Per la prima volta dal maggio 2021, Nelly Korda è tornata ad essere la regina del golf femminile. Con il 9/o posto nell’Amundi Evian Championship, l’americana ha relegato al 2/o posto del world ranking la sudcoreana Jin Young Ko.
Chi è Nelly Korda
Per la quinta volta in carriera sul trono, la Korda, 25enne di Bradenton (Florida), ha trascorso in totale 36 settimane da numero uno. Medaglia d’oro ai Giochi di Tokyo, nella lista Forbes 30 Under 30 2022: sports, è figlia e sorella d’arte. Cresciuta in una famiglia di sportivi e di campioni, Nelly e sua sorella Jessica, anche lei campionessa sul green, partecipando alle Olimpiadi di Tokyo hanno emulato la mamma Regina Rajchrtova che, nel 1988 alle Olimpiadi di Seoul, ha rappresentato la Cecoslovacchia nel tennis. Se non fosse stato per la rinuncia di Sebastian, i Korda sarebbero stati tre nell’ultima rassegna a cinque cerchi. Il fratello, però, tennista come i genitori (il papà Petr vinse nel 1998 l’Australian Open), ha preferito saltare l’appuntamento di Tokyo per preparare al meglio lo Us Open.
L’australiano Robert ‘Rob’ Stannard è stato sospeso per aver violato le norme anti-doping e salterà i Mondiali di ciclismo su strada in programma domenica a Glasgow. Il corridore della Alpecin-Deceuninck ha sottolineato che le accuse che gli sono state rivolte fanno riferimento a più di quattro anni fa e ha negato qualsiasi addebito.
Le parole di Stannard dopo la sospensione
Stannard in un comunicato ha affermato: «Sono stato informato dall’Uci che ha considerato che io abbia trasgredito le regole anti-doping oltre quattro anni fa. Io non ho mai fatto uso di sostanze vietate, né volontariamente né inconsapevolmente, e domanderò che il mio caso sia sottoposto al giudizio del Tribunale Anti-doping dell’Uci». Il 24enne australiano avrebbe dovuto partecipare alla gara iridata in Scozia. La Federazione australiana di ciclismo ha sottolineato: «Sfortunatamente la sospensione provvisoria significa che Stannard non potrà gareggiare ai Campionati del mondo di Glasgow».
Robert Stannard nel 2022 (Getty Images).
Perché Rob Stannard è stato sospeso
L’Unione Ciclistica Internazionale ha sospeso in via precauzionale il ciclista australiano per «utilizzo di metodi e/o sostanze proibite». Ora Stannard è sospeso, anche se non in via definitiva, in attesa di altre istruttorie. La squadra belga di cui fa parte il ciclista australiano in un comunicato ha dichiarato: «Alpecin-Deceuninck prende atto del fatto che UCI valuta che Stannard ha commesso una violazione delle regole anti-doping nel 2018 e 2019». Il ciclista è entrato nella squadra Alpecin-Deceuninck l’1 gennaio 2022 con un accordo biennale. Il gruppo ha quindi dichiarato di rispettare la decisione, ma di voler sentire tutte le parti: il corridore, la sua agenzia e la UCI (Unione Ciclistica Internazionale).
Si è preso tutto il tempo che serviva anche per decidere di dire basta. Gigi Buffon ha dato l’addio al calcio dopo averci pensato per tutto il periodo delle vacanze e avere pure lasciato passare la prima parte della fase precampionato del Parma. Aveva ancora un anno di contratto con la società emiliana, ma quella stagione ulteriore deve essere parsa di troppo anche a uno come lui, che di stagioni in più se n’è concesse parecchie. E per capire basta guardare alcuni dati. Il portiere campione del mondo con la nazionale azzurra ai Mondiali di Germania del 2006 smette all’età di 45 anni, ben 17 anni dopo il trionfo di Berlino. E adesso che può fermarsi e guardarsi intorno scopre quale scarto vi sia fra lui e tutti coloro che parteciparono a quella campagna vittoriosa. Tutti infatti hanno intrapreso da un pezzo una nuova vita. Che per lui invece comincia soltanto ora e presenta dimensioni ancora tutte da scoprire. Per tutti gli altri campioni del mondo 2006 il futuro è già da un pezzo dietro le spalle. Per lui invece arriva tardi perché in tutti questi anni lo ha parato allo stesso modo in cui ha parato gli attacchi alla porta della Juventus e poi del Parma. E adesso che si trova parecchio fuori corso per organizzare la fase post-agonistica della parabola personale, scopre di avere maneggiato il tempo a modo proprio. Dicendo basta soltanto quando ha sentito di non farcela più, non quando chiunque altro l’avrebbe ritenuto opportuno.
Buffon bacia la coppa del mondo a Berlino nel 2006 (Getty Images).
Il rifiuto del contratto biennale da 30 milioni offerto dall’Arabia Saudita
Il suo addio al calcio è stato un tormentone di tutte le ultime estati. Classe 1978, Gianluigi Buffon da Carrara gioca ai massimi livelli da quando aveva soltanto 17 anni, stagione 1995-96. Da allora sono passati 27 anni, trascorsi ai massimi livelli ma anche con la disponibilità ad accettare il declassamento, se necessario. Come era successo con la Juventus, quando da fresco campione del mondo accettò di seguire in Serie B la squadra appena retrocessa a tavolino in seguito allo scandalo di Calciopoli. E come è tornato a fare due anni fa, estate 2021, quando dopo aver chiuso il lungo percorso juventino ha voluto rimettere piede nella serie cadetta per tentare di riportare in Serie A il Parma, la squadra che lo aveva lanciato nel grande calcio. Cuore e passione, in questa scelta di passare dagli stadi della Champions League a quelli della provincia italiana profonda. Un monumento vivente che non si arrende al tempo e accetta di andare in giro per i circuiti minori piuttosto che lasciarsi musealizzare. E se alla fine anche i calciatori come lui dicono basta, rimane quell’immagine scanzonata da eterno ragazzo che ha cercato in tutti i modi di rinviare l’appuntamento con la sua vita dopo. Che questa fosse l’estate giusta per vederlo accadere, era ormai una sensazione molto forte. E in quel ritardo nel pronunciare l’esito della sua decisione c’era il segno di una stanchezza che ormai prendeva il sopravvento. Ma intanto che il tempo scorreva, si diffondevano le ipotesi che parevano allontanare ancora di almeno un anno la decisione di appendere i guanti al chiodo. Soltanto un mese fa, ai primi di luglio, si era diffusa la notizia di un’offerta giunta dall’Arabia Saudita. In questa folle estate che vede i sauditi impegnati a costruire un campionato nazionale capace di rivaleggiare con le principali leghe europee, a Buffon è giunta un’offerta da 30 milioni di euro con contratto biennale. Proposta declinata, con effetto di accendere a Parma, società e tifoseria, la speranza che il portiere volesse portare il contratto in essere fino alla scadenza del 30 giugno 2024. E invece non era così. Buffon aveva esaurito le energie per il calcio giocato. Il rifiuto opposto all’offerta araba è stato il penultimo atto prima dell’addio all’attività agonistica.
Buffon dopo la sconfitta con il Real alla finale di Champions nel 2017 (Getty Images).
Buffon verso la nomina a capo delegazione azzurro, ruolo che fu di Vialli
Dopo che la notizia della conclusione di carriera è stata resa ufficiale, ne è arrivata un’altra nell’immediato. Buffon non ha bisogno d’inventarsi una nuova carriera, di cercarsi un altro lavoro, perché l’avrebbe già trovato. Viene dato per scontato che il ruolo di capo-delegazione della nazionalesia destinato a lui. Di fatto, Gigi Buffon dovrà continuare a fare il Gigi Buffon. Cioè il leader di un gruppo che lo ascolta perché gli riconosce carisma. Così è stato per decenni nello spogliatoio, così sarà nel lavoro di raccordo fra federazione, squadra e staff tecnico. Si tratta del ruolo che fino a pochi mesi fa era ricoperto da Gianluca Vialli, altra figura di ex calciatore il cui carisma è stato unanimemente riconosciuto dal calcio italiano. A quel ruolo Buffon arriverebbe portandosi dietro l’etichetta di “portiere più forte di tutti i tempi”. Lo è stato davvero? Domanda impegnativa e risposta difficile. Il mestiere di portiere ha dato alla storia interpreti che sono rimasti nella memoria, e rimanendo al caso italiano c’è un’altra figura come quella di Dino Zoff che legittimamente potrebbe competere per quel titolo. Ma certamente Buffon è stato fra i più grandi di ogni epoca. Lo è stato in campo fino a soltanto un mese fa. Adesso bisognerà lasciar fare alla Storia il suo lavoro, perché gli assegni la giusta collocazione. Lui invece rimane nella cronaca. Il ritorno in azzurro, sia pure in ruolo diverso, lo lascia sotto i riflettori. Il futuro ha tardato a arrivare e poi è passato in un attimo.
Sta per concludersi la carriera in campo di Gianluigi Buffon, portiere del Parma, ex Juve e campione del mondo nel 2006. Il n.1 della squadra emiliana, 45 anni compiuti lo scorso gennaio, ha ancora un anno di contratto ma nei prossimi giorni il suo procuratore incontrerà i dirigenti parmensi per la rescissione.
Il possibile futuro in nazionale come capo delegazione
Una volte risolte e sbrigate le questioni burocratiche, potrebbe perfezionarsi l’accordo ufficiale che riguarderebbe il futuro dell’ex portiere della Juventus: un ruolo nella nazionale italiana come capo delegazione.
OFFICIEL : Plusieurs sources italiennes confirment que le légendaire gardien italien de la Juventus et de la Squadra Azzurra, Gianluigi Buffon a décidé de prendre sa retraite à l'âge de 45 ans après 28 saisons professionnelles sous les maillots de Parma, de la Juve et du PSG. pic.twitter.com/7OjIR1z3m7
L’ucraina Elina Svitolina non ha stretto la mano alla bielorussa Victoria Azarenka al termine dell’incontro al torneo Wta di Washington ma gli organizzatori hanno avvisato precedentemente il pubblico per evitare fischi e polemiche come accaduto allo scorso torneo di Wimbledon. La Svitolina si è imposta 7-6 (7-2) 6-4 al primo turno del torneo statunitense. La tennista ucraina rifiuta di stringere la mano agli avversari russi e bielorussi dallo scoppio della guerra in Ucraina.
Elina Svitolina (Getty).
L’avviso degli organizzatori con un messaggio al pubblico
Stavolta, però, gli organizzatori del torneo hanno deciso di mostrare sul tabellone un messaggio preannunciando che il saluto tra le atlete a fine match non ci sarebbe stato. «È la cosa giusta», ha detto Elina Svitolina. «Ho chiesto alla Wta di rispettare la decisione degli ucraini e l’hanno fatto».
Azarenka: «Rispetto la posizione»
«Andiamo avanti. Giochiamo una partita di tennis. Come ho detto a Wimbledon, accetto e rispetto la posizione. Questo è tutto», ha detto la Azarenka sottolineando polemicamente che l’avviso ai fan è arrivato «18 mesi troppo tardi». Alla fine dell’incontro, quindi, entrambe le giocatrici si sono ignorate e sono andate direttamente fuori dal campo.
Victoria Azarenka (Getty).
A giugno le polemiche tra Svitolina e Sabalenka
Il messaggio mostrato sul maxischermo al pubblico ha fatto sì che il match si chiudesse senza polemiche. Quasi due mesi fa, al Roland Garros, non è stato così quando Svitolina ha superato la bielorussa Aryna Sabalenka e non le ha stretto la mano dopo l’ultimo punto. Quest’ultima è rimasta ad aspettarla alla rete, tra i fischi del pubblico. L’ucraina poco dopo in conferenza stampa è stata lapidaria: «Non so cosa stesse aspettando, perché le mie dichiarazioni sul non dare la mano erano state abbastanza chiare. Forse non ha i social».
Ai mondiali di scherma il caso Kharlan
Ancora più recenti, invece, le polemiche sulla scelta della campionessa del mondo di sciabola, l’ucraina Olga Kharlan. Ai mondiali di scherma, pochi giorni fa, ha superato 15-7 la russa Anna Smirnova, ma non le ha stretto la mano dopo l’incontro. Kharlan è stata inizialmente squalificata ma 24 ore dopo è arrivato il dietrofront.
Maria Sole Ferrieri Caputi è stata designata per arbitrare Marocco-Colombia, incontro del girone H ai Mondiali femminili di calcio in corso in Australia e Nuova Zelanda che si svolgerà giovedì prossimo, 3 agosto, a Perth.
Italiana anche una delle due assistenti
Nata a Livorno il 20 novembre 1990, Ferrieri Caputi non sarà l’unica italiana in campo. Con lei ci sarà anche Francesca Di Monte, che sarà una delle due assistenti. Per Ferrieri Caputi e Di Monte è il secondo impegno ai Mondiali, dopo la direzione di Giappone-Costarica.
Maria Sole Ferrieri Caputi (Ansa)
Colombia in vantaggio
La Colombia è in vantaggio dopo la vittoria contro la Germania nel finale di gara (2-1). I colombiani hanno tre punti di vantaggio sui diretti avversari. Anche solo un pareggio, quindi, assicura il primo posto alla Colombia.
Un giovane ciclista della nazionale statunitense di mountain bike è morto dopo essere stato investito da un’auto durante l’allenamento. Magnus White aveva appena 17 anni e si stava preparando per competere al Mondiale di categoria a Glasgow, in programma per il mese di agosto. Secondo le prime ricostruzioni, come riporta anche la Bbc, era in sella alla sua bicicletta a Boulder, in Colorado, non lontano dalla propria abitazione quando una vettura lo ha centrato sulla carreggiata. Il ricordo dalla Usa Cycling che ha dato la notizia della morte: «Era un astro nascente del ciclismo con una grande passione per le corse».
Magnus White durante una gara (Usa Cycling, Facebook).
La dinamica dell’incidente che ha ucciso il giovane talento della mountain bike
Secondo il Daily Mail, l’incidente si sarebbe verificato intorno alle 12.30 ora locale di sabato 29 luglio. White era in sella alla sua mountain bike quando una donna di 23 anni, al volante di una Toyota Matrix, lo avrebbe tamponato da dietro. L’impatto ha sbalzato il giovane ciclista fuori strada dove si è schiantato contro una recisione. La polizia del Colorado ha escluso l’alta velocità e l’alcool fra le cause dell’impatto, forse colpa di una distrazione alla guida. «Magnus White era una nuova stella della mountain bike», ha scritto la Usa Cycling in un comunicato ufficiale. «La sua passione per il ciclismo era evidente attraverso le sue corse e il suo legame con la squadra. Correremo per lui».
Pochi giorni prima dell’incidente, Magnus White aveva aggiornato i suoi follower su Instagram, condividendo la sua prima corsa a tappe. «Super entusiasta per una battaglia serrata ed epica», aveva scritto il 17enne dopo essersi classificato al secondo posto. «Un po’ deluso per non essere riuscito a vincere l’oro». Membro della nazionale americana di mountain bike, White aveva vinto il campionato nazionale juniores di ciclocross nel 2021 e aveva già gareggiato ai Mondiali di categoria fra il 2022 e il 2023.
Benedetta Pilato ha vinto il bronzo nei 50 rana ai Mondiali di nuoto di Fukuoka. L’azzurra ha chiuso al terzo posto in 30”04 la finale vinta dalla lituana Ruta Meilutyte, oro e record del mondo con il tempo di 29”16. Argento per l’americana Lilly King. «Dopo un anno così, mi merito questa medaglia», ha detto l’azzurra al termine della gara, nell’ultimo giorno di gare.
Lilly King, Ruta Meilutyte e Benedetta Pilato (Getty Images).
La nuotatrice azzurra: «I record? Sono fatti per essere battuti»
«L’anno prossimo ci saranno cambiamenti ma sono felice di chiudere così il percorso. Se me lo aspettavo? No, ho iniziato a sperarci nelle batterie. Mi sono mancati gli ultimi cinque metri, ma va bene così», ha affermato Pilato ai microfoni di Sky. Dopo 13 anni con il tecnico Vito D’Onghia, la campionessa si allenerà a Torino con Antonio Satta. Quanto al record del mondo stabilito dalla neo campionessa Meilutyte, che ha abbassato quello precedente di 29”30 stabilito proprio da Pilato ai campionati europei di Budapest nel 2021, la nuotatrice ha detto che i primati «sono fatti per essere battuti». Ai Mondiali di nuoto l’atleta azzurra vantava già due argenti nei 50 rana e un oro nei 100 rana.
L’Italia chiude con 14 medaglie: due ori, sette argenti, cinque bronzi
Nella finale dei 50 dorso, Thomas Ceccon si è dovuto accontentare del quinto posto. «Mi sentivo bene, il podio così alto non me lo aspettavo. Non dovevo difendere niente e ho provato a farla al meglio. Forse sono partito troppo forte. È stato un bel Mondiale, avevo degli obiettivi e li ho raggiunti», ha dichiarato. Con il bronzo conquistato Pilato nei 50 rana si chiude così a quota 14 medaglie la spedizione mondiale azzurra in Giappone. Due ori, quelli di Ceccon nei 50 farfalla e della 4×1500 in acque libere (con Barbara Pozzobon, Ginevra Taddeucci, Gregorio Paltrinieri e Domenico Acerenza). Sette argenti e cinque bronzi completano il quadro.
Per la prima volta una giocatrice è scesa in campo nei Mondiali di calcio femminili indossando l’hijab. È successo durante la partita tra Marocco e Corea del Sud. A “sdoganare” il velo, che garantisce la copertura minima richiesta dalla giurisprudenza islamica e per il quale la Fifa ha tolto da quasi 10 anni il divieto (imposto in passato per motivi di sicurezza delle atlete), è stata Nouhaila Benzina.
Nouhaila Benzina, difensore del Marocco (Getty Images).
Benzina, di ruolo difensore, da sempre gioca con il velo nelle squadre di club
Di ruolo difensore, Benzina è nata l’11 aprile 1998 e gioca con l’Association Sportive des Forces Armées Royales di Rabat, club con cui ha vinto il campionato nella passata stagione. La calciatrice ha sempre giocato con il velo nelle sue squadre di club e, inoltre, lo indossa in tutti gli allenamenti della squadra marocchina. Contro la Corea del Sud, finalmente, lo ha potuto fare anche durante un match della Coppa del Mondo.
Nouhaila Benzina contro la Corea del Sud (Getty Images).
Mai una Nazionale araba o nordafricana si era qualificata ai Mondiali
Benzina non aveva giocato nella partita inaugurale contro la Germania, mentre è partita titolare nel match contro la Corea del Sud vinto 1-0 dal Marocco. Mai, tra l’altro, una Nazionale araba o nordafricana era riuscita a qualificarsi per la Coppa del Mondo femminile. Decisiva la rete di testa di Ibtissam Jraidi. Il Marocco, allenato da Reynald Pedros (transitato dell’Italia: 12 presenze con Parma e Napoli nel 1997) e travolta dalle tedesche (6-0) nella gara d’esordio, resta così in corsa per la qualificazione agli ottavi. Si deciderà tutto nell’ultima gara del girone nella sfida con la Colombia.
«I russi vogliono forzare un gesto di pace che non desiderano»
Tutto è successo durante i campionati in corso a Milano, dove Kharlan ha dovuto sfidare Smirnova che gareggiava da neutrale. Quando quest’ultima ha allungato la mano, l’ucraina non ha contraccambiato ed è rimasta seduta in segno di protesta. Un gesto considerato da cartellino nero nella scherma, che le è costato una squalifica immediata. Solo dopo vari appelli il comitato della Fie ha “aggiustato” il regolamento riammettendo così la Kharlan e permettendole di partecipare alla gara a quattro contro l’Italia, dove l’Ucraina ha ottenuto la vittoria.
Mondiali scherma, l'ucraina Olga Kharlan batte la russa Smirnova. Non le stringe la mano (regolamento), le allunga solo la sciabola. La russa protesta 45'. La Kharlan è squalificata: gesto antisportivo.
Raggiunta dal Corriere della Sera, la sciabolatrice ha così spiegato in merito all’accaduto: «Forse c’è stato un malinteso. Mi avevano detto che era possibile salutare in quel modo. Invece quella ragazza voleva stringermi la mano. Non me l’aspettavo, l’ho considerata una provocazione. Sono assolutamente sicura che i russi avevano premeditato tutto e volevano forzarmi a un gesto di pace che loro in realtà non desiderano. Se fossero stati sinceri avrebbero accettato il saluto con le lame, era comunque un modo per rispettarsi».
«Non posso stringere la mano a chi rappresenta un invasore»
A chi le ha chiesto se si potrà mai tornare, tra russi e ucraini, alla situazione precedente la guerra, ha risposto: «Non so se riuscirò a vedere quel giorno. Hanno distrutto il concetto di fratellanza — almeno così la chiamavano — che caratterizzava le nostre relazioni. Forse tra 10 o 20 anni si potrà discutere di pace. Ma oggi è troppo presto. E troppi sono i danni». Prima della gara, ha raccontato, la sua famiglia l’ha chiamata da un rifugio anti-bombe. Impossibile per lei, dunque, gareggiare senza pensare a quello che stanno vivendo: «Non posso stringere la mano a chi rappresenta un invasore che fa certe cose ai miei cari e al mio Paese. Penso sia meglio non farlo mentre il conflitto va avanti, essere sulla pedana è già un gesto di rispetto».
L’Ucraina sconfigge l’Italia agli ottavi di finale
Intanto la squadra della Kharlan ha inflitto una dura sconfitta all’Italia agli ottavi di finale. Le azzurre Michela Battistin, Martina Criscio, Rossella Gregorio e Chiara Mormbile sono infatti state battute per 45-33 dalle avversarie. Le italiane torneranno in pedana contro la Cina per il tabellone dal nono al sedicesimo posto, mentre l’Ucraina sfiderà domenica 30 luglio gli Stati Uniti per accedere alle semifinali.
La Juventus è esclusa dalla Conference league per la stagione 2023/2024 e dovrà pagare una multa di 20 milioni di euro. La decisione arriva direttamente dalla prima camera dello Uefa club financial control body per il mancato rispetto del Settlement agreement, l’accordo con cui lo scorso agosto i bianconeri si erano impegnati a rientrare parametri del Fair play finanziario entro il 2025.
: UEFA has excluded Juventus from European competitions for violating financial fair play.
Juventus was excluded from the Conference League, and Fiorentina have taken their place.
Juventus: «Il nostro operato è corretto ma non faremo appello»
La Juventus ha fatto sapere in una nota che «pur continuando a ritenere inconsistenti le asserite violazioni e corretto il proprio operato, ha dichiarato di accettare la decisione rinunciando a proporre appello, escludendo espressamente, e lo Uefa Cfcb prendendone nota, che questo possa costituire ammissione di qualsiasi responsabilità a proprio carico».
Olga Kharlan potrà gareggiare nella prova a squadre ai Mondiali di scherma di Milano. Lo ha deciso la federazione, con un dietrofront che arriva a 24 ore dalla sospensione dell’atleta. L’ucraina si è rifiutata di salutare la russa Anna Smirnova dopo averla battuta 15 a 7. La scelta della Fie è stata di riammetterla dandole il beneficio del dubbio. Kharlan, campionessa in carica, aveva infatti porto la lama per congedarsi dall’avversaria, come da protocollo Covid ancora in vigore all’inizio dei Mondiali. Un gesto, quindi, considerato in buona fede.
Olga Kharlan e Anna Smirnova al termine dell’incontro (Getty).
Il Cio aveva chiesto «sensibilità»
Anche il Cio, il Comitato olimpico internazionale, è intervenuto dopo la squalifica di giovedì 27 luglio dell’ucraina Olga Kharlan. Dal comitato era arrivato l’appello alle federazioni a maggiore «sensibilità» nella gestione dei confronti tra gli atleti ucraini e russi. Questi ultimi gareggiano come neutrali. Un portavoce ha dichiarato: «Incoraggiamo le federazioni internazionali a gestire situazioni – ha aggiunto – che coinvolgono ucraini e individui atleti neutrali con il necessario grado di sensibilità. Continuiamo a essere pienamente solidali con gli atleti ucraini e la comunità olimpica dell’Ucraina». La presidenza ucraina ha commentato la sospensione definendola «assolutamente vergognosa».
Mondiali scherma, l'ucraina Olga Kharlan batte la russa Smirnova. Non le stringe la mano (regolamento), le allunga solo la sciabola. La russa protesta 45'. La Kharlan è squalificata: gesto antisportivo.
Anche il ministro dello Sport Andrea Abodi è intervenuto in mattinata, inviando una lettera al presidente del Coni, Giovanni Malagò, al presidente della Federazione italiana scherma, Paolo Azzi, e al presidente del comitato organizzatore di Milano 2023, Marco Fichera. Si legge: « In relazione alla squalifica comminata all’atleta ucraina Olga Kharlan dalla Federazione Internazionale Scherma, in occasione dei Campionati mondiali attualmente in corso di svolgimento a Milano, tenendo conto degli evidenti impatti che la decisione sta determinando al di là degli aspetti meramente sportivi, si richiede di fornire, con cortese urgenza, tutti gli elementi in vostro possesso che hanno condotto alla grave decisione, con riguardo anche alle tempistiche di approvazione del Regolamento sulla base del quale è stata assunta la decisione».
La Federcalcio italiana e quella turca hanno inviato il 28 luglio una lettera alla Uefa in cui si candidano ad organizzare insieme l’Europeo del 2032. L’Italia e la Turchia a tutt’oggi sono le uniche due candidate, dunque a meno di sorprese si va verso l’assegnazione ai due Paesi della rassegna continentale. La decisione è maturata dopo un incontro, avvenuto a Roma nei giorni scorsi, tra il presidente della Figc Gabriele Gravina e il suo omologo Mehmet Büyükeksi. L’assegnazione di Uefa Euro 2032 è prevista il prossimo 10 ottobre durante la riunione del Comitato Esecutivo in programma a Nyon.
Una notizia quella della collaborazione tra i due Paesi che risulterà più utile alla Turchia che all’Italia. A seguito del violento terremoto di questo inverno, il Paese della mezza luna dovrà infatti intervenire per ripristinare le strutture sportive. Ecco allora che il booster economico rappresentato dall’organizzazione di una manifestazione come gli europei rappresenterebbe un beneficio importante. Discorso molto diverso per le piazze italiane, dove gli introiti riconducibili ai campionati di calcio continentali avrebbero garantito liquidità per ammodernare strutture in buone condizioni. Offrendo una sponda importante al sistema calcio italiano.
Mattinata intensa quella del sesto giorno di gare ai Mondiali di nuoto a Fukuoka. Si sono svolte le batterie di sei prove, ovvero quelle dei 100 farfalla uomini, dei 200 dorso donne, dei 50 stile libero uomini, dei 50 farfalla donne, della 4×200 stile libero maschile e degli 800 stile libero femminili. In chiave azzurra, delusione nella prima di queste prove per Federico Burdisso e Piero Codia, essendo terminati oltre il ventesimo posto a livello di tempi, mentre nei 200 dorso donne Margherita Panziera ha ottenuto il pass per la semifinale con l’undicesimo tempo.
Quadarella conquista l’accesso alla finale degli 800 sl donne
Nei 50 sl uomini Leonardo Deplano, argento agli Europei su questa distanza, ha staccato il biglietto per le semifinali con il 14esimo tempo, nuotando in 21.99. Male Lorenzo Zazzeri, lontanissimo dai suoi migliori tempi, e soltanto 30esimo nella graduatoria complessiva. Nella 4×200 stile libero maschile l’Italia ha ottenuto il biglietto per la finale con il terzo miglior tempo in 7:06.12. Marco De Tullio, Matteo Ciampi, Filippo Megli e Stefano Di Cola sperano di replicare nella sfida per le medaglie. Miglior tempo quello dell’Australia in 7:04.37. Infine Simona Quadarella, che ha conquistato l’accesso alla finale degli 800 sl donne nuotando il sesto tempo in 8:21.65. La statunitense Katie Ledecky è stata ancora la migliore, nuotando in 8:15.60.
Otto anni dopo è di nuovo podio per le azzurre del Setterosa nella pallanuoto. Le giocatrici di Silpo sono passate per 16 a 14 contro l’Australia al termine di una partita per lunghi tratti equilibratissima. Alla fine del secondo quarto il match era fermo sul risultato di 10 a 10, decisivo l’allungo nel terza frazione. Il parziale di 3-1 ha permesso alle pallanuotiste italiane di mantenere sempre una distanza di sicurezza portata fino alla fine dell’incontro.
BRONZO MONDIALE !!! #ItaliaAustralia 16-14 Una gara lunga, difficile, una vittoria col cuore, una vittoria di carattere… una partita vinta due volte dopo la brutalità fischiata al capitano #Palmieri Bronzo come nel 2015 e nel 1994#7rosa#Setterosa Giorgio Scala / DBM pic.twitter.com/IMGLT1wF4m
Bianconi in rete sei volte, prossimo obiettivo: pass olimpico
Determinante per il piazzamento zona podio sono state le 6 reti di Roberta Bianconi. Alle sue spalle Claudia Roberta Marletta con 5, Sofia Giustini con 3, Dafne Bettini e Chiara Tabani con una. Ora la testa della azzurre è proiettata alla qualificazione olimpica per Parigi 2024. Tre i pass ancora in palio. Uno sarà destinato al vincitore degli Europei 2024 che si terranno in Israele dal 3 al 16 gennaio. Due invece verranno vinti ai mondiali di Doha, in Qatar, che partiranno il 2 febbraio.
Marco Mezzaroma presidente e Diego Nepi Molineris amministratore delegato di Sport e Salute: sono queste, secondo quanto apprende l’Ansa, le scelte del governo per la società in house che si occupa della promozione delle attività sportive in Italia. Mezzaroma imprenditore romano ed ex patron della Salernitana e Nepi Molineris, attuale dg della società, prendono il posto di Vito Cozzoli, che attualmente ricopre entrambe le cariche.
Diego Nepi Molineris (foto Imagoeconomica).
Chi è Marco Mezzaroma
Mezzaroma, classe 67, è figlio di Gianni, uno dei tre fratelli di una famiglia di noti costruttori romani. Nel 93, lo zio Pietro acquistò con Franco Sensi la Roma da Giuseppe Ciarrapico, prima di cedere la sua quota al compagno di cordata dopo pochi mesi; in quel periodo Marco fu ad della società giallorossa. Il cugino Massimo è stato invece patron del Siena, mentre la sorella Cristina è la moglie del presidente della Lazio, ClaudioLotito, col quale Marco nel 2011 acquisì la Salernitana dopo il suo fallimento. Un’avventura durata dieci anni, fino alla cessione obbligata per la salita in serie A e la multiproprietà di Lotito, e andata di pari passo con l’attività di imprenditore delle costruzioni.
Chi è Diego Nepi Molineris
Diego Nepi Molineris, 52 anni, è un manager dalla lunga esperienza nel mondo dello sport. Nel febbraio 2014 ha assunto il ruolo di direttore Marketing e sviluppo del Coni, mentre nel 2008, nel 2012 e nel 2016, in occasione dei Giochi olimpici di Pechino, Londra e Rio de Janeiro ha fatto parte della missione italiana come responsabile dell’organizzazione e del funzionamento di Casa Italia. Ha anche insegnato in corsi di specializzazione e master presso la Scuola dello sport Coni, il Luiss creative business center, il campus university MBA.
Alta tensione ai Mondiali di scherma in corso a Milano. Nel torneo di sciabola, la campionessa del mondo in carica ucraina Olga Kharlan ha battuto 15-7 al primo turno la russa Anna Smirnova. Al termine del match, però, si è rifiutata di stringere la mano all’avversaria, limitandosi a porgerle l’arma. Un saluto che il regolamento ha iniziato a consentire durante la pandemia, per evitare il contatto diretto fra gli atleti. Per l’arbitro tutto ok ma Smirnova, visibilmente indispettita, ne ha reclamato a gran voce la squalifica, sedendosi in pedana per 45 minuti e impedendo la prosecuzione del torneo. In primo momento rigettato, il suo ricorso è stato accolto dopo quasi due ore, seppur solo in parte. Kharlan ha infatti ricevuto il cartellino nero e ha dovuto lasciare immediatamente la competizione per violazione dell’articolo 122 del codice di condotta. L’avversaria le aveva teso la mano e dunque lei non poteva rifiutarsi di stringerla. Nessun ripescaggio però per Smirnova, definitivamente eliminata.
Mondiali scherma, l'ucraina Olga Kharlan batte la russa Smirnova. Non le stringe la mano (regolamento), le allunga solo la sciabola. La russa protesta 45'. La Kharlan è squalificata: gesto antisportivo.
La tensione fra Kharlan e Smirnova non è però casuale. Nel primo giorno di gare, sabato 22 luglio, tutte le atlete ucraine si erano ritirate dai Mondiali di scherma per protestare contro la Federazione e la sua decisione di consentire ai russi di partecipare a patto di essere neutrali e non avere alcun legame con l’esercito di Mosca. Il 26 luglio anche lo spadista Reizlin non si è presentato in pedana per il suo match contro il russo Anokhin. «È una situazione surreale, che cambia di ora in ora», ha spiegato a Sky Sport Luigi Samele, compagno italiano di Kharlan. «Ha sofferto tanto, sono stati giorni difficili dal punto di vista emotivo. Il saluto con l’arma? Non è la prima volta, battere sulla sciabola è una questione di igiene ormai sdoganata». Il torneo proseguirà dunque senza le due atlete. Agli ottavi ci sarà, senza colpo ferire, la bulgara Ylieva, promossa d’ufficio.
La russa Anna Smirnova in protesta ai Mondiali di scherma (Getty Images).
Non solo Mondiali di scherma, i casi di mancato saluto nel tennis
Il caso di mancato saluto fra le atlete ai Mondiali di scherma non è il primo nello sport mondiale. Fra i numerosi precedenti, ne spiccano due nel tennis. A maggio, l’ucraina Anhelina Kalinina si rifiutò di stringere la mano all’avversaria russa Veronika Kudermetova dopo aver vinto il match di semifinale sul Centrale del Foro Italico a Roma. «Spero che questo mio gesto possa servire un po’ al mio Paese», si giustificò la tennista. «Non importa da quale nazione veniamo», replicò tuttavia Kudermetova. «Siamo tutte qui per giocare a tennis».
La tennista russa Veronika Kudermetova a Roma (Getty Images).
Polemiche anche a giugno durante i quarti di finale del Roland Garros. La tennista bielorussa Aryna Sabalenka tese la mano all’avversaria ucraina Elina Svitolina alla fine del match, ottenendo un secco gesto di rifiuto. «Non so perché mi aspettasse, sono sempre stata chiara sulla questione», sbottò in conferenza stampa la tennista di Odessa. «È stato provocatorio». Immediata la replica della numero 2 al mondo. «Non faccio politica, non mi interessa», spiegò Sabalenka, semifinalista a Wimbledon. «Posso però dire che non sostengo in alcun modo la guerra».
Perquisizione della Guardia di Finanza nella sede della Sampdoria, nell’ambito dell’operazione Hermes: ipotizzano i reati di false comunicazioni sociali, emissioni di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, in relazione a compravendite di calciatori con la Juventus tra il 2019 e il 2020.
La nota della procura: gli affari sotto la lente di ingrandimento
Dall’esame degli atti trasmessi dalla procura di Torino, quella di Genova ritiene che «allo stato siano emerse ipotesi di plusvalenze fittizie e correlate ipotesi di false fatturazioni in relazione alla cessione dalla Juventus alla Sampdoria di Emil Audero ed alla cessione dalla Sampdoria alla Juventus dei calciatori Daouda Peeters e Erasmo Mulé, avvenute nel 2019», così come «in relazione alla cessione dalla Juventus alla Sampdoria di Nicolò Francofonte, Matteo Stoppa e Erik Gerbi ed alla cessione dalla Sampdoria alla Juventus di Giacomo Vrioni, avvenute nel 2020».
Emil Audero (Getty Images).
La procura di Genova, come riferisce in una nota il procuratore Nicola Piacente, ipotizza che «i bilanci di esercizio del 2019 e del 2020 della U.C. Sampdoria S.p.A. abbiano riportato l’esposizione di una minor perdita e di un maggior valore dell’attivo patrimoniale rispetto a quello reale e che la sopravvalutazione dei calciatori Audero, Stoppa, Francofonte e Gerbi abbia determinato per U.C. Sampdoria S.p.A. l’utilizzo di fatture sovradimensionate e, conseguentemente, l’indebita detrazione di Iva nonché l’annotazione di costi superiori a quelli effettivi». Analogamente la procura di Genova ipotizza che «la cessione dei giocatori Peeters, Mulè e Vrioni da parte della U.C. Sampdoria S.p.A. sia avvenuta mediante l’emissione di fatture riportanti valori superiori a quelli reali».
Massimo Ferrero (Getty Images).
Indagati gli ex vertici del club, compreso Massimo Ferrero
«Si procede altresì per il reato di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, in relazione a finanziamenti assistiti da garanzia pubblica ottenuti da U.C. Sampdoria S.p.A. negli anni 2020 e 2021, nella cornice emergenziale connessa alla pandemia da Covid-19», sottolinea la nota della procura. I finanzieri hanno chiesto atti e documenti nelle sedi di Banca Sistema e Macquarie Bank a Milano e presso le sedi di Sace, Mediocredito Centrale e dell’Istituto per il Credito Sportivo a Roma. Nell’ambito dell’inchiesta della guardia di finanza per falso in bilancio, truffa allo Stato e malversazione risultano indagati l’ex presidente Massimo Ferrero e gli ex vertici della Sampdoria.
Sofia Morini e Martina Carraro conquistano le semifinali rispettivamente dei 100 metri stile libero e dei 200 metri rana ai Mondiali di nuoto in corso a Fukuoka, in Giappone. La 20enne reggiana Morini ha concluso in quarta posizione la propria batteria, centrando il tredicesimo tempo complessivo: un 54″50 che vale il pass per la gara del pomeriggio di giovedì 27 luglio. La migliore è stata l’hongkonghese e vicecampionessa olimpica Siobhan Haughey, con il tempo di 53″15. La 30enne genovese vicecampionessa europea Carraro ha chiuso le batterie tredicesima in 2’26″10. Miglior tempo per l’olandese Tes Schouten, con 2’22″43. Lisa Angiolini ha invece rinunciato ai 200 rana, per il riacutizzarsi di un problema alla spalla destra.
Restivo e Mora out nelle batterie 200 dorso
Non godono dello successo, invece, Matteo Restivo e Lorenzo Mora, eliminati nelle batterie dei 200 metri dorso. Il 29enne friulano e primatista italiano Restivo ha chiuso diciassettesimo (1’58″57) e primo degli esclusi, Ventitreesimo posto (1’59″99) per il 24enne modenese Mora. Il miglior tempo della gara è stato segnato dall’australiano Bradley Woodward, con 1’57″14.
Ai Mondiali di Fukuoka è caduto il record più longevo del nuoto femminile, quello dei 200 m stile libero, che apparteneva a Federica Pellegrini. A batterlo è stata l’australiana Mollie O’Callaghan, che ha vinto la finale di specialità con il tempo di 1’52″85. Il 29 luglio 2009, ai Mondiali di Roma, la Divina aveva stabilito un nuovo primato con il tempo di 1’52″98. Sono passati 14 anni: un’eternità dal punto di vista sportivo.
Il podio dei 200 sl (Getty Images).
Argento per Titmus, bronzo per Mcintosh
Per la 19enne O’Callaghan l’oro di oggi è il secondo individuale in carriera a livello assoluto, dopo quello dello scorso anno nei 100 sl. La nuotatrice del Queensland, due volte oro e una volta bronzo in staffetta alle Olimpiadi di Tokyo, ha preceduto la connazionale Ariarne Titmus (1’53″01). Bronzo per la canadese Summer Mcintosh, che con 1’53″65 ha stabilito il primato mondiale juniores.
Pellegrini, i complimenti a O’Callaghan con annesso annuncio della gravidanza
Pellegrini ha fatto i complimenti a O’Callaghan su Instagram, attraverso una clip in cui ha mostrato la pancia con su scritto: «Ce lo riprenderemo», annunciando di fatto così la gravidanza, dopo averla appena smentita di essere incinta sulla pagine di Repubblica. «Mi sembra tutto intollerabile e assurdo perché si parte sempre da un presupposto fisico che io non tollero», aveva detto a proposito del gossip sulla sua dolce attesa.
Leo Messi ha messo a segno tre goal in due presenze con l’Inter Miami. Dopo la rete su punizione nel recupero del match contro il Cruz Azul, nella prima partita in Coppa di Lega, ieri sera Lionel Messi ha fatto anche meglio, segnando una doppietta all’Atlanta United nel 4-0 con cui la franchigia della Florida ha colto il suo secondo successo consecutivo. Il campione del mondo ha aggiunto anche un assist per Robert Taylor, a sua volta autore di due reti. Il suo apporto ha fatto scoccare una scintilla nella squadra, ultima nella classifica MLS prima del suo arrivo.
Lionel Messi con la nuova maglia dell’Inter Miami (Getty)
Vip allo stadio: sugli spalti LeBron James e Serena Williams
Intanto la Messi-mania monta tra i tifosi in Florida, compresi i vip che ormai sono una presenza costante nell’impianto di Fort Lauderdale. Oltre a David Beckham, presidente della squadra, presenti anche LeBron James, Serena Williams fino all’immancabile Kim Kardashian. «Giocare con lui è un sogno che si avvera Porta cosi tanta qualità in campo che ne beneficiamo tutti», ha commentato il compagno di squadra Robert Taylor.
Nulla da fare per il Setterosa della pallanuoto azzurra. Dopo l’impresa contro gli Stati Uniti nei quarti, le ragazze di Carlo Silipo di arrendono in semifinale contro la favorita Olanda per 9-8. Ottima la prova di Giuditta Galardi e Claudia Marletta, quest’ultima autrice di una tripletta. Nonostante un match giocato alla pari, le Azzurre hanno pagato un inizio difficile dove si sono trovate addirittura sotto di tre reti. «Grande prestazione delle ragazze», ha detto il coach a RaiSport. «Sono soddisfatto, ci è mancata un po’ di fortuna». Svanisce dunque la possibilità di conquistare già ora il pass per l’Olimpiade di Parigi 2024 e tornare ai Giochi dopo l’assenza a Tokyo. Nella finale di venerdì 28 luglio, in programma alle ore 18 locali, l’Olanda affronterà la vincente di Australia-Spagna. Per le Azzurre resta soltanto la finale di consolazione, in programma ancora a Fukuoka venerdì 28 luglio alle 13 locali (le 6 italiane). L’Italia manca sul podio dal bronzo di Kazan 2015.
Setterosa al Mondiale di pallanuoto, la cronaca della partita
Ottima partenza per le Azzurre di Carlo Silipo, che hanno sbloccato la gara con un gol di Sofia Giustini sul primo palo. Immediata la reazione delle olandesi con il pareggio di Iris Wolves e il sorpasso di Maartje Keuning in meno di un minuto. Dopo il nuovo equilibrio firmato Galardi, improvviso break delle tulipane per il 4-2 della prima frazione. Sotto di tre sia sul 2-5 sia sul 3-6 nel secondo quarto, l’Italia ha accorciato addirittura fino al 5-6 con il centro ancora una volta di Galardi, prima delle reti di Silvia Avegno e Claudia Marletta. Partita bloccata per gran parte del terzo periodo, con le due squadre che nonostante abbiano goduto di più momenti in superiorità numerica non sono riuscite a capitalizzare il vantaggio in acqua.
Le ragazze del Setterosa prima di entrare in acqua (Getty Images).
Le prime a spezzare l’equilibrio sono state ancora una volta le olandesi con il gol del 7-5 ancora una volta di Wolves a tre minuti dalla fine della frazione. Immediata la reazione azzurra con un rigore conquistato da Galardi nella ripartenza e realizzato, con freddezza, da Marletta per la sua doppietta personale. Lieke Rogge ha subito ristabilito il doppio vantaggio per l’Olanda con un penalty prima del nuovo centro di Marletta per il 7-8 a soli otto minuti dalla fine della partita. Nel quarto periodo, contropiede sprecato dalle Azzurre del Setterosa prima del 9-7 olandese di Kitty Joustra. A poco più di un minuto dalla fine però Dafne Bettini ha riacceso le speranze con un tiro dalla distanza che si è insaccato sotto la traversa. Le Azzurre ci hanno provato fino alla fine con un arrembaggio alla porta olandese, ma non è bastato.
Alberta Santuccio ha conquistato la medaglia d’argento nella spada ai mondiali di scherma. L’azzurra è stata battuta 15-12 dalla francese Marie Florence Candassamy. La prova di spada individuale femminile ha portato all’Italia anche la medaglia di bronzo della 38enne Mara Navarria.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha assistito alla finale. Poco prima, il capo dello Stato aveva dichiarato ufficialmente aperti i mondiali di Milano 2023, valevoli anche per la qualificazione dei Giochi di Parigi 2024.
Il figlio di LeBron James, il 19enne Bronny, ha avuto un arresto cardiaco nel corso di un allenamento di basket lunedì ed è stato trasportato d’urgenza in ospedale: il ragazzo è ora in condizioni stabili e non è più in terapia intensiva. Lo riportano i media americani citando un portavoce della famiglia.
Bronny tra i papabili per il Draft Nba 2024
Nelle scorse settimane i media e i giornali sportivi si sono interrogati sulle possibilità di Bronny James, classe 2004, di essere scelto al Draft Nba 2024. Padre e figlio non hanno mai nascosto di puntare a giocare insieme nella stessa squadra, ma bisognerà capire le condizioni del 19enne non appena sarà dimesso. La famiglia ha ringraziato tutti per la vicinanza e ha chiesto privacy.
BREAKING: LeBron James’ 18 year old son Bronny James suffered cardiac arrest during a practice at USC and was rushed to the hospital where he spent time in the ICU.
“(Monday) while practicing Bronny James suffered a cardiac arrest,” the James family said in a statement.
Nel giugno scorso, Bronny James è passato ai Trojans della USC, la University of Southern California. Il giovane è stato accolto come una star. Ha deciso di indossare la maglia con il numero 6, come fatto dal padre LeBron prima ai Miami Heat e ora ai Los Angeles Lakers. Niente numero 23 quindi: come invece gli era stato consigliato per ripercorrere le orme della star americana, che lo ha indossato a inizio carriera e a livello liceale.
Doppio argento per l’Italia ai Mondiali di nuoto in corso a Fukuoka. Prima è stata Simona Quadarella a vincere la medaglia nei 1500 metri stile libero. L’azzurra ha chiuso in seconda posizione alle spalle della super campionessa americana Katie Ledecky, che ha conquistato il quinto oro sulla distanza nelle ultime sei edizioni dei Mondiali. Bronzo per la cinese Li. Pochi minuti più tardi è stato Thomas Ceccon a chiudere secondo nei 100 dorso, beffato statunitense Ryan Murphy, che lo ha superato di appena 5 centesimi.
Simona Quadarella argento nei 1500 sl
Simona ha nuotato in 15’43″31 (contro i 15’26″27 della prima classificata), un tempo che le ha permesso di salire sul podio a quattro anni di distanza dall’ultima volta. Queste le prime dichiarazioni rilasciate ai microfoni di RaiSport e Sky: «Sono proprio contenta, è come essermi tolta un peso. Non pensavo neanche di fare 15’43”. Questa medaglia significa tanto, non la prendevo da quattro anni e da allora volevo riprendermi questi 1500 e ce l’ho fatta. Non è stato facile quest’anno sotto tutti i punti di vista, ci vuole tanto allenamento ma anche tanto equilibrio mentale che avevo perso. Ero tesissima prima della gara».
Quadarella: «Il mio obiettivo era arrivare seconda»
La campionessa ha aggiunto, a proposito del fenomeno Ledecky: «Avevo un po’ di paura a stare accanto a lei. Sono contenta perché nella prima metà della gara non ero nemmeno troppo lontana, poi lei è fortissima ma il mio obiettivo era arrivare seconda e così è stato. Sono felice, in acqua mi sono sentita bene e adesso sono al settimo cielo».
Thomas Ceccon argento nei 100 dorso
Non solo Quadarella nella giornata di oggi. Thomas Ceccon ha vinto la medaglia d’argento nei 100 dorso ai mondiali di nuoto in corso a Fukuoka. L’azzurro, già alla terza medaglia in questa rassegna iridata, ha chiuso alle spalle dello statunitense Ryan Murphy, che ha fatto segnare il tempo di 52″22, di poco inferiore al 52”27 dell’italiano. Anche la medaglia di bronzo è andata ad un atleta Usa, Armstrong.
Ceccon: «Ho buttato l’arrivo e l’oro»
Il classe 2001 avrebbe vinto la medaglia d’oro se avesse confermato il crono della semifinale di 52”16. Ceccon a fine gara è amareggiato: «Ho nuotato un po’ peggio di ieri, sono contento ma ho buttato l’arrivo e loro. Ieri in semifinale ho nuotato più tranquillo, capita anche questo. Sapevo che detenevo il titolo, viviamo di questo, forse non sono abituato a fare gara con chi pasa più forte, in mezzo forse non era migliore».
Dopo l’impresa del Setterosa, arriva la prima delusione per la pallanuoto azzurra al Mondiale di Fukuoka. Il Settebello si è arreso ai quarti di finale contro la Serbia campione olimpica in carica, ma in pieno ricambio generazionale. Dopo l’11 pari dei quattro tempi regolamentari, decisivi gli errori dal dischetto di Edoardo Di Somma e Luca Damonte. Epilogo a sorpresa per gli uomini di Sandro Campagna, che partivano nettamente favoriti e non mancavano l’appuntamento con le semifinali dal 2017. Rigori amari per la seconda volta di fila, dato che nel 2022 a Budapest costarono la medaglia d’oro in finale contro la Spagna. Niente pass per Parigi 2024, anche se ci saranno altre occasioni, ma soprattutto niente lotta per le medaglie: l’Italia era reduce, oltre che dall’argento di Budapest, dal primo posto di Gwangju nel 2019.
Settebello eliminato dal Mondiale: la cronaca dei quarti contro la Serbia
Seppur favoriti, nei quarti di finale del Mondiale a Fukuoka gli Azzurri della pallanuoto hanno faticato a ingranare la marcia nei minuti iniziali. Pronti via e la Serbia si è ritrovata agevolmente in vantaggio per due reti a zero prima dei gol di Giacomo Cannella e Lorenzo Bruni che hanno ristabilito la parità. Il primo tempo si è chiuso però sul 3-3 con il secondo centro del centravanti della Pro Recco e il rigore del serbo Drasovic. Grande equilibrio anche nella seconda frazione fino al 5-5 dell’intervallo lungo grazie alla doppietta, per il Settebello, di Edoardo Di Somma.
Sandro Campagna parla con i ragazzi del Settebello (Getty Images).
Ricco di reti il terzo periodo, quando nessuna delle due formazioni ha saputo trovare il decisivo break per rompere gli indugi. Per il Settebello a segno Nicholas Presciutti, Alessandro Velotto, Lorenzo Bruni e Francesco Di Fulvo. I serbi hanno avuto il merito di non mollare mai, anche con l’uomo in meno, restando sempre in scia agli Azzurri fino al 9-9. Nel quarto e ultimo periodo, l’alta tensione ha spinto le squadre a non scoprirsi più del dovuto. Gli Azzurri hanno trovato due volte il vantaggio che poteva risultare decisivo, ma a un minuto dallo scadere i serbi hanno segnato il gol del pareggio, pochi secondi dopo la traversa di Cannella che avrebbe chiuso i giochi. Ai rigori prima l’errore di Di Somma, poi la parata di Marco del Lungo, fino al decisivo passo falso di Damonte. Con un punteggio complessivo di 15-14 la Serbia accede dunque in semifinale, in programma giovedì 27 luglio contro la Grecia che ha battuto 10-9 il Montenegro. Mercoledì 28, invece, in vasca le ragazze del Setterosa per la semifinale contro l’Olanda.
Trevor Francis, leggenda del calcio inglese, con un passato in serie A con le maglie di Sampdoria e Atalanta, è morto a 69 anni. L’ex calciatore è stato colpito da un infarto mentre si trovava a Marbella, a 12 anni dal primo attacco di cuore, dopo il quale era stato operato e salvato. L’attaccante ha giocato in Italia negli anni ’80 ed è stato particolarmente apprezzato soprattutto dai tifosi blucerchiati. In Liguria è rimasto per quattro stagioni, prima di una breve avventura all’Atalanta e al ritorno in patria.
Trevor Francis omaggiato dalla Sampdoria nel 2012 (Getty).
L’acquisto record per 999.999 sterline
La carriera di Francis è partita nel Birmingham City, dove ha giocato per 8 stagioni. Poi il passaggio al Nottingham Forest, fortemente voluto da Brian Clough che lo acquistò per 999.999 sterline, una cifra record. L’attaccante ha dimostrato di valerli pochi mesi più tardi, quando la sua squadra ha raggiunto la finale di Coppa Campioni e l’ha vinta, a Monaco di Baviera contro il Malmoe, proprio grazie a un suo gol di testa. I campioni d’Europa si sono poi ripetuti l’anno dopo, battendo in finale l’Amburgo pur senza il proprio bomber, fermato da un infortunio. Un problema ai tendini gli ha fatto saltare, poche settimane più tardi, anche gli Europei in Italia del 1980.
Francis dopo la vittoria della Coppa dei Campioni contro il Malmoe (Getty).
L’arrivo alla Sampdoria nel 1982
Nella stagione 1981-82 è passato al Manchester City, dove ha disputato 26 gare e segnato 12 reti. Poi il volo verso Genova, sponda Sampdoria: 67 le presenze e 17 gol in Serie A. Francis chiuderà la carriera passando per Atalanta, Rangers, Qpr e Seffield Wednesday. Con la nazionale inglese, invece, ha segnato 12 volte in 52 gare. Ha firmato le reti dell’Inghilterra contro Cecoslovacchia e Kuwait a Spagna ’82. Breve la sua carriera da allenatore, partita già durante gli ultimi anni di calcio giocato e proseguita con il Birmingham City e il Crystal Palace, fino al 2003. Quest’ultima avventura si è conclusa in malo modo: Francis ha picchiato il secondo portiere dopo una brutta lite.
È morto Trevor Francis (1954-2023), stella del Nottingham Forest e della prima Sampdoria di Mantovani: il suo primo gol+assist in maglia Doria coincise con il primo gol+assist di un 17enne Roberto Mancini, in questo Inter-Sampdoria del 19 settembre 1982. pic.twitter.com/z1v3AMXRxw
Impresa per il Setterosa in semifinale ai Mondiali di pallanuoto a Fukuoka, in Giappone. Con il punteggio di 8-7, l’Italia elimina gli Stati Uniti tricampioni olimpici e quadrimondiali in carica. E vola in semifinale. Già bronzo europeo e quarto agli ultimi mondiali, il Setterosa adesso lotta anche per guadagnare il pass olimpico per Parigi 2024.
L’8 a 7 e il volo verso la semifinale
Determinanti il 3/15 in inferiorità numerica più tre rigori di cui uno parato sul 4-3 da Banchelli, premiata come mvp e sgolata per guidare una difesa che sembrava invalicabile. L’ultima ad arrendersi è stata la fuoriclasse Steffens, autrice di 4 reti e migliore marcatrice della partita in cui le azzurre sono andate a segno con Giustini (3), Bianconi (2), Marletta, Picozzi e Tabani, rispettivamente autrici degli ultimi due gol per l’8-6 decisivo a 3’56 dalla fine. Ora si attende la sfida tra la vincente di Olanda –Canada. Il primo a esultare è l’allenatore Carlo Silipo: «Questo è il vero Setterosa e sono orgoglioso di allenarlo. Ci abbiamo messo cuore, carattere e testa. Siamo felici, ma non finisce qua, anche perché i primi pass olimpici andranno soltanto alle finaliste».
La guerra in Ucraina e le prese di posizione contro la Russia mettono in discussione anche le trattative di calciomercato. Succede proprio in Italia, dove il Sassuolo ha deciso di far saltare, anzi di non far nemmeno iniziare, la trattativa per la cessione di Rogerio allo Spartak Mosca. Secondo quanto rivela l’agente del terzino brasiliano, Vinicius Prattes, il gruppo Mapei, proprietario del club, ha deciso di «non trattare con i russi». In ballo 8 milioni, ma per i neroverdi i soldi non hanno fatto la differenza. Il braccio di ferro continua con il giocatore intenzionato ad andare via a parametro zero.
Rogerio durante un match con la maglia del Sassuolo (Getty).
Prattes: «Dovevano dircelo subito»
Come riportato da Sport Mediaset, Prattes spiega: «Trovata l’intesa Mapei ci ha comunicato dopo quindici giorni che non avrebbe accettato di trattare con i russi». E poi attacca il Sassuolo, proprietario del cartellino del brasiliano: «Avrebbero dovuto avvertirci subito. È stata una mancanza di rispetto. Il calciatore non rinnoverà il contratto in scadenza 2024 e il Sassuolo lo sa già dalla fine della scorsa stagione. D’ora in poi i club interessati dovranno rivolgersi solo a me e al giocatore».
Carnevali: Non ci sono sviluppi
Dal canto suo il Sassuolo non ha commentato la vicenda, se non con le parole di Giovanni Carnevali. L’amministratore delegato e direttore generale del club ha dichiarato soltanto che «non ci sono sviluppi». A sei anni dall’arrivo in Emilia, però, l’avventura i neroverde del terzino brasiliano sembra ormai alla fine. Il 25enne Rogerio è arrivato nell’estate del 2017 e da allora ha collezionato 144 presenze e segnato due gol. Lo scorso anno sembrava fatta per il suo passaggio al Newcastle, che avrebbe fatto incassare al club 15 milioni. Poi tutto è sfumato, come in questo caso.
La polemica sull’ingaggio di Manolo Portanova, calciatore di 23 anni ora alla Reggiana 1919, non si placa. Da giorni a Reggio Emilia tifosi e cittadini si dividono sull’arrivo dell’atleta, in prestito dal Genoa, ma al centro di una vicenda giudiziaria non ancora conclusa. Portanova è stato condannato in primo grado nel dicembre 2022 a sei anni di reclusione per stupro di gruppo. Nonostante il ricorso presentato dai legali del giocatore e l’appello previsto per il prossimo novembre, in tanti condannano il club per averlo accolto. In ultimo anche le femministe di Non una di meno, che hanno organizzato anche un sit-in di protesta «contro l’ennesima offesa alle vittime di violenza patriarcale che ha macchiato la nostra città».
Non una di meno: «Regaliamo prestigio agli uomini violenti»
Come riportato da Repubblica, il collettivo di femministe alza la voce e attacca: «Ecco come li trattiamo gli uomini violenti in questo paese, e ora anche nella nostra città: pur in presenza di una condanna da parte di un tribunale di Stato – anche se di primo grado, non importa – regaliamo loro prestigio e immunità sociale. Tutto questo è spaventoso, ma non ci ferma, non ci intimidisce». Non una di meno ha organizzato il sit-in con cui vuole condannare «una vicenda orribile, di cui si è resa scandalosa protagonista la dirigenza della Reggiana calcio».
Manolo Portanova (Getty).
Le attiviste: «Gli interessi economici valgono più di tutto»
Le attiviste ricordano che «Portanova non ha toccato un pallone in partite ufficiali dal dicembre scorso, tagliato fuori dallo stesso genoa. A gennaio era previsto il passaggio al Bari ma la protesta dei tifosi ne ha bloccato il trasferimento». Ora l’arrivo in Emilia: «È arrivata la Reggiana ad accogliere tra le sue braccia “materne” come risorsa da valorizzare per il rilancio della squadra, lo stupratore condannato. Che brutta storia». L’attacco prosegue: «In questo caso sono gli interessi economici e di prestigio della squadra a valere più di ogni altra cosa. Si decide di proteggere un uomo accusato e condannato per stupro in primo grado, di chiudere per così dire un occhio, di sminuire l’accaduto perché “la politica in certe cose non dovrebbe entrare, men che mai nello sport”. E poi: “L’iter processuale non è ancora terminato, si vedrà alla fine”».
Lo slogan: «Stupratori in campo non ne vogliamo»
Le attiviste di Non una di meno concludono: «Ci sentiamo dire ogni giorno, con stomachevole enfasi retorica, che le donne devono avere il coraggio di denunciare, ma poi non siamo credute, veniamo silenziate e messe in croce, mentre all’uomo violento viene data non solo un’altra possibilità, basata sulla cieca fiducia che si ripone nella sua innocenza, ma anche, come nel caso di Portanova, una bella e nuova opportunità lavorativa che impatta su una platea vastissima». Da qui lo slogan del sit-in: «Stupratori in campo non ne vogliamo».
Portanova accanto a Vasquez, suo compagno al Genoa (Getty).