Dall’Albania a Zelensky, passando per Giambruno, Barbie, il granchio blu: l’alfabeto (dei tormentoni) dell’estate di Lettera43.
Albania: chi ha invertito le sponde dell’Adriatico?
«Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che abbiamo noi prima di andare a Tirana, e ben sicuri mai non siamo e i barconi ricordiamo e i pregiudizi che avevamo noi. Eppur parenti siamo un po’ di quella gente che sta lì e in fondo in fondo è come noi, selvatica, ma la paura che ci fa quest’Albania che cresce al 3 per cento annuo e non sta ferma mai». E già: in attesa di farci mangiare la polvere, almeno per quanto riguarda l’industria turistica, nell’estate 2023 l’underdog illirico ci fa rimangiare un bel po’ di spocchia. Gli italiani che l’hanno scelta per le vacanze tornano con l’impressione che qualcuno abbia invertito le sponde dell’Adriatico e il Paese sottosviluppato sia da questa parte. (PS: spiacente per la Romagna, ma per saldare il conto dei quattro italiani mangiatori a sbafo di Berat, il governo ha prosciugato i fondi destinati alla ricostruzione post-alluvione. Non perché il quartetto si sia abbuffato, ma perché i fondi ammontavano a 80 euro, mancia esclusa).

Barbie: Ken preso alla lettera dai bambolotti Giambruno e Vannacci
In mancanza di royal wedding e di avvincenti love story Vip, nell’estate l’unico apostrofo rosa tra carovita e allarme climatico l’ha fornita il film di Greta Gerwig. Femminista per il messaggio (un po’ scontato, in verità) e soprattutto perché è il primo blockbuster ad alto investimento dedicato a un caposaldo dell’infanzia femminile, dopo valanghe di film su qualunque cazzata con cui hanno giocato e giocano i maschi. Milioni di ex bambine ora non devono più vergognarsi del loro passato barbòfilo: era giocare al matriarcato, molto più progressista del Lego e dei soldatini scelti dalle amichette pseudo-emancipate. Eppure il contenuto più originale del film è la presa di coscienza di Ken (vedi), che in Italia è stata presa un po’ troppo alla lettera da bambolotti come Andrea Giambruno e il generale Vannacci.
Costituzione, costretta a fare da ombrello a qualsiasi sparata razzista
Da Carta fondamentale dello Stato a ombrello per qualunque sparata razzista, omofoba o alt-right in genere: decisamente un brutto momento per la Costituzione, scritta da gente ai i padri e nonni spirituali degli attuali governanti avrebbero fatto volentieri la pelle. Quando tipacci come Marcello De Angelis o Roberto Vannacci si appellano alla Costituzione sembrano i bulletti dell’asilo che prima ti rubavano i giocattoli e poi, quando li inseguivi per riprenderteli, andavano a frignare con la suora, salvo farle le pernacchie dietro le spalle subito dopo. Vabbè che per Costituzione costoro intendono solo l’articolo 11 sulla libertà d’espressione, che loro interpretano come libertà di offendere a piacimento tutti gli altri 138 articoli.
Disco Paradise, la formula vincente è non ascoltare la parte di Fedez
Tormentone dell’estate 2023 e conferma della ricetta vincente inaugurata due anni fa con Mille: predica moralistica di Fedez di cui nessuno ricorda mezza parola e refrain cretinetto super-catchy di cantante vera che ti si incista nei neuroni e non si schioda più fino a novembre inoltrato. Da notare che in Disco Paradise Annalisa evoca semplici e idilliache estati di quando lei probabilmente non era ancora nata, su una melodia che scimmiotta la vetusta «Prendi una matita» di Mina: a forza di ripescaggi archeologici il prossimo tormentone estivo citerà le belle estati prima della calata dei Visigoti. (Ancora ignoto il significato di «tu mi fai la Disco Paradise», ma c’è da scommettere che diventerà il nome in codice di qualche innominabile pratica erotica).
Elkann: peggio il suo radicalchicchismo o il merdone di Concita?
Era uno scherzo? Un esperimento sociale? Una diabolica beffa ordita da una quinta colonna di nostalgici scalfariani all’interno di Repubblica? Comunque sia, il memoir di Alain Elkann sulla traumatizzante esperienza di ritrovarsi su treno per Foggia in mezzo a gente normale era una grossolana quanto efficace parodia del radicalchicchismo (il lino stazzonato, La Recherche sottobraccio, l’emeroteca internazionale nella valigetta di cuoio, i lanzichenecchi) roba che Crozza spostati. Almeno faceva sorridere, a differenza del merdone pestato pochi giorni dopo, sempre su Repubblica, da Concita De Gregorio con l’assimilazione degli influencer ai cerebrolesi e la nostalgia per le «classi differenziali», invocate quasi in contemporanea anche dall’Afd, il partito di estrema destra tedesco. Aridatece Elkann.
First Gentleman: appena apre bocca, l’improvvido Giambruno fa danni
Abbronzatura perenne, capelli improbabili, carisma e personalità di un gonfiabile da piscina: l’assimilazione del compagno di Giorgia Meloni con Ken, il fuco palestrato dell’alveare dove Barbie è l’ape regina, è stata declinata in meme virali all’uscita del film. Come il partner dell’icona Mattel nel film, anche Andrea Giambruno sente ogni tanto il bisogno di uscire dal ruolo di accessorio andromorfo di una bionda troppo più potente di lui. Ma appena apre bocca si capisce che quel bisogno va represso a tutti i costi. Dopo la sua improvvida rispostaccia in diretta tivù al ministro del Turismo tedesco («non le piace l’Italia? Se ne stia nella Foresta Nera») e l’ultima uscita sugli stupri di gruppo, molti auspicano che Meloni, anziché come la dolce e comprensiva Barbie di Margot Robbie, reagisca come la Franca Valeri de Il vedovo: «Vogliamo dire la verità? Ho sposato un cretino e me lo tengo. Ognuno ha la sua croce, pazienza».

Giordano Bruno: qualcuno pensa fosse un protosovranista meloniano
Role model abusivo di tutti i destroni esagitati affetti da deliri di persecuzione: forse suggestionati dall’omonimia con uno degli intellettuali di scuderia, Giordano Bruno Guerri, si sono convinti che anche il filosofo messo al rogo dall’Inquisizione nel 1600 fosse un protosovranista meloniano condannato per aver sfidato il politicamente corretto. Dell’epoca in cui viviamo, gli ex cultori degli uomini forti e della violenza igiene del mondo hanno capito una cosa sola: per essere credibile devi proclamarti vittima di qualcosa (che non sia una strage fascista, beninteso). E se pazienza se il massimo rischio è un fervorino di Marco Travaglio sul Fatto quotidiano, e non una pira in Campo de’ Fiori.
Italiano (vero): chi incarna di più i nostri stereotipi, Toto o Silvio?
L’estate 2023 ne ha portati via almeno due: Toto Cutugno e Silvio Berlusconi, che, ognuno a suo modo, per trent’anni hanno rappresentato l’Italia nel mondo. Uno aveva conquistato le folle incarnando abilmente lo stereotipo nazionalpopolare dell’italiano familista accanito ma cascamorto con le donne, opportunista in materia religiosa e sempre pronto a strimpellare una canzone sulla chitarra. L’altro era Toto Cutugno.

Ken: il riassunto delle paturnie del maschio occidentale contemporaneo
È la co-star del film Barbie l’uomo dell’estate 2023, nonché il riassunto di tutte le paturnie del maschio occidentale contemporaneo, che è ancora a tutti gli effetti il padrone del mondo e misura di praticamente tutte le cose, occupa ovunque quasi tutte le posizioni di potere e ha stipendi più alti. Ma siccome è stato costretto negli ultimi anni a concedere qualcosina a categorie che per millenni ha considerato inferiori, ora si sente conculcato, discriminato e incompreso come Ken dentro Barbieland, e così diventa bilioso e aggressivo e ogni tanto dà fuori di matto. La differenza è che almeno il fidanzato di Barbie è carino, capelluto e muscoloso, mentre i suoi emuli in carne e ossa in genere sono molto meno decorativi.
Lavoro povero: non serve il salario minimo se già ci pagano il minimo possibile
Uno dei temi più dibattuti del momento, specie fra chi fa lavori ricchi come il politico o l’opinionista, e ci ha messo un po’ a capire che l’espressione non indicava un lavoro povero di prospettive, di stimoli o di significato ideale, ma proprio il lavoro con una paga miserabile, cioè quello che fanno milioni di italiani, specialmente giovani e donne. La scoperta è stato un vero e proprio choc culturale da cui i politici devono ancora riprendersi. Lo dimostra l’iter accidentato della legge sul salario minimo, che per la destra non serve una legge, visto che i datori di lavoro già tendono a pagare i dipendenti il minimo possibile.
Masseria: viene quasi da rimpiangere il fasto padronale di villa Certosa
Da complesso di edifici rurali a buen retiro alla moda a teatro vacanziero del potere sovranista: la masseria pugliese ha aperto e chiuso l’estate politica, come ha osservato Michele Masneri sul Foglio: inaugurata dal “Forum” organizzato da Bruno Vespa a Manduria in giugno, si è chiusa con il recentissimo ultimo scorcio di ferie della premier, instagrammata dal cognatissimo Lollobrigida in una masseria fortificata di Ceglie Messapica mentre regge piattoni di prelibatezze locali in puro stile Linea verde. Viene quasi da rimpiangere il fasto padronale di villa Certosa, con il suo mix fra Vanzina e Trimalcione sdraiato su una Costa Smeralda ancora non démodé.
Natalità: riprodursi ormai è un hobby da benestanti attempati
Almeno d’estate, quando gli italiani che lavorano faticano a gestire pure i pochi figli che fanno, stante la chiusura trimestrale delle scuole e la carenza di servizi per l’infanzia, chi ci governa potrebbe astenersi dalle eterne lagne sul calo demografico e dagli impegni a favorire la natalità. Invece ha continuato a promettere la qualunque (sgravi fiscali, bonus, aiuti, incentivi all’assunzione delle plurimamme eccetera) sperando forse di illudere le coppie più credulone a mettere in cantiere un bebè durante le ferie. Niente da fare, oggi come oggi in Italia riprodursi resta un hobby alla portata solo di pochi benestanti attempati, come il bridge e il collezionismo d’arte. Intanto la sostituzione etnica è già sotto i nostri occhi: eravamo un popolo giovane dalla pelle perlopiù bianca, ora siamo un popolo di anziani pieni di tatuaggi.
Occupabile: caccia al maggiorenne under 60 che cazzeggia su TikTok
Aggettivo finora riservato ai sedili liberi in treno, alle toilette vuote o all’Ucraina vista da Putin, dopo l’abolizione via sms del reddito di cittadinanza (unica promessa mantenuta da questa destra) si applica alle persone. Occupabile è il maggiorenne under 60 che non ha familiari anziani, minori o disabili da accudire, e dunque se non ha ancora un’occupazione è solo perché non si dà da fare e usa il cellulare per farsi i video su TikTok anziché per cercarsi un lavoro squalificante a più di 30 chilometri da casa. Quindi agli occhi del governo è ancora meno stimabile di una toilette, il cui stato di occupabilità o di effettiva occupazione dipende dai bisogni dell’utenza e non viene addossato alla cattiva volontà della toilette. Dal prossimo autunno, pertanto, tutti gli occupabili dovranno accettare la prima offerta di lavoro «congrua», cioè che non preveda la marchiatura a fuoco e la catena al collo. E guai a parlare di «paga da fame»: come precisa un sms del ministero del Lavoro, diventerà «paga da digiuno intermittente».
Palermo: sarebbe più utile tagliare gli smartphone che gli uccelli
Per i commentatori l’argomento «stupro di gruppo» è come la traccia «una persona che non dimenticherò mai» nel compito d’italiano: il tema si scrive da solo, anche se non è quasi mai da nove o dieci. Così è stato per la violenza di Palermo contro una diciannovenne, che da giorni riempie i giornali dei consueti fervorini contro la mascolinità tossica/il narcisismo/la pornografia/il lassismo dei genitori/la latitanza delle forze dell’ordine. Essendo gli stupratori italiani doc, sui giornali di destra mancano le invettive xenofobe, mentre a sinistra si segnalano le prime voci pro-evirazione, di solito invocata da Salvini. A giudicare dalle modalità con cui avvengono queste violenze, in cui la vera libido è quella di vedersi e farsi vedere sul web mentre si stupra, per contrastarle sarebbe più utile tagliare gli smartphone che gli uccelli.
Queer: cerchiamo di essere una degna eco di Michela Murgia
Ci ha lasciato Michela Murgia, la Giordana Bruna (lei sì) che ha sfidato l’Inquisizione del patriarcato, adottando e rivendicando un pensiero, un aspetto e una vita privata «non conformi» e assumendosi col sorriso lo scomodo e pesante ruolo di donna che i sessisti amano odiare e che mettono su un rogo di parole, non potendo accenderne uno vero. Una ruolo per cui sarà molto difficile trovare una sostituta combattiva, intransigente e pacatamente indomabile come Murgia. Stai zitta! era il titolo di un suo libro e il sogno segreto di molti maschi quando le donne alzano la voce. Quella di Michela (anzi, di Kelledda, il diminutivo di bambina che lei amava) è ancora la più forte e sonora. Se non possiamo superarla, cerchiamo di esserne una degna eco.

Rincari: in attesa del supplemento aria-che-respiri
«Pagherete caro pagherete tutto»: nell’estate 2023 lo slogan di Lotta Continua è stato entusiasticamente adottato da bar e ristoranti delle località turistiche, scandito non in piazza ma a mezzo scontrini che addebitano euri o frazioni di euro per bicchieri d’acqua del rubinetto, forchette extra, dimezzamenti di toast o spolverate infinitesimali di cacao. «È lavoro, e il lavoro si paga,» sostengono risentiti i padroni che pagano i camerieri tre euro l’ora. Per ora il supplemento aria-che-respiri non è stato segnalato, ma la stagione non è ancora finita, né tantomeno l’avidità di certi esercenti.
Sapidus (Callinectes): prendete e mangiatene tutti
Ossia il granchio blu, specie invasiva e al tempo stesso buona da mangiare che sta prosperando nei nostri mari a danno delle specie autoctone. L’unica difesa è la lotta biologica, con noi umani nel ruolo della specie predatrice: il ministro della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida ha esortato gli italiani a ingozzarsi di granchio blu, sorvolando sulle sue origini californiane, e sia Giorgia Meloni sia Elly Schlein hanno dato il buon esempio ingurgitando piatti di Callinectes a beneficio di telecamere. Intanto i pescherecci tornano a riva ogni giorno con quintale di granchi blu destinati, si presume, a debordare prossimamente nella nostra dieta, a colazione, pranzo e cena. A ben vedere, il mestiere di divoratore, o, più elegantemente, smaltitore gastrico di Callinectes sapidus, potrebbe essere l’«offerta congrua» che permetterebbe a tanti occupabili di rendersi utili al Paese senza muoversi da casa, assicurando nel contempo a ciascuno la pancia piena e, col tempo, un paio di simpatiche chele frontali.
Torino (corna di): la coppia Seymandi-Segre ci ha fatto eccitare più di OnlyFans
Dobbiamo ringraziare i due irrequieti promessi sposi subalpini per averci regalato quello di cui tutti sentiamo il bisogno sotto l’ombrellone a Ferragosto: una bella storia di corna. Il ménage poligonale della coppia Seymandi-Segre, svelato da lui durante un party e provvidenzialmente divulgato da un ospite anonimo a mezzo video, ha fatto più chiasso della rottura Totti-Ilary del 2022, comarizzando un intero Paese, dalle grandi redazioni ai tavoli del cocomeraio, e rimbalzando fin sulle colonne del Times, forse perché tutta la faccenda, più che la solita farsa pecoreccia all’italiana, sembra una dark comedy di Alan Bennett. Nel frattempo i due colombi rilasciano dichiarazioni e chiarimenti a gettone: chi l’avrebbe detto che i giochetti privati di una coppia completamente vestita avrebbero eccitato il pubblico più delle copule di coniugi ignudi su OnlyFans?
Ucraina (vedi Zelensky)
Vannacci (generale): il fascio della divisa che esalta gli incel
Ovvero, il fascio della divisa, sirena irresistibile per l’incel (celibe involontario) italiano, convinto che tutti i suoi problemi relazionali ed esistenziali siano colpa di Vladimir Luxuria e Paola Egonu. Avendo ricevuto finora poca soddisfazione da Evita Melon (va’ tu a fidarti delle donne), il poveretto si getta trepidante fra le braccia dell’ultimo macho che ha ancora i peli sul petto e nessuno sulla lingua, e sa dire pene al pene e frocio al frocio – pazienza se afferma che «gli italiani sono bianchi da ottomila anni» con un soma da capotribù mauritano. Intanto il suo libro Il mondo al contrario (non lo scrivo in corsivo, carattere troppo effeminato) è primo in classifica su Amazon. Quali altri articoli visualizzano i clienti dopo aver acquistato questo articolo? 1) Mein Kampf 2) Set manganello-olio di ricino 3) Guida all’espatrio rapido.
Wagner: Prigozhin ridotto a mezza porzione di straccetti flambé
Nome gettonatissimo dell’estate 2023, non per un’edizione cult del festival di Bayreuth (che anzi pare sia in disarmo). Del resto non si parla di Richard, ma del sanguinario gruppo paramilitare russo che, per citare il Greggio d’antan, para militare ma, bada ben bada ben, è militare. Protagonista a fine giugno con la tentata marcia su Mosca, ha dato un suggestivo tocco wagneriano a questa fine agosto con un’inquietante Götterdammerung aerea che ne ha annientato i vertici, incluso il fondatore, Yevgeny Prigozhin, cuoco di Putin, macellaio degli ucraini e, nel finale, ridotto a mezza porzione di straccetti flambé. Dietro la strage ci sarebbe un complotto di accaniti melomani esasperati dalla vergognosa strumentalizzazione dell’autore del Lohengrin: stronzo era stronzo, ma non ha mai ammazzato nessuno.
X: Musk è pagato da Zuckerberg e Bezos per farli sembrare più intelligenti
Ormai è evidente la vera fonte della ricchezza di Elon Musk: da anni è lautamente pagato da Mark Zuckerberg, Jeff Bezos e altri megamiliardari insaziabili e sociopatici per farli sembrare personcine ragionevoli e misurate. Il suo capolavoro è stato prendersi Twitter e farci quel che un cucciolo indisciplinato fa con una ciabatta. Dopo averlo sbrindellato, sbatacchiato politicamente qua e là e averci pisciato sopra, ha staccato via con un morso il suo simbolo, l’uccellino, lasciando al suo posto una funerea X. Ma siccome l’ex Twitter è ancora il posto dove si augura la morte ai bebè che piangono in treno ma si trovano adorabili per le peggio marachelle dei cani, gli utenti si limitano a sospirare mentre gli pagano otto euro al mese per avere la spunta blu su un social network ormai obsoleto.
Zelensky: ormai ha stancato, la nuova star è Gigi Pescheria
L’Occidente si stanca alla svelta delle sue popstar. Così anche l’onnipresente leader ucraino, come la guerra che il suo Paese subisce da oltre due anni, ha finito per perdere appeal, anche perché la sua hit è sempre la stessa: «Datemi più armi». Forse questo spiega il successo internazionale del tiktoker Gigi Pisacane, pescivendolo di Torre Annunziata, stessa faccia di Zelensky ma diverso tormentone, «Buongiorno pescheriaaaa!». Il simpatico Gigi Pescheria, più di un milione di follower, quest’estate è diventato una celebrità anche a Kyiv, specie dopo il video in cui mette a posto una cliente che non gli vuole pagare la spesa. E c’è già chi pensa di affidare a lui l’apertura di un tavolo di trattative con Putin. Se dovesse finire a pesci in faccia, Gigi saprà gestire la situazione.
