Leonardo Maria Del Vecchio vuole anche il Fatto Quotidiano

Dopo aver rilevato QN, cioè i quotidiani degli eredi Riffeser, ed essere salito al 30 per cento del Giornale, Leonardo Maria Del Vecchio ha messo nel mirino pure il Fatto Quotidiano: la società LMDV Media (società di investimento dedicata all’editoria riconducibile al family office LMDV Capital) ha avviato un’attività di due diligence su SEIF (Società Editoriale Il Fatto) al fine di promuovere un’offerta pubblica di acquisto finalizzata al delisting. Una mossa a sorpresa, quella dell’erede di EssilorLuxottica, considerando che solo pochi giorni fa aveva pubblicato via social un durissimo attacco ai «ratti del giornalismo» del Fatto Quotidiano dopo la pubblicazione di una serie di intercettazioni riguardanti l’indagine su un’estorsione ai suoi danni. Lo stesso giornale ha poi ripreso un’inchiesta del New York Times che riguarda le accuse dell’ex fidanzata di Del Vecchio nei suoi confronti.

Pronto un investimento complessivo di oltre 7 milioni

Come spiega una nota di LMDV Capital l’offerta – subordinata all’esito positivo della due diligence l’offerta – verrebbe promossa al prezzo di 0,286 euro per azione per un controvalore complessivo di 7.152.860 euro per il 100 per cento delle azioni di SEIF: l’ultimo prezzo fatto segnare sul mercato è stato 0,22 euro. L’offerta è subordinata anche a precise condizioni di efficacia, tra cui il raggiungimento di una partecipazione complessiva almeno pari o superiore all’82,9 per cento del capitale votante nell’assemblea ordinaria. Tale soglia è ritenuta indispensabile per rendere inoperante il limite statutario interno che vieta a un singolo azionista di possedere più del 17 per cento del capitale sociale della società.

I soci fondatori fanno sapere di non essere interessati

Le quote di SEIF sul mercato sono pari al 40 per cento del totale. Il resto è invece detenuto da giornalisti e manager: Antonio Padellaro e Cinzia Monteverdi hanno il 16,25 per cento a testa, Francesco Aliberti possiede il 5 per cento, mentre Marco Travaglio, Peter Gomez, Luca D’Aprile e Marco Lillo hanno meno del 5 per cento. Tramite un comunicato, SEIF ha fatto già sapere che le persone in possesso della maggioranza del capitale sociale «hanno manifestato l’intenzione di non cedere la propria quota» e, dunque, di non voler aderire all’eventuale offerta di acquisto.