C’è la riforma della Rai, pronta per il Senato il 26 novembre. E nella maggioranza c’è chi scommette che «la velocità del provvedimento sarà assicurata, nonostante la legge di Bilancio e altre noie da approvare». Fatto sta che, mentre per il ruolo di amministratore delegato tutti, a cominciare ovviamente dai meloniani, fanno il nome dell’attuale direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci, per la carica di presidente si scatenano le scommesse. Anche perché per quell’incarico deve esserci, in base alla teoria delle quote rosa, una donna. Dopo l’assemblea della Lega che ha visto la riconferma di Matteo Salvini c’è stata un’uscita di peso, che a Roma ha fatto clamore nonostante fosse attesa da mesi: Simonetta Matone ha lasciato i leghisti per aderire a Forza Italia. Il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani è da sempre un amico di famiglia, stima tantissimo Matone, e il partito berlusconiano potrebbe indicare senza alcun problema il nome dell’ex magistrata (una sempre in prima fila quando si parla di poltrone: era circolata la sua candidatura anche per l’Anticorruzione) alla presidenza della Rai. Nei palazzi del servizio pubblico radiotelevisivo poi Matone conosce tutti: il suo consorte Emilio Albertario è stato una delle colonne giornalistiche prima della radio e poi del Tg2…
Vespa, un vaccino è per sempre
Era il 2014: Bruno Vespa, in diretta a Porta a porta, su RaiUno, si fece iniettare il vaccino antinfluenzale Flaud di Novartis per rassicurare il popolo. Negli anni, il colosso farmaceutico non ha fatto mancare la sua presenza ai “Forum in Masseria” allestiti da Vespa, nella parte del padrone di casa interrogante. E adesso accade qualcosa di simile pure nella giornata di mercoledì 28 ottobre, data che nella Capitale viene ancora abbinata da molti alla storica “marcia su Roma” di mussoliniana memoria: appuntamento a La Lanterna di via Tomacelli, dove Vespa è protagonista del “Forum salute e innovazione: rafforzare la competitività in Italia e in Europa”, evento promosso – indovinate un po’ – dall’azienda farmaceutica Novartis, con la conduzione e il supporto organizzativo del format “Forum in Masseria”. Attese figure istituzionali di primo piano della politica italiana, tra cui i ministri Orazio Schillaci (Salute), Antonio Tajani (Esteri) e Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy). Oltre naturalmente ai vertici globali e nazionali di Novartis: il presidente del consiglio di amministrazione Giovanni Caforio e il presidente di Novartis Pharma International Patrick Horber. Tra gli invitati anche il numero uno di Farmindustria Marcello Cattani.

Meloni fa l’artigiana
Cotta e mangiata: annunciata nella mattina da Giorgia Meloni all’assemblea di Confartigianato, la riforma dell’artigianato verrà approvata nel pomeriggio a Palazzo Chigi, nel Consiglio dei ministri. Davanti alla platea plaudente, in via della Conciliazione, con Meloni vestita di bianco come il pontefice, ecco la promessa: «Aziende nate artigiane, e così per sette anni, mantengono la qualifica anche con più lavoratori. Finché ci sono botteghe artigiane, l’Italia avrà futuro. Crescere non è snaturarsi». Non solo: «Daremo risposte sui salari dei giovani». Sì, le elezioni politiche si stanno avvicinando…

Liverani, il pianto degli assicuratori a Palazzo Taverna
C’è un convegno intitolato “Previdenza universale: un salvadanaio per le nuove generazioni” a Roma, nei saloni meravigliosi di Palazzo Taverna, per l’Ania, l’associazione delle assicurazioni. E Giovanni Liverani, presidente di Ania, non si è tirato indietro, “piangendo” a nome di tutto il sodalizio davanti ai politici che chiedono contributi spacciati come extraprofitti: «Noi siamo pronti a fare la nostra parte, per dare ai giovani e alle famiglie italiane non già interventi che rischiano di sembrare pannicelli caldi che si ripetono ogni anno ma non risolvono i problemi, ma progetti di sistema, contributi a politiche industriali e sociali che generano certezze e fiducia nel futuro». Non solo: «L’anno scorso abbiamo risarcito 18 milioni di cittadini e imprese per un totale di 42 miliardi, ed erogato prestazioni previdenziali e assicurative per oltre 93 miliardi». E nel conto sono finiti anche i vandalismi di Milano ai danni delle attività commerciali.









