Papa Leone in cura ad Acerenza? Scherzo da prete

di Antonio Manzo

Chi non crederebbe all’immagine di Papa Leone con la talare bianca ma impegnato a pedalare su una cyclette dopo la degenza ospedaliera? Tutto il mondo, sarebbe lì ad apprezzare, pregare e fare il tipo per una sua prontissima guarigione. Ha bisogno di recuperare una piena capacità respiratoria per prepararsi al viaggio in America Latina? Via agli esercizi quotidiani con la cyclette. Ma è solo uno scherzo da prete concepito benevolmente da un suo confratello religioso, il parroco di Potenza don Donato Lauria convalescente negli stessi giorni del Papa, lui reduce da un intervento al cuore nel centro “don Gnocchi” di Acerenza. E che si fa Papa Leone con don Donato ad Acerenza? I fedeli che lo seguono su Facebook hanno solo un attimo di esitazione e scoprono la foto fake nems prodotta dall’Intelligenza Artificiale. Papa Leone sa bene quanto l’Intelligenza Artificiale stia rivoluzionando il mondo, tanto da dedicargli un’Enciclica La Magnifica Umanità.Lui, però, mai avrebbe immaginato che un suo confratello sacerdote dalla terra della Lucania utilizzasse l’IA per creare una foto-selfie con lui e lanciarla sul web. Fin qui un gesto perdonabile ma che diventa virale sul web perché don Donato Lauria è in riabilitazione da convalescente con tuta ginnica alla cyclette costretto ad un periodo di riabilitazione all’accorsato e ricercato centro “Don Gnocchi” di Potenza. Mentre le piattaforme come Dall-e, Midjourney e Stable Diffusion continuano a stupirci con le loro capacità sempre più raffinate don Donato Lauria le utilizza per una santa “confusione creativa” dando così sfogo alla loro interpretazione più bizzarra, ma del tutto innocua, della realtà. Don Donato Lauria, 55 anni, è parroco on Donato Lauria a Potenza nellaa parrocchia di Maria SS. Immacolata nel rione Cocuzzo, a Potenza. È proprio in un posto così, il famigerato “Serpentone”, che avrebbe voluto fare il prete, quando decise di diventarlo praticando i Salesiani. “E’ una raffinata intelligenza e spiccata pastoralità” racconta Peppino Molinari, ex parlamentare democristiano convinto e mai vinto dalla nostalgia. “Donato – dice ancora – fu anche candidato nel 1985 al consiglio comunale di Potenza risultando il primo dei non eletti. Subito doo la sua vita cambiò con la vocazione sacerdotale”. Don Donato ora è proprio in questo rione dormitorio, malfamato, una specie di Bronx – come lui stesso lo definisce –che don Donato voleva fare il prete se un giorno avesse deciso di diventarlo. E come una profezia che si avvera, nel 1999 diventò sacerdote gli fu chiesto di andare a fare il prete a Cocuzzo, un sacerdote d’azione, tra la gente. Il quartiere Cocuzzo è famoso per la presenza di un enorme palazzo di cemento chiamato “Serpentone” che ospita 3.500 persone; come dicono gli stessi abitanti del quartiere è una struttura che “fa spavento”. Con l’impegno pastorale di don Donato esso è diventato “un cuore vivo della città”. Gli bastarono solo tre mesi dal suo arrivo per mettere in piedi un fiorente oratorio. Quando si parla ora a Potenza di Cocuzzo, si cita per prima cosa la parrocchia: di una bellissima realtà fatta di giovani, ragazzi, adulti e anziani. Il giorno che Papa Leone leggerà e conoscerà questo giovane parroco della Basilicata, convalescente negli stessi giorni del suo ricovero, certamente vorrà conoscerlo per l’attitudine a gestire l’Intelligenza Artificiale nella sua vita pastorale. E, certamente, lo benedirà e assolverà per il sano peccato del selfie costruito con la sua immagine diventato virale sul web.

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