questione. Perché le cazzate che vengono dette, quando poi smascherate, non producono reazioni ? Se guardiamo infatti alle promesse elettorali della Meloni sull’immigrazione e sull’abolizione delle accise, ora che è al governo si stanno rivelando pure illusioni. Però il nulla di fatto non viene percepito come un tradimento e non si traduce, secondo i sondaggi, in perdite di consensi. Sul medio periodo si vedrà. Ma intanto è evidente che le cazzate hanno un forte impatto nell’immediato: fanno boom ma rapidamente svaniscono.

Il Google effect e la digital amnesia sono sempre incombenti. Nel contempo il pubblico di appartenenza e riferimento, essendo sempre più polarizzato e identitario, non vuole e non può più dissociarsi, sconfessare il proprio leader. Leadersimo e tribalismo ossia personalizzazione estrema e acritica adesione al capo tribù, come già scritto su Lettera43, sono i due driver dominanti nella contesa politica.

Vana fatica nel cercare di ristabilire la verità

C’è infine una terza drammatica conseguenza nel non valutare la pericolosità sociale delle “stronzate”: il diffondersi dell’idea che sia impossibile sapere come stanno veramente le cose. Dunque che sia vana fatica cercare di ristabilire la verità e che qualsiasi critica o analisi intellettuale sia legittima, e vera, solo se persuasiva. È su questo terreno che cazzate epocali, siano esse teorie aberranti (il suprematismo bianco) o cretinate cosmiche (le scie chimiche) acquistano una qualche scellerata legittimità. In mancanza di puntali confutazioni anche le cose più inverosimili e le storie più improbabili a forza di ripeterle diventano credibili. Plausibili come il sospetto che sia vicino il futuro immaginato dallo scrittore di fantascienza Theodore Sturgeon, dove «il 90 per cento di tutto sono cazzate». E che la minaccia più grande per la nostra civiltà, per riprendere un pensiero di Carlos Ruiz Zafon, autore del best seller L’ombra del vento, non sia la bomba atomica bensì un eccesso di banalità e sciocchezze che «trasformano la realtà in una volgare barzelletta».