Consiglio comunale, polemiche sul cimitero

di Erika Nosches

e Porta Ovest potrebbe essere pronta nell’arco di sei mesi, almeno per quanto riguarda la consegna delle gallerie. La conferma arriva dall’assessore alla Mobilità del Comune di Salerno, Rocco Galdi, intervenuto a margine della seduta del Consiglio comunale di ieri. Un’opera strategica per il futuro della viabilità cittadina, soprattutto alla luce del crescente traffico pesante che quotidianamente attraversa il viadotto Gatto, ma per la cui piena entrata in funzione sarà necessario attendere anche la realizzazione delle rotatorie di collegamento con la rete autostradale. «Per quanto riguarda le gallerie di Porta Ovest, parliamo di un’infrastruttura strategica, particolarmente attesa dalla città di Salerno. Riteniamo che la sua entrata in funzione possa contribuire in maniera significativa a ridurre la congestione del traffico pesante sul viadotto Gatto. Bisogna considerare che attualmente siamo arrivati a circa 1.300 tir al giorno, un numero estremamente elevato che incide inevitabilmente sulla viabilità cittadina e sulle condizioni dell’infrastruttura», ha dichiarato l’assessore Galdi. L’apertura delle gallerie, tuttavia, non coinciderà necessariamente con l’immediata operatività dell’intero sistema viario. «Per garantire la piena funzionalità dell’opera sarà necessario realizzare anche le rotatorie di collegamento, indispensabili per consentire ai mezzi pesanti di raggiungere i raccordi autostradali. Questi interventi, purtroppo, non sono stati ancora realizzati e richiederanno ulteriore tempo. Le gallerie, invece, sono sostanzialmente pronte e ritengo che possano essere consegnate nel giro di cinque o sei mesi. L’obiettivo resta quello di completare l’intero sistema infrastrutturale, così da alleggerire il traffico sul viadotto Gatto e migliorare complessivamente la mobilità cittadina». Proprio il viadotto Gatto è stato uno dei temi centrali della seduta consiliare, durante la quale è stato affrontato il regolamento comunale per la determinazione e il recupero dei costi delle attività tecnico-istruttorie relative al transito dei veicoli eccezionali e ai trasporti in condizioni di eccezionalità sulla principale arteria di collegamento con il porto e sulla rete viaria comunale. Il provvedimento introduce un indennizzo a carico delle società di autotrasporto per i transiti eccezionali superiori alle 40 tonnellate. Le somme saranno versate alla Provincia di Salerno, che successivamente trasferirà al Comune la quota di competenza, secondo quanto previsto dal protocollo d’intesa sottoscritto tra i due enti. «Il settore Mobilità del Comune provvederà, di volta in volta, all’istruttoria delle singole pratiche, verificando le caratteristiche dei mezzi, il peso dei carichi e le condizioni necessarie per autorizzare il transito. Una volta completate le verifiche e accertato il pagamento dell’importo dovuto alla Provincia, sarà rilasciato il relativo nulla osta», ha spiegato Galdi. Il regolamento individua tre categorie, A, B e C, sulla base delle caratteristiche dei trasporti. Il peso complessivo dei mezzi, la presenza di rimorchi e la tipologia dei carichi contribuiranno a determinare l’importo da corrispondere. Alla base della decisione dell’amministrazione ci sono soprattutto i costi sostenuti negli ultimi anni per garantire la manutenzione del viadotto. «Dal 2022 al 2026 abbiamo registrato spese per oltre 870mila euro per la manutenzione ordinaria del viadotto Gatto. Si tratta di una cifra particolarmente elevata, legata soprattutto agli interventi sulla pavimentazione stradale e alla sostituzione dei giunti, che richiedono lavori periodici. Non possiamo continuare a sostenere integralmente questi costi. Per questo abbiamo ritenuto necessario introdurre un indennizzo che consenta di recuperare almeno una parte delle risorse impiegate per la manutenzione dell’infrastruttura». Il nuovo regolamento, secondo l’assessore, consentirà inoltre alla Polizia municipale di intensificare i controlli, disponendo finalmente di strumenti specifici per verificare il rispetto delle disposizioni e contestare eventuali irregolarità. La seduta di ieri ha affrontato anche altre questioni di natura patrimoniale ed economica. Tra i provvedimenti approvati figura l’acquisizione, a titolo gratuito, del diritto di superficie sull’area denominata «ATsu_1 – Ambito di trasformazione per il nuovo polo di attrezzature consortili a servizio dell’agglomerato di Salerno», di proprietà del Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Salerno, insieme al relativo schema di convenzione. Sul fronte delle prospettive economiche dell’ente, il presidente della commissione Bilancio, Fabio Polverino, ha illustrato gli obiettivi dell’amministrazione, soffermandosi in particolare sugli investimenti nel settore delle energie rinnovabili. «L’obiettivo di questa amministrazione è arrivare, a regime, a entrate annuali pari a quasi 4 milioni di euro. Una delle novità più importanti riguarda la svolta sulle energie rinnovabili: abbiamo deciso di realizzare un nostro impianto fotovoltaico. Probabilmente, nella primavera del 2027 partiranno le procedure e, una volta entrato a regime, l’impianto ci garantirà un’entrata stabile di circa un milione di euro all’anno», ha spiegato Polverino, precisando che l’intervento richiederà un investimento iniziale consistente, destinato però a produrre benefici economici duraturi per le casse comunali. Non sono mancate le polemiche, soprattutto in merito all’affidamento in house providing della gestione dei servizi cimiteriali integrativi alla società Salerno Sistemi – Servizi Utility Srl. A sollevare perplessità è stato il consigliere di Fratelli d’Italia, Gherardo Maria Marenghi, secondo il quale «l’affidamento in house deve rappresentare un’eccezione ed essere sempre adeguatamente motivato». Da qui la richiesta di valutare l’affidamento del servizio a un operatore privato. Critiche anche dal consigliere di opposizione Franco Massimo Lanocita, che ha invitato l’amministrazione ad ampliare l’attenzione alle criticità del sistema cimiteriale, senza limitarsi alla situazione del campo Ortensia, ma approfondendo anche le problematiche relative alle congreghe. «Il Comune ha voluto delegare ad altri la gestione di problemi a esso imputabili», ha sostenuto Lanocita, contestando la scelta dell’amministrazione. Di diverso avviso il consigliere Filomeno Di Popolo, intervenuto a difesa dell’affidamento alla società partecipata. «L’affidamento in house permette di esercitare un controllo più serrato, che verrebbe meno, invece, con i privati», ha evidenziato, sottolineando l’importanza di mantenere una supervisione diretta sui servizi. A caratterizzare la seduta, tuttavia, è stata anche una circostanza insolita sul piano politico. Il sindaco Vincenzo De Luca ha infatti scelto di non intervenire mai nel corso dei lavori consiliari, a differenza di quanto avvenuto in occasione di precedenti sedute, durante le quali aveva preso più volte la parola per illustrare provvedimenti, replicare alle osservazioni dell’opposizione o intervenire nel dibattito politico. Questa volta il primo cittadino ha preferito limitarsi all’ascolto, seguendo gli interventi dei consiglieri e degli esponenti dell’amministrazione senza partecipare direttamente alla discussione. Un atteggiamento che non è passato inosservato, soprattutto considerando il ruolo centrale assunto dal sindaco nei precedenti confronti in aula. Una seduta, dunque, caratterizzata da provvedimenti destinati a incidere sulla gestione della viabilità, sul patrimonio comunale e sull’organizzazione dei servizi, ma anche da un confronto politico nel quale, almeno per una volta, il sindaco ha lasciato interamente la parola ai consiglieri.

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