Mondiali di nuoto, cade il record di Federica Pellegrini sui 200 sl

Ai Mondiali di Fukuoka è caduto il record più longevo del nuoto femminile, quello dei 200 m stile libero, che apparteneva a Federica Pellegrini. A batterlo è stata l’australiana Mollie O’Callaghan, che ha vinto la finale di specialità con il tempo di 1’52″85. Il 29 luglio 2009, ai Mondiali di Roma, la Divina aveva stabilito un nuovo primato con il tempo di 1’52″98. Sono passati 14 anni: un’eternità dal punto di vista sportivo.

Mondiali di nuoto, cade il record di Federica Pellegrini sui 200 sl. Nuovo primato dell'australiana O'Callaghan.
Il podio dei 200 sl (Getty Images).

Argento per Titmus, bronzo per Mcintosh

Per la 19enne O’Callaghan l’oro di oggi è il secondo individuale in carriera a livello assoluto, dopo quello dello scorso anno nei 100 sl. La nuotatrice del Queensland, due volte oro e una volta bronzo in staffetta alle Olimpiadi di Tokyo, ha preceduto la connazionale Ariarne Titmus (1’53″01). Bronzo per la canadese Summer Mcintosh, che con 1’53″65 ha stabilito il primato mondiale juniores.

Pellegrini, i complimenti a O’Callaghan con annesso annuncio della gravidanza

Pellegrini ha fatto i complimenti a O’Callaghan su Instagram, attraverso una clip in cui ha mostrato la pancia con su scritto: «Ce lo riprenderemo», annunciando di fatto così la gravidanza, dopo averla appena smentita di essere incinta sulla pagine di Repubblica. «Mi sembra tutto intollerabile e assurdo perché si parte sempre da un presupposto fisico che io non tollero», aveva detto a proposito del gossip sulla sua dolce attesa.

Belpietro si allea con l’eCampus di Polidori sulla formazione

È uno dei business del momento. Ha enormi margini di crescita, e percentuali di utili sul fatturato che attirano gli investimenti nel settore, come dimostrano le recenti acquisizioni del gruppo Multiversity guidato da Fabio Vaccarono e da Nextalia, il fondo di private equity che fa capo a Francesco Canzonieri. Se n’è accorto anche Maurizio Belpietro, tanto da aver deciso di allargare alla formazione lo spettro di attività della sua casa editrice.

Sponsale dell’intesa tra Belpietro e Polidori è stato Livolsi, ex ad Fininvest e stretto collaboratore di Berlusconi

Così il direttore de La Verità ha stretto una alleanza con la eCampus, l’università telematica della famiglia Polidori (Cepu, Scuola Radio Elettra e la famosa Link University un tempo fucina del grillismo tra i marchi in portafoglio) per lavorare insieme su attività di formazione tradizionale, per esempio una scuola di giornalismo sul modello della academy esistenti (Rcs, Sole24Ore le più note), e sull’online usando le testate verticali in portafoglio (Cucina Moderna, Casa Facile, Donna Moderna, Star bene, etc) che potrebbero sfruttare il loro radicato posizionamento per affiancare alla parte giornalistica la formazione. Sponsale del matrimonio tra Francesco Polidori e il Belpietro una vecchia conoscenza della finanza milanese, Ubaldo Livolsi, che fu per lungo tempo ad di Fininvest e stretto collaboratore di Berlusconi prima di mettersi in proprio e fondare la Livolsi & Partners. Sua l’idea di mettere attorno a un tavolo l’editore de La Verità e la famiglia di Città di Castello che, oltre al fondatore Francesco, vede impegnati anche i figli Martina e Pietro Luigi che si occupano del Cepu. Il berlusconismo deve essere stato un buon collante per far nascere l’alleanza, visto che anche Francesco, dopo aver tentato l’avventura politica in proprio fondando il partito Fdu- Federalismo democratico umbro, era diventato un supporter del Cavaliere.

Belpietro si allea con l'eCampus di Polidori sulla formazione
Ubaldo Livolsi (Imagoeconomica).

Polidori potrebbe entrare con una quota di minoranza ne La Verità

Naturalmente da cosa nasce cosa. E anche se al momento la questione è stata appena accennata, Livolsi lavora per portare l’intesa da industriale a vera e propria partnership di capitale. Polidori infatti potrebbe entrare con una quota di minoranza ne La Verità, rafforzando così la compagine anche in vista dei nuovi progetti. Sul giornale di Belpietro, come è noto, aveva messo gli occhi la famiglia Angelucci, che dopo Libero e Il Giornale voleva completare la sua campagna acquisti a Nord prendendosi anche la creatura del loro ex direttore a Libero, che licenziarono con modi maldestri e furono costretti dal tribunale del lavoro a pagargli una montagna di soldi. Praticamente fornirono al giornalista una grossa fetta della liquidità necessaria a mettersi in proprio e fondare la sua casa editrice.

Tre metri sopra il cielo stasera su La5: trama, cast e curiosità

Stasera 26 luglio 2023 andrà in onda la pellicola intitolata Tre metri sopra il cielo, alle ore 21.10 su La5. Il film romantico è stato diretto da Luca Lucini mentre la sceneggiatura è stata scritta da Federico Moccia in collaborazione con Teresa Ciabatti. Nel cast ci sono Riccardo Scamarcio, Katy Louise Saunders, Mauro Meconi e Maria Chiara Augenti.

Tre metri sopra il cielo è il film che andrà in onda stasera su La5, ecco la trama, il cast e le curiosità.
Riccardo Scamarcio in una scena (Twitter).

Tre metri sopra il cielo, trama e cast del film in onda stasera 26 luglio 2023 su La 5

La trama del film racconta la storia di Babi (Katy Louise Saunders), la classica studentessa modello che ha la testa sulle spalle e nonostante sia giovane si dimostra già molto matura. Babi frequenta la borghesia impreziosita di Roma e le sue giornate si dividono tra studio, amici e feste, alle quali riceve tante proposte dai suoi corteggiatori. Tuttavia, la giovane non vuole relazioni fugaci, aspetta il suo principe azzurro e parla spesso dei suoi sentimenti con l’amica del cuore Pallina (Maria Chiara Augenti). Parallelamente a Babi, vive Step (Riccardo Scamarcio).

Step proviene da una famiglia altolocata di Roma, ha appena 19 anni ma vive una situazione completamente diversa da quella della studentessa modello. Infatti, il giovane è scappato di casa dopo che i suoi genitori hanno litigato ed è diventato un mascalzone, sempre impegnato in affari ambigui e poco legali. Step ama trascorrere del tempo insieme ai suoi amici teppisti, in particolare insieme al suo migliore amico Pollo (Mauro Meconi), e adora prendere parte a pericolose corse clandestine. I due protagonisti, Step e Babi, così diversi tra loro, finiranno per incontrarsi dando vita a un amore osteggiato ma profondamente sincero.

Tre metri sopra il cielo, 5 curiosità sul film 

Tre metri sopra il cielo, il film tratto da un romanzo famoso

Questo progetto cinematografico è tratto dal famoso romanzo omonimo di Federico Moccia, scrittore che ha collaborato anche alla sceneggiatura. Il romanzo debuttò nel 1992 e venne ristampato nel 2004 dopo l’enorme successo del film, diventato un cult tra gli adolescenti.

Tre metri sopra il cielo, il sequel e il remake della pellicola

Tre metri sopra il cielo ha avuto un sequel nel 2007 intitolato Ho voglia di te, tratto sempre da un romanzo di Federico Moccia. Nel 2010, poi, è stato realizzato Tres metros sobre el cielo, remake della pellicola in spagnolo del regista Fernando Gonzalez Molina con Maria Valverde, Mario Casas e Diego Martin.

Tre metri sopra il cielo, il premio vinto da Riccardo Scamarcio

Riccardo Scamarcio ebbe un successo eccezionale grazie a tale pellicola. Non a caso, nel 2004 vinse il premio Globo d’oro come Miglior attore rivelazione. Dopo questo film ha recitato in produzioni nazionali e internazionali come Romanzo criminale di Michele Placido, To Rome with Love di Woody Allen, Pasolini di Abel Ferrara e John Wick 2 di Chad Stahelski.

Tre metri sopra il cielo è il film che andrà in onda stasera su La5, ecco la trama, il cast e le curiosità.
L’attore Riccardo Scamarcio (Getty Images)

Tre metri sopra il cielo, la moto speciale usata dal protagonista

Il personaggio di Step, interpretato da Riccardo Scamarcio, nel film utilizza una moto Ghezzi-Brian Furia. Si tratta di un’edizione speciale rara e d’autore creata su motore Moto Guzzi. Si può riconoscere subito per la particolarità dei due fari anteriori sovrapposti.

Tre metri sopra il cielo, una canzone speciale per il lungometraggio

La colonna sonora del film è Sere Nere di Tiziano Ferro. Anche grazie al successo del lungometraggio, il brano diventò una hit incredibile e restò in vetta alla classifica italiana per nove settimane.

Per il 34,7 per cento degli italiani si fa troppo allarme sul riscaldamento globale

Il riscaldamento globale è un argomento di cui si parla tanto e in modo confuso, alimentando cattiva informazione, catastrofismo e persino negazionismo. Il 34,7 per cento degli italiani è convinto che ci sia un allarmismo eccessivo sul cambiamento climatico e il 25,5 per cento ritiene che l’alluvione di quest’anno sia la risposta più efficace a chi sostiene che si sta progressivamente andando verso la desertificazione.

Il 16,2 per cento della popolazione italiana è negazionista rispetto al cambiamento climatico

I negazionisti, che sono convinti che il cambiamento climatico non esista, sono il 16,2 per cento della popolazione. Percentuale che sale al 18,3 per cento tra i più anziani e al 18,2 per cento tra i meno scolarizzati. Si legge nel Rapporto Ital Communications-Censis Disinformazione e fake news in Italia. Emerge poi – si legge nel rapporto – all’interno del corpo sociale una comprensibile preoccupazione per la sostenibilità economica della transizione ecologica che, secondo il 33,4 per cento della popolazione, richiederebbe sforzi e investimenti economici che in questa fase non ci possiamo permettere e che ci costringerebbero a fare un passo indietro negli standard di benessere e qualità della vita ormai acquisiti. Si tratta di un’opinione che arriva al 51,5 per cento tra chi ha al massimo la licenza media, è del 37,8 per cento delle donne e del 36,6 per cento tra gli over 64 anni.

L’importanta della transizione ecologica: il parere degli esperti

«In realtà, questa convinzione è confutata dalle più accreditate analisi previsionali», si ricorda nel rapporto, «che rivelano che la transizione ecologica creerà moltissimi posti di lavoro, e, soprattutto, che nel medio periodo ci condurrà verso uno scenario di maggiore sviluppo economico».

Censis, per il 76,5 per cento degli italiani è più difficile scoprire le fake news

Aumentano paure e timori di non essere in grado di riconoscere disinformazione e fake news. Il 76,5 per cento degli italiani ritiene che le fake news siano sempre più sofisticate e difficili da scoprire, il 20,2 per cento crede di non avere le competenze per riconoscerle e il 61,1 per cento di averle solo in parte. Ma il 29,7 per cento nega l’esistenza delle bufale e pensa che non si debba parlare di fake news, ma di notizie vere che vengono deliberatamente censurate dai palinsesti che poi le fanno passare come false.

Censis: «Tra i negazionisti delle fake news soprattutto i più anziani»

È quanto si legge nel terzo Rapporto Ital Communications-Censis Disinformazione e fake news in Italia. Il sistema dell’informazione alla prova dell’Intelligenza Artificiale. Tra i negazionisti delle fake news, aggiunge il rapporto, ci sono in particolare i più anziani (35,8 per cento tra gli over 64) e chi ha un basso livello di scolarizzazione (il 40,4 per cento di chi ha al massimo la licenza media è d’accordo). L’89,5 per cento degli italiani pensa che sia necessario creare un’alleanza stabile tra tutti gli stakeholder che hanno interesse a far circolare un’informazione attendibile e di qualità, per diffondere una maggiore consapevolezza sui pericoli della cattiva informazione e innalzare le competenze della popolazione.

Salario minimo, lo strappo di Forza Italia costringe gli alleati all’inseguimento

Alla fine il salario minimo spacca la maggioranza e tiene unite le opposizioni. Un inedito dall’inizio della legislatura dove, salvo qualche incidente, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno marciato come un sol uomo e Pd, M5s, Avs e Terzo polo si sono divisi praticamente su tutto. A rompere il fronte della maggioranza ci hanno pensato gli azzurri che in un quadro tutto sommato definito – con la decisioni di non votare l’emendamento soppressivo e rinviare la discussione a settembre già di fatto prese – ha messo sul tavolo una proposta propria, senza alcuna condivisione con gli alleati. Sul tema il centrodestra si è trovato scoperto e dopo un’iniziale netta contrarietà ha man mano cambiato posizione, anche alla luce dei sondaggi secondo i quali la maggioranza degli italiani si dice favorevole alla misura. Insomma, dopo aver subito l’agenda dalle opposizioni, la maggioranza era riuscita comunque a metterci una pezza, come si suol dire. Martedì mattina era arrivata l’apertura in chiaro della premier Giorgia Meloni. «Il salario minimo», aveva detto a Rtl 102.5, «è un bel titolo, funziona molto bene come slogan, ma nella sua applicazione rischia di creare dei problemi». Di qui la necessità di «aprire un confronto» anche «con l’opposizione». E in serata con il mancato voto all’emendamento soppressivo e il rinvio a settembre – che sarà certificato giovedì in Aula – aveva preso tempo per elaborare una proposta propria.

Salario minimo, lo strappo di Forza Italia costringe gli alleati all'inseguimento
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

La proposta di Forza Italia e il nodo delle coperture

In pieno pomeriggio, però, il gruppo azzurro alla Camera ha convocato una conferenza stampa con i vertici, tra cui il segretario nazionale e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il capogruppo a Montecitorio Paolo Barelli per presentare una propria proposta. Due i punti principali: l’applicazione alle attività lavorative non coperte da un contratto collettivo nazionale del salario previsto dal Ccnl leader per il settore di riferimento oppure, dove non vi sia uno specifico settore di riferimento, l’applicazione del salario equivalente alla media dei principali contratti collettivi nazionali dei settori lavorativi affini. La proposta – a prima firma Barelli – punta anche a sostenere i salari più bassi, prevedendo per i lavoratori dipendenti con reddito non superiore a 25 mila euro, la detassazione della tredicesima, del lavoro straordinario e di quello notturno, nel limite massimo di 5 mila euro annuo per ciascun beneficiario. La misura sarebbe strutturale e non una tantum. Per questa si prevede lo stanziamento di 1 miliardo di euro. La copertura tecnica al momento è di 700 milioni di taglio lineare alla spesa dei ministeri e 300 milioni a carico del fondo sociale per la formazione e l’occupazione.

Salario minimo, lo strappo di Forza Italia costringe gli alleati all'inseguimento
Antonio Tajani e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Dopo giustizia e nucleare, gli azzurri continuano a ballare da soli

Gli alleati hanno appreso dell’iniziativa dalle agenzie. Qualche parlamentare di FdI si è lasciato scappare un «non ne sapevamo niente, siamo arrabbiati» (per usare un eufemismo). Non a caso chi segue il dossier dalle parti di Fratelli d’Italia ha reagito sfoderando lo stesso argomento utilizzato per criticare la proposta delle opposizioni. Pd, M5s, Avs e Azione, nel proprio testo, hanno infatti previsto un incentivo alle aziende che pagano al momento stipendi sotto i 9 euro l’ora senza però specificare dove reperire le risorse. Così, per il testo di Forza Italia si mette il dito nei costi: le coperture sono giudicate deboli. È lo stesso Tommaso Foti poi ad affidare ai tg la linea dei meloniani. «Sul Salario minimo il centrodestra ha sempre ritenuto un errore fissare la retribuzione oraria. Siamo convinti, invece, che i contratti pirata si superino estendendo agli stessi quelle che sono le norme dei contratti collettivi nazionali di lavoro più applicati». Che a ben vedere è la stessa linea di Forza Italia il cui scatto in avanti ha costretto gli alleati a un inseguimento. Ma l’iniziativa mira anche a disarticolare il fronte delle opposizioni. Carlo Calenda ha subito apprezzato l’iniziativa azzurra, mentre dalle parti del Pd si fa notare che la proposta, sulla parte dei contratti, riprende il progetto dell’ex ministro del Lavoro, il dem Andrea Orlando. Difficile quindi per loro alzare le barricate. Anche sul Salario minimo, comunque, si conferma la tendenza di Forza Italia a ballare da sola. Dopo la giustizia e il nucleare si aggiunge il Salario minimo. Del resto in vista delle Europee, quando si voterà con il proporzionale puro, ognuno si muove da solo. E il gran ballo azzurro è da tempo iniziato.

 

Meteo, ultimi forti temporali e temperature in calo di 13 gradi al Sud

L’Italia è ancora divisa in due. Ma, dopo gli ultimi violenti temporali soprattutto nel Settentrione, grazie ai venti più freschi settentrionali che spazzeranno via del tutto la calura opprimente dell’anticiclone africano Caronte, le temperature caleranno anche di 13 gradi mettendo uno stop a caldo e afa che hanno dominato al Sud nelle ultime settimane.

Ancora elevate probabilità di grandine

Sono ancora elevate le probabilità di grandine di grosse dimensioni associate a forti raffiche di vento fino a 120-130 km/h. Nel dettaglio, mercoledì 26, al Nord, salvo rovesci residui anche intensi al Nord-Est, le temperature saranno nella media; al Sud, invece, previsti piovaschi su Basilicata e Puglia e sole nelle altre regioni. Ma il caldo sarà in attenuazione. Giovedì 27 e venerdì 28, infine, a Nord, Centro e Sud si prevedono belle giornate con temperature accettabili.

Messi, tre reti in due partite: l’Inter Miami si gode il sette volte Pallone d’oro

Leo Messi ha messo a segno tre goal in due presenze con l’Inter Miami. Dopo la rete su punizione nel recupero del match contro il Cruz Azul, nella prima partita in Coppa di Lega, ieri sera Lionel Messi ha fatto anche meglio, segnando una doppietta all’Atlanta United nel 4-0 con cui la franchigia della Florida ha colto il suo secondo successo consecutivo. Il campione del mondo ha aggiunto anche un assist per Robert Taylor, a sua volta autore di due reti. Il suo apporto ha fatto scoccare una scintilla nella squadra, ultima nella classifica MLS prima del suo arrivo.

Lionel Messi con la nuova maglia dell’Inter Miami (Getty)

Vip allo stadio: sugli spalti LeBron James e Serena Williams

Intanto la Messi-mania monta tra i tifosi in Florida, compresi i vip che ormai sono una presenza costante nell’impianto di Fort Lauderdale. Oltre a David Beckham, presidente della squadra, presenti anche LeBron James, Serena Williams fino all’immancabile Kim Kardashian. «Giocare con lui è un sogno che si avvera Porta cosi tanta qualità in campo che ne beneficiamo tutti», ha commentato il compagno di squadra Robert Taylor.

The Weeknd in concerto a Milano 26 e 27 luglio: scaletta e apertura cancelli

Abel Tesfaye alias The Weeknd approda in Italia per un doppio concerto sold out del suo Till Dawn Tour. La popstar, protagonista sul piccolo schermo nella discussa serie The Idol, il 26 e il 27 luglio sarà all’Ippodromo Snai La Maura di Milano, dove sono attesi circa 160 mila spettatori che hanno polverizzato i biglietti in sole 24 ore dall’annuncio. L’apertura dei cancelli, come riporta il sito di Live Nation, è prevista per le 14.30, ma i possessori dei pacchetti Early Enrty e Lounge riceveranno informazioni dettagliate via mail. Alle 18.45 sarà sul palco Mike Dean, producer americano che ha lavorato con The Weeknd al brano The Lure. Alle 19.30 poi toccherà al dj canadese Kaytranada, già autore di due album in carriera. Il re della serata arriverà invece alle 21 circa per un concerto di due ore dove interpreterà oltre 30 canzoni.

La popstar The Weeknd arriva in Italia per due concerti a Milano. Spettacolo sul palco con enormi robot e raggi laser. Le info sul live.
L’enorme robot umanoide e la luna sul palco di The Weekend (YouTube).

The Weeknd a Milano, gli effetti speciali della scenografia nei live

Come testimoniano le altre tappe del tour, per i suoi live The Weeknd mette in piedi un vero e proprio show non solo musicale, ma anche visivo. Il palco presenta infatti un mondo post-apocalittico con una città in rovina e grattacieli pericolanti. Fra questi la Cattedrale di San Paolo, la CN Tower di Toronto e l’Empire State Building newyorkese. Lo stesso artista, durante un’intervista ai media americani, ha definito il concerto come «un viaggio attraverso un cataclisma cosmico che affligge la Terra». L’azione si svolge però principalmente su una lunga passerella, che si estende per quasi tutta l’area dell’evento e ospita un robot umanoide e una luna di dimensioni colossali. I fan riconosceranno facilmente l’androide che compare nel videoclip ufficiale del brano Echoes of Silence, che però non dovrebbe finire in scaletta. Con The Weeknd, che indossa quasi sempre una maschera metallica, un intero corpo di ballo in abiti bianchi.

Ancora ignota la scaletta ufficiale, anche se non dovrebbe discostarsi molto da quella delle altre tappe del tour in Europa. The Weeknd interpreterà i successi Take my Breath e Sacrifice, senza dimenticare How Do I Make You Love Me?, Can’t Feel My Face e Lost in the Fire. Non mancheranno poi Save Your Tears, Less than Zero e soprattutto Blinding Lights, il singolo più riprodotto di sempre su Spotify. Abel Tesfaye canterà anche alcune cover di importanti artisti e rapper americani. Probabile la presenza in scaletta di Crew Love, hit di Drake del 2011, e di Hurricane di Kanye West. E ancora, i fan potranno cantare a squarciagola I Feel It Comin’ pubblicato con la collaborazione dei Daft Punk e Moth to a Flame, che vanta il sound degli Swedish House Mafia.

Traffico di sostanze dopanti, maxi operazione del Nas di Cagliari: 19 indagati

Cinque persone sottoposte alla misura dell’obbligo di dimora, 19 indagati, oltre 90 mila euro di farmaci anabolizzanti e dopanti sequestrati. Sono i numeri dell’operazione condotta dai carabinieri del Nas di Cagliari, con la collaborazione dei colleghi di Sassari e Milano, che ha smantellato un gruppo criminale specializzato nell’importazione e nello spaccio di sostanze dopanti e anabolizzanti che operava in tutta la Sardegna.

Tra le accuse traffico clandestino di farmaci e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti

I cinque destinatari dei provvedimenti restrittivi, tutti sardi come gli altri indagati, sono accusati a vario titolo di «traffico clandestino di farmaci ad azione anabolizzante e stupefacente al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti», «detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti», «ricettazione», «importazione illecita di medicinali» e «abusivo esercizio della professione di medico/sanitaria avendo prescritto programmi alimentari e terapie mediche a numerosi atleti». Le indagini dei militari del Nas, coordinati dalla maggiore Nadia Gioviale, sono partite nel 2021 a seguito dell’arresto a Cagliari di un personal trainer e di un body builder bloccati mentre smerciavano farmaci anabolizzanti.

Le indagini che hanno rivelato il modus operandi degli indagati

Dopo gli arresti scattarono cinque perquisizioni nel corso delle quali furono sequestrati altri farmaci e supporti informatici. Gli accertamenti tecnici hanno consentito di «ricostruire il modus operandi dei diversi indagati», spiegano dal Nas, «rilevando che le sostanze dopanti, una volta illecitamente importate dall’estero in Italia, sarebbero commercializzate sin dal 2019 sull’intera isola, per poi essere destinate ad altri venditori, a sportivi e atleti che le assumevano per migliorare le proprie prestazioni in occasione di gare agonistiche o anche solamente per il miglioramento estetico della propria condizione fisica».