Terminato in Israele lo scrutinio del voto ai seggi, che rappresenta l’86 per cento del totale. A questo punto dello spoglio, 53 seggi alla Knesset vanno al blocco di Benjamin Netanyahu e 48 alla coalizione guidata da Gadi Eisenkot, che si rafforza nell’ultima parte dello spoglio. Confermato il boom dei partiti arabi, che al momento si aggiudicano 19 seggi in parlamento. Ora mancano da scrutinare circa 650 mila ‘buste doppie’ (ossia di chi vota lontano dal proprio luogo di residenza, come soldati, diplomatici, persone ospedalizzate). I risultati finali saranno però ufficializzati solo il 4 novembre: se nessuno formerà una maggioranza (di 61 seggi), potrebbero tenersi nuove elezioni a inizio 2027.
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Netanyahu si conferma forte nelle aree colpite da Hamas e al confine col Libano
Secondo i dati della Commissione elettorale centrale, emerge l’ampio sostegno al primo ministro Netanyahu e al suo partito, il Likud, nelle aree colpite dagli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e in quelle al confine con il Libano, a lungo nel mirino di Hezbollah. Il Likud, ad esempio, si è mantenuto il primo partito nella città meridionali di Sderot e Ofakim, dove Hamas fece rispettivamente 53 e 25 vittime. Nella parte settentrionale di Israele, Netanyahu ha ottenuto le percentuali di voto più elevate nelle località Kiryat Shmona, Shlomi, Avivim e Dovev, tutte a breve distanza dal Libano.
